Rocca Cencia contro i miasmi, residenti di nuovo in piazza mentre si avvicina la scadenza dell’ordinanza rifiuti. A Roma est, dove da anni la convivenza con gli impianti Ama è tutt’altro che semplice, il calendario pesa ormai più delle rassicurazioni. Il provvedimento firmato dal sindaco Roberto Gualtieri, valido dal 7 maggio al 6 luglio, ha aumentato la capacità di gestione dei rifiuti urbani indifferenziati in alcuni siti Ama. Per chi vive vicino all’impianto, però, non è una questione di carte e procedure: significa odori persistenti, finestre chiuse, giornate segnate dall’aria irrespirabile e il timore che l’emergenza diventi, ancora una volta, normalità.

La protesta sotto il Campidoglio e il blitz nel VI municipio
La mobilitazione è partita dal territorio ed è arrivata fino al cuore del potere cittadino. Prima il passaggio nel VI municipio, con la protesta portata dentro il consiglio municipale, poi il presidio in piazza del Campidoglio, davanti alla sede dell’amministrazione capitolina.
Decine di cittadini, insieme a esponenti del centrodestra romano, hanno chiesto risposte sulla gestione dell’impianto Ama di Rocca Cencia e sui disagi segnalati nelle ultime settimane. Striscioni, slogan e interventi hanno puntato tutti sullo stesso nodo: il rischio che le misure d’emergenza vengano prolungate oltre la scadenza.
Al presidio erano presenti anche rappresentanti capitolini e municipali, tra cui la consigliera di Forza Italia Rachele Mussolini, il presidente del VI municipio Nicola Franco e il vicepresidente Andrea La Fortuna. Per comitati e residenti non si tratta solo di protestare contro i cattivi odori, ma di chiedere una scelta politica chiara: Roma est non può essere lasciata da sola a reggere l’emergenza rifiuti.
L’ordinanza del 7 maggio: cosa cambia per Rocca Cencia fino al 6 luglio
L’ordinanza del sindaco Roberto Gualtieri nasce in una fase difficile per il ciclo dei rifiuti della Capitale. La mancata disponibilità di alcuni impianti dove Roma portava parte della spazzatura ha spinto il Campidoglio a intervenire su tre siti Ama: Rocca Cencia, Ponte Malnome e viale dei Romagnoli. La misura, valida per due mesi, dal 7 maggio al 6 luglio, ha previsto l’aumento dello stoccaggio dei rifiuti urbani indifferenziati.
A Rocca Cencia il provvedimento ha autorizzato anche l’uso di due linee mobili di tritovagliatura, con eventuale pressofilmatura, e una campagna di recupero dei rifiuti urbani non pericolosi. Sulla carta sono soluzioni temporanee per tamponare una crisi degli impianti. Sul territorio, invece, l’ordinanza è stata vissuta come un nuovo peso su un quadrante che da tempo chiede di essere alleggerito. Dopo la chiusura del TMB nel 2023, la partita è rimasta aperta: quale ruolo deve avere Rocca Cencia nel sistema dei rifiuti romano, e ancora per quanto.
Miasmi e disagi: le richieste dei residenti contro l’aumento dello stoccaggio
Il punto, per chi abita lì, resta la vita di tutti i giorni. I residenti parlano di miasmi più forti, soprattutto da quando l’impianto ha iniziato a gestire quantità maggiori di rifiuti.
Non è una questione astratta. Raccontano di odori che entrano in casa, di bambini tenuti lontani dai balconi, di finestre chiuse anche con il caldo. La richiesta al Campidoglio è semplice e netta: riportare l’impianto alla situazione precedente all’ordinanza e trovare una soluzione che non scarichi su Rocca Cencia il peso delle emergenze cicliche della città. I comitati chiedono controlli, dati chiari sui quantitativi trattati, tempi certi e un confronto diretto con l’amministrazione. La parola che torna più spesso è normalità.
Non una promessa vaga, ma qualcosa che si possa vedere e misurare: meno rifiuti stoccati, meno lavorazioni temporanee, meno odori. Dietro la protesta c’è anche la sfiducia accumulata negli anni, quando ogni misura provvisoria sembrava aprire la strada a una situazione destinata a durare più del previsto.
Il nodo della proroga estiva e l’impegno chiesto al Campidoglio
La data del 6 luglio è diventata il vero spartiacque della vicenda. I cittadini temono che, con l’estate alle porte e il sistema dei rifiuti ancora in affanno, l’ordinanza possa essere prorogata o sostituita da nuovi atti con effetti simili. È il passaggio più delicato, perché luglio e agosto sono i mesi in cui i cattivi odori pesano di più e le case restano più esposte al caldo.
Durante la protesta in Campidoglio, una delegazione ha chiesto un impegno formale all’amministrazione. Secondo quanto riferito da Rachele Mussolini, l’incontro con il direttore generale avrebbe portato a un impegno diretto verso i residenti, ma il centrodestra continua a chiedere soluzioni definitive, non altri interventi tampone. Ora il Campidoglio dovrà dire se l’ordinanza si fermerà davvero alla scadenza prevista e quale sarà il futuro dell’impianto. Per Rocca Cencia non è solo una questione di qualche settimana.
È il rapporto tra centro e periferia, tra necessità tecniche e diritto dei quartieri a non essere trattati come retrovie permanenti della città. Stavolta la risposta dovrà arrivare prima che l’odore dell’estate faccia il resto.





