E per un territorio come il litorale romano, tra residenti, traffico, lungomare e stagione estiva alle porte, non è certo un problema da addetti ai lavori. La sede di via Angelo Celli è stata chiusa dopo il crollo di una parte di solaio, avvenuto nel tardo pomeriggio di venerdì 29 maggio. Un episodio che ha riportato a galla criticità note da tempo: una struttura vecchia, segnata dalle infiltrazioni e da lavori pesanti che, di fatto, non sono mai arrivati.
Crollo in via Angelo Celli, il piano terra è inagibile
Il cedimento è avvenuto intorno alle 19 e, dalle prime indicazioni, sarebbe stato causato da infiltrazioni d’acqua provenienti dai piani superiori. Il giorno successivo, sabato 30 maggio, il sopralluogo ha portato alla decisione più pesante: piano terra dichiarato inagibile e presidio chiuso. Per chi conosce quella sede, però, la notizia non arriva come un fulmine a ciel sereno. Da anni si parla di locali deteriorati, calcinacci, impianti problematici e condizioni poco compatibili con un servizio che dovrebbe essere pronto a partire in pochi secondi. Il punto non è solo il crollo, ma il fatto che sia avvenuto in un immobile considerato strategico per la sicurezza di Ostia e del litorale romano. E quando si ferma una caserma dei pompieri, le conseguenze non restano dentro l’edificio: si sentono subito fuori, sulle strade, nei quartieri e nei tempi di chi aspetta il 115.
Trasferimento a Fiumicino, timori sui soccorsi e scontro sui lavori mancati
Dopo la chiusura, il personale è stato trasferito temporaneamente alla sede aeroportuale di Fiumicino. Una soluzione provvisoria, più che una vera risposta. Il sindacato Conapo parla infatti di disagi e possibili ritardi nei soccorsi su Ostia e nelle zone vicine, con un problema in più che pesa parecchio: l’estate è ormai alle porte e il litorale, come ogni anno, si prepara a riempirsi. Più persone, più traffico, più interventi, più pressione su un presidio che adesso deve partire da un altro comune. Sullo sfondo si è aperta anche la polemica politica: l’immobile è di proprietà di Roma Capitale e dalle opposizioni è arrivata la domanda che sul territorio molti si fanno da tempo, cioè perché si sia arrivati fino al cedimento se le condizioni erano già note. Dal Comune di Fiumicino è arrivata la disponibilità a cercare spazi e soluzioni operative, mentre dal fronte sindacale si torna a chiedere non solo lavori urgenti, ma persino una nuova sede per i vigili del fuoco di Ostia. Un segnale chiaro: la fiducia nel recupero dell’attuale struttura, a questo punto, è tutt’altro che scontata.




