Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha inviato oggi, 8 agosto 2026, a oltre cento operatori e associazioni una bozza con 15 ipotesi di modifica del Codice della Strada, con l’obiettivo dichiarato di aggiornare regole e sanzioni per automobilisti, motociclisti, rider, persone con disabilità e nuovi conducenti, mettendo al centro la sicurezza della circolazione. Il confronto, spiegano dal Mit, servirà a costruire “un testo il più vicino possibile alle esigenze degli automobilisti”, senza arretrare sul fronte della prevenzione. Dentro ci sono misure molto concrete: dal casco per le super-bici alla patente B a 17 anni, fino a nuove regole per chi supera i limiti di velocità.
Codice della Strada, le 15 ipotesi del Mit al tavolo con associazioni e operatori
La bozza del nuovo Codice della Strada è stata trasmessa dal Mit a una platea ampia, più di cento tra associazioni, rappresentanti di categoria e operatori del settore, per raccogliere osservazioni prima della stesura definitiva. Non si tratta ancora di un testo chiuso, viene precisato in ambienti ministeriali, ma di una base di lavoro che mette in fila le principali direttrici della riforma: più tutele per gli utenti vulnerabili, multe considerate più proporzionate, contrasto ai veicoli senza assicurazione e regole più chiare per alcuni mezzi oggi in forte crescita.
Nel documento, secondo quanto comunicato dal ministero, trovano spazio anche interventi sui veicoli abbandonati, sul recupero delle sanzioni non pagate dagli stranieri e sulla destinazione di maggiori risorse alla sicurezza delle strade. Un pacchetto ampio, dunque. E non solo per gli automobilisti. La revisione guarda anche ai motociclisti fermi in coda sotto il sole, ai rider che utilizzano cicli a propulsione, alle persone con disabilità e perfino ai carri di carnevale, categoria particolare ma presente nel perimetro delle norme da aggiornare.
Casco e contrassegno per le super-bici, nuove regole per rider e cicli a propulsione
Uno dei punti più immediati riguarda le cosiddette super-bici, cioè i cicli a propulsione spesso utilizzati nelle consegne a domicilio e ormai molto presenti nelle grandi città. La proposta prevede l’obbligo di casco e di un contrassegno identificativo, misura pensata per rendere più riconoscibili questi mezzi e per aumentare le garanzie in caso di incidenti o controlli su strada. È un tema che tocca da vicino i rider, soprattutto nelle aree urbane dove la convivenza tra bici elettriche, monopattini, auto e pedoni è diventata sempre più complicata.
Il ministero parla di “più tutele per gli utenti vulnerabili”, una formula che comprende ciclisti, pedoni, persone con disabilità e conducenti di mezzi leggeri. In questo quadro rientrano anche le misure sui veicoli senza copertura assicurativa, su cui il Mit annuncia una stretta. Il nodo, raccontano fonti del settore, è trovare un equilibrio tra libertà di circolazione, tracciabilità dei mezzi e costi per chi lavora su strada ogni giorno. Non poco, in città come Milano, Roma o Napoli, dove questi veicoli sono ormai parte del traffico ordinario.
Motociclisti in corsia di emergenza e multe ridotte per divieto di sosta
Un altro capitolo riguarda le due ruote a motore. Tra le ipotesi allo studio c’è la possibilità per i motociclisti di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di rallentamenti o code, una richiesta avanzata da tempo da molte associazioni di settore. L’obiettivo è evitare che chi viaggia in moto resti bloccato per lunghi tratti tra auto e mezzi pesanti, specie nei mesi estivi e nelle ore più calde. Una scena nota: caschi fermi sull’asfalto, motori accesi, pochi metri guadagnati a fatica.
La proposta, se confermata, dovrà però essere definita con paletti precisi, perché la corsia di emergenza resta uno spazio destinato ai soccorsi e ai veicoli in panne. Sempre per i motociclisti viene ipotizzato anche il dimezzamento delle sanzioni per il divieto di sosta delle due ruote, misura che il Mit inserisce nel capitolo delle multe “più proporzionate e non vessatorie”. In sostanza, l’idea è distinguere meglio tra comportamenti realmente pericolosi e infrazioni meno gravi. Un cambio di approccio, almeno nelle intenzioni.
Limiti di velocità, sanzioni progressive e patente B a 17 anni
La parte più delicata della revisione riguarda le multe per eccesso di velocità, che il ministero vorrebbe ricalibrare secondo criteri di progressività. Nella proposta, le violazioni dei limiti più alti verrebbero punite con maggiore severità, perché considerate più pericolose. In autostrada, ad esempio, si ipotizza una sanzione di 10 euro per ogni chilometro orario in eccesso: con limite a 130 chilometri orari, chi viaggia a 140 pagherebbe 100 euro, mentre chi arriva a 170, superando il limite di 40 chilometri orari, rischierebbe 400 euro. Sulle strade con limite a 50 o 30 chilometri orari, la sanzione sarebbe invece di 5 euro per ogni chilometro oltre la soglia.
Nel pacchetto compare anche la patente B a 17 anni, misura che aprirebbe alla possibilità per i ragazzi di conseguire prima il titolo di guida, secondo modalità che dovranno essere definite nel dettaglio. Il Mit collega questa ipotesi a una revisione più ampia delle garanzie per i cittadini e delle regole di accesso alla guida. “La priorità resta la sicurezza della circolazione”, ha spiegato il ministero nella nota, indicando il confronto con associazioni e operatori come passaggio necessario prima di arrivare a un testo finale. Solo allora si capirà quali misure entreranno davvero nel nuovo Codice della Strada.





