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di Marco Villa 29 aprile 2014

Fotografie dall’apocalisse: Chernobyl 28 anni dopo

La natura sta riprendendo possesso di una delle zone più nocive al mondo

Se siete nati negli anni ’80, la parola Chernobyl vi suona sinistra, simbolo di una paura invisibile e lontanissima, ma allo stesso tempo reale. Una paura che impediva di mangiare ortaggi e consumare uova e latte. Il motivo era da ricercare in una centrale nucleare dall’allora Unione Sovietica, che il 26 aprile 1986 era esplosa rilasciando enormi quantità di radiazioni. Errore umano e gigantesche negligenze amministrative, in quella che a posteriori diventò una grande anticipazione del destino dell’intero sistema politico comunista.

Dal 1986 sono passati 28 anni e a Chernobyl la natura ha preso il sopravvento sui resti del reattore nucleare. Per testimoniarlo, il fotografo americano Jeremy Underwood si è avventurato nei boschi che circondano la centrale, per mostrare come alberi, erba e verde siano riusciti a crescere e conquistare spazi sempre più imponenti in uno dei luoghi più nocivi e dannosi della Terra. La serie fotografica si chiama “Chernobyl Hidden From View” e potete vederla nella sua interezza sul sito di Jeremy Underwood.

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