La notte romana cambia faccia. Il Comune di Roma ha presentato il Piano Roma Notte, approvato dalla Giunta Capitolina e formalizzato attraverso un Protocollo d’intesa firmato dal Sindaco Roberto Gualtieri e dal Prefetto Lamberto Giannini. Al centro del piano c’è una figura inedita per le strade della Capitale: il tutor della notte, un volontario in pettorina che da giovedì a sabato sera presidierà i quartieri della movida, da Trastevere al Pigneto, da San Lorenzo alle piazze dei Municipi più periferici. Non sostituirà le forze dell’ordine, ma affiancherà la presenza sul territorio con una missione precisa: promuovere comportamenti responsabili e intervenire come primo punto di contatto quando qualcosa non va.

Chi sono e come funziona il servizio
Il servizio partirà il 25 giugno e durerà fino a fine ottobre, con possibilità di proroga fino al 31 dicembre 2026. I tutor opereranno in circa 50 zone della città, in turni da 5 ore nelle notti di giovedì, venerdì e sabato, a partire dalle 21 o 22. Nella fase iniziale saranno fino a 150, organizzati in squadre da 3 persone, selezionati tra enti del Terzo Settore, Protezione Civile e Servizio Civile. Il Comune ha pubblicato un avviso pubblico per raccogliere adesioni da organizzazioni del volontariato. Il servizio è su base non retributiva, ma prevede un rimborso forfettario delle spese sostenute e documentate.
Cosa faranno concretamente
I tutor promuoveranno azioni di prossimità: comportamenti responsabili, mediazione sociale, assistenza di prima necessità e segnalazione alle forze dell’ordine in caso di reati, atti di inciviltà o episodi di violenza di genere. Concretamente, stando a quanto anticipato dalla stampa, saranno dotati di acqua da distribuire e di etilometri, con cui sensibilizzare chi si mette al volante dopo aver bevuto. Non avranno poteri coercitivi: in caso di pericolo, il loro compito è chiamare la Polizia o il 118, non intervenire direttamente. Saranno riconoscibili da pettorina e tesserino identificativo.
Il Piano Roma Notte nel suo insieme
I tutor sono la novità più visibile, ma il Piano Roma Notte è un pacchetto più ampio. La sicurezza notturna passa innanzitutto da una maggiore illuminazione: l’investimento è di 70 milioni di euro per potenziare 3.000 lampade LED, con una luminosità aumentata del 30%, su 745 strade e oltre 10.000 punti luce. La Polizia Locale verrà raddoppiata di notte grazie a 20 pattuglie aggiuntive su tutti i Municipi. Il trasporto pubblico notturno verrà potenziato con la frequenza delle linee metropolitane raddoppiata il sabato sera, e con assistenti a bordo dei mezzi giovedì, venerdì e sabato. Sono previsti anche 12 milioni di euro per un nuovo sistema di videosorveglianza dedicato alla Polizia Locale e alla Protezione Civile.
Il confronto con l’Europa e le prime critiche
Il modello non è inedito a scala europea. A Parigi dal 2011 operano i Pierrots de la Nuit, mediatori incaricati di dialogare con locali, clienti e residenti per prevenire disturbi e sensibilizzare i frequentatori della movida. A Londra, nel 2026, si è scelto invece di abbandonare la figura individuale per istituire una Nightlife Commission più strutturata, dopo aver constatato i limiti di chi è visibile ma ha pochi poteri reali. Non mancano le critiche anche a Roma: c’è chi definisce i tutor “balie della notte in pettorina” e sostiene che la città abbia bisogno di più agenti presenti e controlli efficaci, non di volontari senza poteri di intervento. Il Campidoglio, dal canto suo, presenta l’iniziativa come un modello mutuato dall’esperienza positiva maturata durante il Giubileo 2025.





