Art
di Simone Stefanini 9 novembre 2018

Le stanze solitarie, affascinanti e desolate di Kathleen Meier

Le stanze vuote, da sempre simbolo di incomunicabilità. Le fotografie di Kathleen Meier

La galleria di immagini che vi presentiamo appartiene alla serie Huis Clos, della fotografa francese Kathleen Meier. Quando ci ha mostrato il suo portfolio, siamo rimasti sbalorditi di fronte alla comunicazione incredibilmente potente che possono avere le pareti delle stanze vuote, quelle con la carta da parati non consunte e abbandonate, ma comunque evidentemente vissute.

Stanze piene di fantasmi del passato, che non si vedono ma che in qualche maniera abitano gli spazi, la cui assenza è più forte di qualsiasi presenza. Stanze che segnano la distanza tra noi e il mondo esterno, a volte invalicabile nonostante le porte siano aperte.

 

“Sono un’artista francese che usa la fotografia per capire come la nostra cultura e la nostra educazione guidino le nostre relazioni e i nostri sentimenti. Sono affascinata dalla psicologia, da come possiamo essere tutti molto diversi e in sostanza anche molto simili. Mi piace provocare l’immaginazione, coi miei lavori.”

 

“La serie Huis Clos ci mette di fronte a un confine e a un isolamento suggestivi. Cosa ci succede quando ci troviamo di fronte a una situazione disperata? Cosa proviamo quando non abbiamo più un legame con l’esterno? Il disorientamento e la perdita di contatto con l’esterno ci mettono di fronte a un isolamento fisico, mentale e possono condurci in modo conscio o subconscio a modificare o alterare  il nostro rapporto con la realtà esterna. Un labirinto che può condurre lentamente alla malattia mentale.”

Se come noi siete affascinati dal suo lavoro, potete seguirla sul sito ufficiale

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