Sono 15.000 le copie distribuite gratuitamente quest’estate tra le spiagge del litorale pontino e la Boarding Area E dell’aeroporto di Fiumicino: un numero che, da solo, racconta la portata di un’iniziativa letteraria capace di resistere al tempo e di crescere edizione dopo edizione. I racconti di Sabaudia tornano nel 2026 con la loro dodicesima edizione, confermandosi uno dei progetti culturali estivi più longevi e originali del Lazio, capace di portare la narrativa breve nei luoghi dove le persone si fermano, aspettano, riposano — e forse, finalmente, leggono.
Dodici anni di letteratura tra mare e partenze
Raggiungere la dodicesima edizione non è un traguardo banale per un’iniziativa culturale gratuita, radicata in un territorio specifico come quello pontino. I racconti di Sabaudia hanno saputo costruire negli anni un’identità riconoscibile, trasformando la distribuzione di testi letterari in un rito estivo atteso tanto dai residenti quanto dai turisti di passaggio. L’idea di fondo è tanto semplice quanto efficace: intercettare le persone nei momenti di pausa — sulla battigia, in attesa di un volo — e offrire loro qualcosa di inaspettato, un racconto breve da leggere senza impegno e senza spesa.
Il progetto è stato ideato e curato da Maria Costici, che ne ha mantenuto la direzione artistica attraverso tutte le edizioni, garantendo continuità e coerenza a un’iniziativa che avrebbe potuto esaurirsi dopo i primi anni. La promozione è affidata al Comune di Sabaudia, mentre il patrocinio della Provincia di Latina e il supporto di partner come Poste Italiane, il Parco Nazionale del Circeo e il Consorzio Mare Pontino assicurano una rete istituzionale e territoriale solida, capace di sostenere la distribuzione capillare su un’area geograficamente estesa.
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Fiumicino e il litorale pontino: due mondi, un unico filo narrativo
La scelta dei luoghi di distribuzione non è casuale e racconta molto della visione culturale del progetto. Le spiagge del litorale di Sabaudia rappresentano il cuore identitario dell’iniziativa: un ambiente dove il tempo rallenta, dove il ritmo delle vacanze lascia spazio alla contemplazione e dove un racconto breve può diventare il compagno ideale di un pomeriggio sotto l’ombrellone. Ma la presenza alla Boarding Area E dell’aeroporto di Fiumicino aggiunge una dimensione ulteriore, quasi paradossale nella sua efficacia.
L’aeroporto è per definizione un luogo di transito, nervoso e sospeso tra una destinazione e l’altra, dove l’attenzione è frammentata e il tempo sembra sempre troppo poco o troppo. Eppure, proprio in questo contesto, un racconto gratuito da tenere in mano diventa un oggetto prezioso: qualcosa di fisico, concreto, capace di creare un momento di concentrazione in mezzo al rumore. I racconti di Sabaudia a Fiumicino non sono soltanto un atto di promozione culturale, ma quasi un gesto di resistenza gentile contro la frenesia del viaggio contemporaneo.
L’edizione 2026 dedicata a Lucio Dalla

Ogni edizione dei racconti di Sabaudia porta con sé una dedica, un filo tematico o un omaggio che orienta la selezione dei testi e ne definisce il carattere. La dodicesima edizione è dedicata a Lucio Dalla, uno degli artisti più amati e complessi della canzone italiana, la cui capacità di intrecciare narrazione e musica lo rende un riferimento naturale per un progetto che fa della scrittura breve la propria ragione d’essere.
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La scelta di Lucio Dalla come figura ispirante non è soltanto un omaggio sentimentale: è anche un modo per ricordare che la letteratura e la canzone d’autore condividono una stessa radice, quella del racconto capace di toccare l’esperienza comune con precisione e sensibilità. Le sue canzoni erano già racconti, costruiti con un’attenzione alla parola e all’immagine che non ha nulla da invidiare alla prosa. Dedicargli questa edizione significa riconoscere quella continuità e, al tempo stesso, invitare i lettori a riscoprirla attraverso la narrativa breve.
Un modello culturale che il territorio pontino può rivendicare
Nel panorama delle iniziative culturali estive italiane, i racconti di Sabaudia occupano uno spazio peculiare. Non si tratta di un festival con palchi e ospiti, né di una rassegna con biglietti e programmi. È qualcosa di più discreto e forse proprio per questo più duraturo: un progetto che non chiede nulla al lettore se non qualche minuto di attenzione, e che restituisce in cambio un testo, un’idea, un’emozione.
Il coinvolgimento del Parco Nazionale del Circeo e del Consorzio Mare Pontino segnala anche una consapevolezza territoriale importante: la cultura non è separata dall’ambiente e dal paesaggio, ma ne è parte integrante. Distribuire 15.000 copie tra le spiagge di un parco naturale protetto significa anche affermare che la bellezza del luogo può essere amplificata dalla parola scritta, che la lettura è compatibile — anzi, complementare — con l’esperienza del mare e della natura.
Dopo dodici anni, i racconti di Sabaudia dimostrano che la longevità di un progetto culturale non dipende dalla grandiosità dei mezzi, ma dalla chiarezza della visione e dalla capacità di rinnovarsi senza tradire la propria essenza. La dedica a Lucio Dalla in questa edizione estiva 2026 ne è la conferma più eloquente: un gesto che guarda al passato per parlare al presente, con 15.000 copie pronte a raggiungere mani e occhi che, forse, non si aspettavano di trovare un racconto sulla sabbia o in sala d’attesa.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.





