Ah, che ridere il video francese sulla pizza italiana al coronavirus
Se cercate un esempio perfetto di come non si fa satira, il video francese sulla pizza italiana al coronavirus trasmesso su Canal+ nel programma Groland Le Zapoï è un caso di scuola. La scena è brutalmente semplice: un pizzaiolo italiano di mezza età, baffi inclusi, che scatarra uno slime verdastro tra funghi e peperoni di una pizza pronta per il forno. Punch line finale, consegnata con tutta la supponenza transalpina disponibile: Pizza Corona, la nuova pizza italiana che farà il giro del mondo. Ah, che ridere. No.
Cosa mostra davvero il video satirico francese sulla pizza italiana
Il meccanismo comico — se così vogliamo chiamarlo — è elementare: si prende lo stereotipo più abusato dell’italiano medio che fa la pizza, si aggiunge la suggestione del contagio virale, e il gioco è fatto. L’italiano diventa l’untore del mondo, l’individuo umile e sudicio che non rispetta le minime regole igieniche di base e che, a giudicare dalla consistenza di quel muco verdastro, si nutre di carogne. Il tutto confezionato con quella cattiveria sorda e nervosa che, quando viene da Oltralpe, suona sempre un tono sopra il lecito.
Potremmo affrontare la questione su due livelli. Quello più progressista, in cui facciamo il mea culpa per tutte le volte che abbiamo preso in giro gente di nazionalità o cultura diversa dalla nostra, scrivendo il pippardone su come si sta male quando siamo noi l’oggetto del razzismo da parte di tutto il mondo, lanciandoci in una difesa della satira anche quando ci colpisce direttamente. Ma oggi diciamo pure che non ce ne frega un cazzo.
Perché questo video non è satira: è solo razzismo mascherato
Il razzismo più becero parte proprio da questo tipo di esternazioni. Come ci sentiamo di difendere i cinesi e gli italiani di origine asiatica attaccati da altri italiani caucasici perfettamente imbecilli, siamo pronti a difendere l’italiano medio da questo video offensivo mascherato da arguta satira. Le ragioni sono almeno tre, e sono inattaccabili.
Prima: non fa ridere. Se ci fosse una minima idea brillante dietro, se ne potrebbe pure parlare — la satira soffocante che graffia davvero ha sempre un’idea al centro. Così è solo merda. Seconda: il coronavirus ha fatto vittime nel nostro paese e ha messo in ginocchio l’economia, come ben sappiamo. Usare una tragedia collettiva come materiale per uno sketch pigro e xenofobo non è coraggio satirico, è vigliaccheria creativa.
Terza motivazione, la più inattaccabile di tutte: sporchi, brutti e cattivi quanto volete, ma quel 9 luglio del 2006 quanto brucia ancora?
In testa abbiamo le immagini di Fabio Grosso che esulta e, forti di questa energia rinnovabile solo col pensiero, esprimiamo il nostro forte dissenso nei confronti di un video che alza il tiro usando tutta la supponente cattiveria di cui i francesi dispongono — senza avere, in cambio, nemmeno un grammo di vera fantasia comica.
FAQ: il video francese sulla pizza italiana al coronavirus
- Dove è stato trasmesso il video satirico francese sulla pizza italiana?
- Il video è andato in onda sulla pay tv francese Canal+, all’interno del programma satirico Groland Le Zapoï.
- Cosa mostra il video sulla pizza italiana e il coronavirus?
- Un pizzaiolo italiano stereotipato che sputa muco verdastro su una pizza, con la punch line Pizza Corona, la nuova pizza italiana che farà il giro del mondo.
- Il video è considerato razzista?
- Sì: sfrutta gli stereotipi più abusati sull’italiano medio e associa l’intera cultura culinaria italiana alla diffusione del virus, senza alcuna idea satirica originale a sostenerlo.
- Perché il riferimento ai Mondiali 2006 Italia-Francia?
- È la risposta emotiva più immediata: l’Italia ha battuto la Francia ai rigori nella finale del Mondiale di calcio, e quel ricordo resta il contrappeso perfetto a qualsiasi provocazione transalpina.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.






