Oltre 23 Paesi nel mondo producono banconote che contengono sego, un grasso di origine animale ricavato da bovini, suini o ovini. La notizia, documentata dal vlogger Nas Daily e confermata da diverse inchieste giornalistiche, ha scatenato la reazione immediata di vegani, animalisti e fedeli di religioni che vietano il contatto con determinati prodotti animali: molte banconote sono fatte col grasso animale, e la stragrande maggioranza dei cittadini non ne è consapevole. Un dettaglio scomodo, nascosto nella texture lucida e resistente delle banconote di nuova generazione.
Perché molte banconote contengono grasso animale
La risposta è tecnica prima che etica. Le banconote moderne — in particolare quelle in polimero, che hanno sostituito la carta tradizionale in decine di Paesi — richiedono agenti antistatici e lubrificanti per essere prodotte in modo efficiente e per mantenere le loro proprietà fisiche nel tempo. Il sego, derivato dalla fusione del grasso di animali da macello, risponde perfettamente a queste esigenze industriali: è economico, abbondante e funziona. Il risultato è una banconota impermeabile, resistente agli strappi e difficile da falsificare — ma ottenuta con un ingrediente che milioni di persone, per scelta etica o per fede religiosa, preferirebbero non toccare.
Il caso delle sterline britanniche: quando i vegani insorgono
Il dibattito è esploso con forza nel Regno Unito quando è emerso che le nuove banconote da 5 e 10 sterline — lanciate con grande entusiasmo per la loro resistenza e impermeabilità — contenevano tracce di sego nel processo di produzione del polimero. La reazione è stata immediata: vegani e fedeli indù e sikh sono insorti, raccogliendo centinaia di migliaia di firme su petizioni online e portando il tema all’attenzione del Parlamento britannico. Per chi segue una dieta vegana o per chi appartiene a tradizioni religiose che vietano il contatto con determinati animali, maneggiare quotidianamente banconote prodotte con grasso animale rappresenta una violazione concreta dei propri principi — non una questione astratta.
Non solo il Regno Unito: i Paesi coinvolti
Il Regno Unito non è un caso isolato. Il video di Nas Daily — diventato virale con milioni di visualizzazioni — ha mappato la situazione a livello globale, rivelando che oltre 23 Paesi fanno uso del grasso animale per i propri contanti.
Tra i casi più noti figurano:
- Canada: i 5 dollari canadesi in polimero contengono sego, la stessa sostanza delle sterline britanniche, che li rende scivolosi e antistatici.
- Australia: pioniera nell’adozione delle banconote in polimero, ha utilizzato processi produttivi analoghi.
- Numerosi altri Paesi in Asia, America Latina e Africa che hanno adottato il polimero come standard per le valute di piccolo taglio.
Non solo i soldi: il grasso animale è ovunque
Il video di Nas Daily allarga ulteriormente la prospettiva: anche gli schermi dei telefoni cellulari possono contenere sostanze di origine animale. Alcuni display utilizzano cristalli liquidi che incorporano colesterolo — una molecola di origine animale — per regolare il comportamento ottico dei pixel. Un dettaglio che ha amplificato il disagio di chi già faticava a digerire la notizia sulle banconote.
La reazione del web è stata, prevedibilmente, divisa tra indignazione genuina e ironia: da chi invoca il bando immediato delle banconote in polimero a chi commenta con un secco «Non preoccupatevi, le smaltiamo noi per voi». Ma al di là della battuta, il tema solleva una questione seria di trasparenza nella filiera produttiva: i consumatori hanno il diritto di sapere da cosa sono fatti gli oggetti che usano ogni giorno.
Esistono alternative vegane alle banconote tradizionali?
La pressione delle comunità vegane e religiose ha spinto alcune banche centrali a esplorare formulazioni alternative. Polymer Substrate Ltd, il produttore del polimero usato per le sterline, ha dichiarato di stare lavorando a versioni prive di derivati animali. La transizione, tuttavia, è lenta: cambiare i processi industriali su scala nazionale ha costi significativi e richiede anni di sperimentazione. Nel frattempo, chi vuole evitare il contatto con il sego non ha molte alternative — a meno di non tornare al baratto.
FAQ: banconote e grasso animale
Tutte le banconote contengono grasso animale?
No. Le banconote tradizionali in carta di cotone non contengono sego. Il problema riguarda principalmente le banconote in polimero, adottate da oltre 23 Paesi nel mondo per la loro maggiore resistenza e durata.
Quali banconote sono sicuramente coinvolte?
Le sterline britanniche da 5 e 10 sterline, i 5 dollari canadesi e le banconote australiane in polimero sono tra i casi più documentati. L’elenco completo dei Paesi coinvolti è in continua evoluzione man mano che emergono nuove informazioni.
Perché si usa il sego nelle banconote?
Il sego viene impiegato come agente antistatico e lubrificante nel processo di produzione del polimero. Rende le banconote più scorrevoli, resistenti e facili da gestire nelle macchine automatiche come i bancomat.
Ci sono alternative in sviluppo?
Sì. Alcuni produttori stanno lavorando a formulazioni di polimero prive di derivati animali, ma i tempi di adozione su scala industriale restano incerti. La pressione delle comunità vegane e religiose sta accelerando la ricerca, ma una soluzione definitiva e universale non è ancora disponibile.
Anche i telefoni contengono sostanze animali?
Secondo quanto riportato nel video di Nas Daily, alcuni schermi di telefoni cellulari utilizzano cristalli liquidi che incorporano colesterolo di origine animale. Non tutti i dispositivi sono coinvolti, ma il fenomeno è sufficientemente diffuso da alimentare il dibattito.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.






