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Home Ambiente

Viale Castrense verso il Parco lineare: il piano del Municipio tra alberi, pedonalizzazioni e ciclabile

Non più come retro della Tangenziale Est, ma come un pezzo di città da ricucire al futuro Parco lineare delle Mura

by Paola Lorusso
20 Giugno 2026
in Ambiente
Tratto delle mura aureliane a Roma con recinzione di cantiere e vegetazione sullo sfondo

Viale Castrense può cambiare volto. Non solo per il restauro delle Mura Aureliane, ormai alle battute finali nel tratto tra piazza San Giovanni e il viale, ma per tutto ciò che sta attorno: traffico, smog, marciapiedi stretti, spazi rimasti ai margini, percorsi per le scuole e collegamenti in bici. Il Municipio VII ha approvato un provvedimento che prova a spostare il punto di vista: Viale Castrense non più come retro della Tangenziale Est, ma come un pezzo di città da ricucire al futuro Parco lineare delle Mura. L’idea è ambiziosa, ma poggia su interventi concreti: nuovi alberi, più luce, una strada scolastica, possibili tratti pedonali e una ciclabile da inserire nel progetto più ampio.

Rendering del progetto di riqualificazione delle mura di Roma con percorso pedonale e area verde
Rendering del progetto di riqualificazione delle mura a piazza S.Giovanni

Il Municipio VII vota: Viale Castrense non sia più un retro della Tangenziale

Il voto è arrivato nel pomeriggio del 18 giugno, nel parlamentino di piazza Cinecittà. Ed è un passaggio politico chiaro: il Municipio VII chiede di cominciare a trattare Viale Castrense come uno spazio pubblico, non come una strada di servizio ai margini della Tangenziale. Il provvedimento, primo firmatario il consigliere democratico Alessandro Olivieri, è stato approvato con i voti della maggioranza municipale. Ora toccherà al presidente Francesco Laddaga avviare confronti e verifiche con gli uffici competenti.

Il nodo è proprio questo: cambiare funzione al viale. Per anni quel tratto è rimasto in una posizione ambigua. Troppo vicino alle Mura Aureliane per essere una strada qualunque, troppo segnato dal traffico per diventare davvero un luogo da attraversare a piedi. La presenza della Tangenziale Est, con il passaggio continuo di auto e mezzi in entrata e in uscita, ha pesato sulla qualità dell’area e sul modo in cui viene vissuta. Il documento votato dal Municipio prova a ribaltare questa logica, preparando il terreno al Parco lineare delle Mura, un progetto di cui si parla da tempo e rimasto a lungo in attesa.

Non è solo una questione di urbanistica. È anche una scelta su come San Giovanni e i quartieri vicini possono ripensare i propri spazi dopo il restauro delle mura. Se il monumento viene consolidato e restituito alla città, la strada accanto non può restare com’è. Il bordo delle mura deve diventare accessibile, riconoscibile e attraversabile, non un corridoio difficile tra auto, barriere e carreggiate.

Alberi tra via Nola e via Acireale per frenare traffico, smog e caldo

Il primo intervento indicato dal Municipio riguarda la piantumazione di nuovi alberi nel tratto di Viale Castrense compreso tra via Nola e via Acireale. Non un semplice abbellimento. In una zona così esposta al traffico diretto verso la Tangenziale Est, gli alberi possono avere un ruolo molto concreto: fare ombra, schermare la strada, contribuire a ridurre gli inquinanti e attenuare il calore dell’asfalto nei mesi più caldi.

Olivieri ha collegato la proposta alla qualità dell’aria e alla vivibilità dei quartieri, richiamando anche il tema delle isole di calore, sempre più centrale nelle scelte urbane a Roma. Il ragionamento è lineare: se una strada deve diventare un asse di accesso a un parco lineare, non può restare una lingua d’asfalto senza riparo. Servono alberi adatti alla città, manutenzione, attenzione a radici, sottoservizi, marciapiedi e visibilità.

La richiesta di piantare alberi tra via Nola e via Acireale ha quindi un doppio valore. Da un lato punta a contenere gli effetti del traffico. Dall’altro comincia a dare un’immagine concreta del futuro Parco lineare delle Mura. Perché un parco non nasce solo con una delibera o con un finanziamento. Prende forma quando i percorsi diventano leggibili, quando il verde crea continuità, quando chi vive nella zona capisce che quel margine urbano non è più lasciato a se stesso.

