A due passi dalla metro Finocchio, in un tratto di Roma che da tempo ha lasciato alle spalle l’immagine del centro e mostra il volto più duro della periferia, la polizia ha scoperto quello che gli investigatori indicano come un deposito abusivo di merce rubata: un box trasformato in un vero e proprio magazzino della ricettazione. Cinque uomini, tutti di origine peruviana, sono stati fermati con l’accusa di ricettazione in concorso, al termine di un intervento scattato durante un controllo nella zona est della Capitale. Non un nascondiglio improvvisato, stando a quanto emerso, ma un posto usato per accumulare e gestire materiale di vario tipo, con ogni probabilità destinato a essere spostato, rivenduto o rimesso in circolo.
Il controllo del PolMetro nella periferia est e l’irruzione nel deposito abusivo
Tutto è partito da alcuni movimenti giudicati sospetti dal Nucleo PolMetro e dalle Volanti impegnate nei controlli attorno alla stazione. Un particolare che pesa, perché racconta bene cosa succede in queste zone di confine della città, dove il via vai della metropolitana si incrocia con strade laterali, parcheggi, box e piccoli insediamenti di fortuna. Secondo la ricostruzione, uno degli occupanti si sarebbe barricato dentro la struttura, facendo scattare l’intervento degli agenti. Una volta entrati, i poliziotti si sono trovati davanti a un ambiente che aveva ben poco di occasionale: più che un riparo di fortuna, sembrava uno spazio organizzato per custodire beni di sospetta provenienza illecita. Il fermo dei cinque uomini è stato poi convalidato dall’autorità giudiziaria. Resta però da chiarire da quali furti arrivi, nel dettaglio, la merce sequestrata e se quel box fosse una base fissa oppure un punto d’appoggio temporaneo.
Dalle borse firmate alle carte di credito: cosa c’era nella refurtiva e gli elementi al vaglio degli investigatori
Nel box sono stati trovati circa 200 articoli: borse firmate, valigie, dispositivi elettronici, profumi, accessori, ma anche carte di credito e contanti in diverse valute straniere. Un insieme molto vario, ed è proprio questo uno degli aspetti che gli investigatori stanno passando al setaccio: quando in uno stesso posto spunta merce così diversa, il sospetto è che dietro non ci sia un singolo furto, ma un giro più ampio di raccolta e smistamento. Nel bagno, grazie all’unità cinofila, è stata inoltre segnalata una bustina con tracce riconducibili a sostanze stupefacenti. Nel cortile accanto, poi, gli agenti hanno trovato un’auto a noleggio con segni compatibili con colpi d’arma da fuoco. Vicino al veicolo c’era anche un kit con parrucche, telefono e materiale per eludere i sistemi antitaccheggio. Elementi che aprono altri interrogativi sul grado di organizzazione del gruppo e sul possibile uso di quel materiale.




