Roma Capitale ha approvato in questi giorni cinque provvedimenti per quasi 29 milioni di euro destinati alla metropolitana di Roma, con interventi sulle linee A e C per rinnovare impianti, sistemi tecnologici e dispositivi di sicurezza, con l’obiettivo dichiarato di prevenire guasti e ridurre le emergenze sulla rete.
Metro A, 17,8 milioni per scale mobili e ascensori
La parte più consistente dello stanziamento riguarda la linea A della metropolitana, dove sono previsti 17,8 milioni di euro per il rinnovo degli impianti di traslazione. L’intervento interesserà il tratto tra Battistini e Cipro, una delle porzioni più utilizzate della rete, attraversata ogni giorno da pendolari, studenti, turisti e personale diretto verso il centro e l’area vaticana.
Nel dettaglio, il piano prevede la sostituzione di 48 scale mobili e 17 ascensori. Non tutto insieme, però. Il primo stralcio riguarderà 32 scale mobili e 4 ascensori, comprensivi di lavori e manutenzione, con un calendario che dovrà evitare il blocco simultaneo degli impianti nelle stazioni interessate.
Il completamento è previsto nell’arco di tre anni, secondo quanto indicato da Roma Capitale. Una scelta legata anche alla necessità di mantenere in funzione il servizio, per quanto possibile, durante i cantieri. Chi usa la metro A conosce bene il peso di una scala mobile ferma nelle ore di punta: pochi minuti bastano per creare code sulle banchine, rallentamenti agli accessi e disagi soprattutto per anziani, persone con disabilità e famiglie con passeggini.
Linea C, 11 milioni per tecnologia e sicurezza
Gli altri 11 milioni di euro saranno destinati alla linea C, con interventi sui sistemi tecnologici, elettrici e di sicurezza. In questo caso il lavoro è meno visibile agli utenti rispetto alla sostituzione di scale mobili e ascensori, ma riguarda il cuore operativo dell’infrastruttura: apparati di controllo, alimentazione elettrica, comunicazioni di emergenza e ventilazione.
Circa 4,5 milioni finanzieranno la manutenzione evolutiva del sistema Scada, utilizzato per il controllo e la supervisione degli impianti. Alcuni componenti, secondo quanto riferito dall’amministrazione, risultano ormai fuori produzione. Da qui la necessità di intervenire prima che la manutenzione ordinaria diventi più complicata, o più lenta, proprio per la difficoltà di reperire pezzi compatibili.
Quasi 4 milioni di euro saranno invece destinati alla revisione decennale degli apparati elettrici della metro C. Si tratta di verifiche e aggiornamenti programmati, collegati alla durata di esercizio delle apparecchiature e agli standard di sicurezza richiesti per una linea automatica. Un lavoro tecnico, spesso lontano dagli occhi dei passeggeri, ma decisivo per la continuità del servizio.
Radio Tetra e ventilazione, gli altri interventi previsti
Nel pacchetto approvato da Roma Capitale rientra anche l’aggiornamento del sistema radio Tetra, utilizzato per le comunicazioni di emergenza. A questo capitolo saranno destinati oltre 1,6 milioni di euro. La rete radio è uno degli strumenti che consente il coordinamento tra personale operativo, centrali di controllo e squadre di intervento in caso di guasti, evacuazioni o situazioni critiche.
Più di un milione di euro finanzierà infine la sostituzione degli inverter degli impianti di ventilazione. Anche qui, il tema è tecnico ma concreto: la ventilazione nelle gallerie e nelle stazioni serve a garantire condizioni adeguate durante il normale esercizio e a gestire scenari di emergenza. In una metropolitana, soprattutto su tratte profonde o con lunghi tratti in galleria, questi impianti non sono accessori.
L’amministrazione punta così a intervenire su più livelli: accessibilità, sicurezza, controllo tecnologico e affidabilità degli apparati. Una strategia che, nelle intenzioni del Campidoglio, dovrebbe ridurre il ricorso agli interventi tampone. Negli ultimi anni, del resto, i problemi agli impianti di traslazione e alle dotazioni tecniche della rete hanno inciso spesso sulla percezione del servizio da parte degli utenti.
Patanè: “Priorità a manutenzione ed efficienza”
“Con questi cinque provvedimenti compiamo un passo fondamentale per il presente e il futuro del trasporto pubblico romano”, ha detto l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè. Dietro i 29 milioni, ha spiegato, c’è “una scelta precisa: priorità assoluta a manutenzione, sicurezza ed efficienza tecnologica della rete metropolitana”.
L’assessore ha rivendicato un cambio di metodo rispetto al passato. “Per troppi anni Roma ha rincorso le emergenze, intervenendo sugli impianti solo dopo i guasti o a ridosso delle scadenze”, ha precisato Patanè. “Oggi abbiamo ribaltato questo approccio, programmando gli interventi prima che le infrastrutture arrivino al punto di rottura”.
Il banco di prova sarà ora l’esecuzione dei lavori, con tempi, cantieri e informazioni agli utenti. Per una rete complessa come quella della metropolitana romana, la programmazione non basta da sola: serviranno coordinamento tra uffici, imprese e gestori, oltre a comunicazioni chiare nelle stazioni coinvolte. Solo allora i fondi stanziati potranno tradursi in un miglioramento percepibile, non soltanto nei documenti approvati dal Campidoglio.