Strada scolastica, più luci e l’ipotesi di pedonalizzare verso piazzale Appio

Il provvedimento municipale non si ferma agli alberi. Tra le richieste c’è anche il potenziamento dell’illuminazione pubblica, un tema tutt’altro che secondario in un’area che dovrebbe diventare più frequentata a piedi. Una strada buia, o percepita come poco sicura, resta vuota. Anche se accanto corre un tratto restaurato delle Mura Aureliane. Più luce significa rendere lo spazio più utilizzabile, anche oltre le ore centrali della giornata.

C’è poi la proposta di realizzare una strada scolastica tra via Altamura e via San Severo, all’altezza dell’uscita secondaria della scuola Carducci. Qui il discorso diventa molto concreto: entrata e uscita da scuola, sicurezza dei bambini, presenza delle famiglie, meno traffico nelle fasce più delicate. Le strade scolastiche, quando funzionano, non sono solo divieti temporanei alle auto. Possono rendere un pezzo di quartiere più ordinato, meno caotico e più adatto a chi si muove a piedi.

Il punto più delicato resta però l’ipotesi di pedonalizzazione di Viale Castrense dall’incrocio con piazzale Appio fino a via Altamura. Il Municipio chiede al presidente Laddaga di aprire un confronto con Ama, Atac e i dipartimenti capitolini, perché una scelta di questo tipo tocca molti aspetti: raccolta dei rifiuti, trasporto pubblico, accessi, viabilità e sosta. Non basta chiudere una strada sulla carta. Bisogna capire come si muovono residenti, mezzi di servizio, scuole, attività commerciali e flussi diretti verso San Giovanni.

Se andasse in porto, però, la pedonalizzazione cambierebbe il peso urbano dell’intero asse. Il tratto vicino a piazzale Appio, oggi segnato da attraversamenti complicati e traffico, potrebbe diventare uno degli ingressi naturali al sistema delle mura. E sarebbe anche una risposta alla domanda che accompagna da anni il progetto: il Parco lineare deve essere solo un corridoio verde o un nuovo modo di attraversare la città?

Ciclabile e Parco lineare delle Mura, il legame con gli 8 milioni già stanziati

Nel documento approvato dal Municipio VII entra anche la proposta di una ciclabile lungo Viale Castrense, da inserire nel futuro Parco lineare delle Mura. È un tassello coerente con l’idea di trasformare il viale in un asse per la mobilità leggera, collegato ai percorsi pedonali e alle aree verdi. La ciclabile, qui, non può essere trattata come una semplice striscia di vernice sull’asfalto. Deve stare dentro un disegno più ampio, insieme ad alberi, attraversamenti, accessi scolastici, fermate e continuità dei percorsi.

Il tema dei fondi rende il quadro più concreto. Sul tratto delle Mura Aureliane tra piazza San Giovanni e Viale Castrense sono stati impegnati circa 8 milioni di euro per il consolidamento e il restauro, una parte importante delle risorse PNRR destinate alle mura. Quel cantiere, ormai vicino alla conclusione, ha riportato al centro una domanda rimasta sospesa: dopo aver restaurato il monumento, come si dà valore allo spazio che lo circonda?

Il Parco lineare delle Mura è la risposta più richiamata, ma anche quella che richiede più coordinamento. Servono risorse comunali, scelte sulla mobilità, manutenzione, cura del verde e continuità tra quartieri diversi. Il contributo del Municipio si inserisce qui: non chiude il progetto, ma indica una serie di interventi possibili per evitare che resti nel cassetto. Alberi, luci, pedonalizzazioni e ciclabile diventano così parti della stessa operazione.

La vera partita sarà nella fase pratica. Roma conosce bene il rischio dei progetti annunciati e poi rallentati da competenze divise, pareri, sottoservizi e costi di manutenzione. Su Viale Castrense, però, lo spazio per un salto di qualità c’è. Il restauro delle mura ha già cambiato il quadro fisico. Il Municipio prova ora a spingere sullo spazio urbano. Se il Comune raccoglierà questa direzione, quel tratto potrà smettere di essere un retro e diventare una porta verde tra San Giovanni, la Tangenziale e la memoria antica della città.

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Paola Lorusso

Paola Lorusso

Classe 1974, nata a Milano, laureata in filosofia. Nella mia carriera lavorativa ho potuto confrontarmi con realtà diverse, come quella delle ricerche di mercato per approdare infine all'editoria dove lavoro da circa 20 anni, in maniera autonoma da circa un anno. Le mie passioni...i numeri, la lettura, la montagna e il calcio. Credo nei progetti interessanti, dove alle persone viene data la possibilità reale di crescere.

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