Nel pomeriggio di sabato 6 giugno 2026, un operatore di Ama S.p.A. durante il consueto giro di controllo al Cimitero Monumentale del Verano di Roma si è fermato davanti alla tomba di Gigi Proietti e ha trovato la lapide scomparsa. La reazione è stata immediata: l’azienda municipale che gestisce i servizi cimiteriali della Capitale ha diramato un comunicato in cui denunciava che “alcuni ignoti hanno danneggiato e rubato la lapide della tomba di Gigi Proietti” e annunciava di essersi attivata con le forze dell’ordine, fornendo le immagini del sistema di videosorveglianza. Il nome di Proietti è bastato a far circolare la notizia in pochi minuti su ogni canale.

Il colpo di scena: nessun furto, ma un gesto d’amore
Poche ore dopo, il chiarimento ha cambiato completamente il registro della storia. Secondo quanto comunicato dall’ufficio stampa della famiglia, la lapide non era stata rubata da nessuno: era stata prelevata dall’agenzia funebre su richiesta della famiglia stessa, con un obiettivo preciso. Il motivo è delicato: il 21 aprile 2026 è morta Sagitta Alter, storica compagna di Proietti, e la famiglia ha deciso di aggiungere il suo nome sulla stessa lastra di marmo che porta quello dell’attore.
La lapide tornerà al suo posto, con entrambi i nomi. Ama, che aveva sporto denuncia in buona fede dopo aver trovato la tomba senza la pietra, ha successivamente fatto sapere che l’allarme era rientrato.
Sagitta Alter e il suo posto accanto a lui
Sagitta Alter è stata la compagna di una vita di Gigi Proietti, al suo fianco per decenni tra teatro, cinema e vita privata.
La sua scomparsa nell’aprile 2026, a cinque anni e mezzo dalla morte dell’attore, ha chiuso un cerchio. La decisione della famiglia di unire i due nomi sulla stessa lapide nera del Verano è insieme un atto burocratico e un gesto di significato preciso: la pietra che porta l’iscrizione dorata in latino “hic iacet pulvis, cinis et nihil” (Qui giace la polvere, cenere e nulla) ospiterà anche il suo nome.
Chi era Gigi Proietti
Luigi Proietti, per tutti semplicemente Gigi, è morto il 2 novembre 2020: il giorno del suo ottantesimo compleanno. Aveva commentato con la sua ironia inconfondibile questa coincidenza temporale già da vivo, con quella frase che lo rappresentava meglio di qualsiasi necrologio: “Che dobbiamo fa’, la data è quella che è”.
Nato a Roma nel 1940, aveva trascorso almeno cinquantacinque anni sui palcoscenici di tutta Italia, costruendo una carriera che attraversa il teatro, il cinema, la televisione e il cabaret con una versatilità che in pochi hanno saputo raggiungere. Il suo Laboratorio di Esercitazioni Sceniche al Globe Theatre di Villa Borghese ha formato generazioni di attori. Era la voce di Mangiafuoco nel Pinocchio di Comencini, e al tempo stesso l’interprete di Shakespeare e di Eduardo.
Era, soprattutto, la Roma che sapeva ridere di se stessa senza perdere dignità.
La tomba e la memoria
La tomba al Verano riapparirà presto con due nomi e la stessa lapide nera. Non è un caso che la famiglia abbia scelto questa operazione in silenzio, senza comunicati anticipati: è il tipo di discrezione che avrebbe apprezzato anche lui. La leggenda metropolitana del presunto furto si è risolta in mezz’ora, ma ha ricordato a molti che la tomba di Gigi Proietti esiste, e che qualcuno ci passa davanti abbastanza spesso da accorgersi quando qualcosa manca.




