La BC Roma ha iniziato oggi, venerdì 21 agosto 2026, al Cpo Giulio Onesti il primo allenamento del suo training camp, avviando ufficialmente il nuovo progetto cestistico della Capitale con l’obiettivo di riportare Roma nell’élite del basket italiano ed europeo dopo l’acquisizione del titolo sportivo da Cremona e l’ingresso, tra i soci, della stella Nba Luka Doncic. La nuova società, guidata dall’azionista di maggioranza Donnie Nelson, parte con ambizioni dichiarate ma anche con una certa prudenza, quella di chi sa che il percorso non sarà breve né lineare. “Roma non è stata costruita in un giorno”, è il concetto che filtra dall’ambiente, tra entusiasmo, curiosità e la consapevolezza di dover costruire prima di tutto una squadra.
BC Roma, il primo passo al Giulio Onesti
Il primo raduno della BC Roma ha avuto il sapore delle partenze vere: borsoni sul parquet, staff tecnico al completo, giocatori arrivati alla spicciolata e qualche sguardo già rivolto alla stagione che verrà. Al Cpo Giulio Onesti, struttura simbolo dello sport romano, la squadra ha cominciato a lavorare agli ordini di Alessandro Magro, chiamato a dare forma e identità a un gruppo nato da zero.
Il club ha ereditato il titolo sportivo da Cremona e si presenta al via con un progetto che guarda in alto, ma senza voler bruciare i passaggi. La presenza di Donnie Nelson, dirigente con lunga esperienza Nba, dà alla società una matrice internazionale. Poi c’è il nome che pesa, quello di Luka Doncic, socio del club e volto capace di accendere l’attenzione ben oltre il perimetro romano.
“Questo può essere un club con ambizioni alte”, ha detto coach Magro dopo il primo allenamento, scegliendo parole misurate. Non proclami, piuttosto una linea di lavoro. “L’obiettivo è creare un’identità di squadra e provare a competere con tutti”, ha spiegato l’allenatore, consapevole che la prima sfida sarà trasformare talento, esperienza e aspettative in qualcosa di riconoscibile.
Magro cerca identità: “Una pallacanestro che rappresenti la città”
Per Alessandro Magro, il punto di partenza non è soltanto tecnico. La nuova BC Roma dovrà costruire un legame con la città, con i tifosi, con un ambiente che negli anni ha vissuto ritorni, ripartenze, promesse e delusioni. “Vogliamo produrre una pallacanestro piacevole, che rappresenti Roma e che il tifoso abbia piacere di venire a vedere”, ha confidato il coach, quasi a indicare una rotta prima ancora di parlare di risultati.
Il calendario, però, non aspetterà. Il campionato sarà “impegnativo”, ha ammesso Magro, e lo stesso vale per l’Eurocup, vetrina utile ma anche banco di prova severo per una squadra nuova in ogni reparto. Serviranno tempo, allenamenti, partite sporche, qualche errore da assorbire. Solo allora, forse, si capirà davvero il livello del gruppo.
L’allenatore dovrà lavorare su equilibri delicati: gestione dei possessi, gerarchie offensive, protezione del ferro, ritmo. Dettagli che in estate sembrano formule da lavagna, ma che in autunno diventano punti in classifica. In questo senso, il training camp al Giulio Onesti rappresenta la prima occasione per mettere ordine: non tutto subito, non tutto insieme, ma con una direzione chiara.
Doncic, Scariolo e Bianchini: il peso dei nomi nel progetto
Nel progetto della BC Roma non ci sono soltanto i giocatori. La cornice societaria e tecnica conta, eccome. Luka Doncic, pur impegnato nella sua carriera Nba, resta un nome centrale: per immagine, relazioni, credibilità internazionale. Magro lo ha detto con semplicità: “Può dare il suo contributo”. Un contributo che, almeno in questa fase, sembra destinato a pesare soprattutto fuori dal campo.
Accanto a lui ci sono figure che conoscono bene la pallacanestro ad alto livello. Valerio Bianchini, nel ruolo di presidente onorario, porta memoria, storia sportiva e un legame profondo con il basket italiano. Sergio Scariolo, nominato Special Advisor for Basketball Strategy, aggiunge competenza tecnica e visione, due elementi non secondari per un club che vuole crescere in fretta ma senza perdere struttura.
La presenza di profili così diversi racconta l’ambizione della società: unire radici italiane e orizzonte internazionale. Non è un dettaglio, per una piazza come Roma, dove il fascino è grande ma la pazienza spesso corta. Eppure proprio qui si giocherà una parte della partita: trasformare l’attenzione iniziale in fiducia, la curiosità in appartenenza.
Il roster: Mannion, Simonovic e un gruppo da costruire
Il roster della BC Roma è composto da 13 giocatori e mescola nomi già conosciuti dal pubblico italiano con profili internazionali. Tra i più attesi c’è Nico Mannion, chiamato a portare ritmo, personalità e letture offensive. Con lui ci sono Giovanni Emejuru, lo statunitense Trentyn Flowers, Corey Davis, Jesse Edwards, Michael Iuzzolino, Marco Simonovic, Andrea Mezzanotte, Arturs Strautiņš, Gerald Ayayi, Erik Stevenson, Paul Watson e Giannis Odzebe.
È un gruppo nuovo, e questo pesa. Le prime settimane serviranno a conoscersi, anche nei gesti più piccoli: un blocco chiamato mezzo secondo prima, un passaggio in uscita, una rotazione difensiva fatta senza parlare. La qualità individuale c’è, ma dovrà diventare sistema. Nel basket, più che altrove, l’intesa non si compra: si costruisce.
Tra i volti da seguire c’è Marco Simonovic, centro montenegrino tornato in Italia a otto anni dall’esperienza con la Mens Sana Siena. Le sue parole, dopo il primo lavoro con la squadra, hanno restituito fiducia ma anche realismo. “Se giochiamo bene e ci capiamo siamo una buona squadra e possiamo arrivare fino ai playoff”, ha detto Simonovic.
È una frase che fotografa bene il momento della BC Roma: ambizione alta, piedi ancora sul parquet del primo allenamento. La stagione dirà quanto sarà rapido il percorso. Per ora, al Giulio Onesti, è cominciata la costruzione.





