Il cda di Dolomiti Energia, riunito a Trento sotto la presidenza di Silvia Arlanch, ha approvato il 6 agosto 2026 il bilancio consolidato intermedio abbreviato al 30 giugno 2026, in un semestre segnato dalla minore produzione idroelettrica e da un’accelerazione degli investimenti nelle rinnovabili. I numeri, comunicati dal gruppo, raccontano una società ancora solida sul piano finanziario, ma alle prese con l’effetto concreto della ridotta disponibilità d’acqua, che ha inciso sui margini rispetto alla prima metà del 2025.
Dolomiti Energia, utile a 100 milioni nel primo semestre 2026
Il risultato netto consolidato di Dolomiti Energia si è attestato a 100 milioni di euro nel primo semestre 2026, in calo rispetto ai 144 milioni registrati nello stesso periodo del 2025. Anche l’Ebitda consolidato è sceso, passando da 254 milioni a 209 milioni di euro, secondo quanto indicato dalla società nella nota diffusa dopo il consiglio di amministrazione. La ragione principale, ha spiegato il gruppo, va cercata nella produzione idroelettrica, diminuita del 37% per effetto della minore disponibilità idrica.
Il dato pesa, e non poco, su un operatore che ha una presenza radicata nell’arco alpino e che proprio sull’idroelettrico ha costruito una parte rilevante della propria capacità produttiva. Nel semestre, la flessione non ha cancellato la redditività, ma ha ridimensionato il confronto con un 2025 più favorevole sotto il profilo della generazione. Un passaggio che, letto dagli uffici di Trento, viene ricondotto a fattori operativi e climatici, più che a un arretramento della domanda o della base clienti.
Indebitamento in lieve calo e cassa operativa a sostegno del gruppo
L’indebitamento finanziario netto del gruppo è risultato pari a 595 milioni di euro al 30 giugno 2026, in lieve diminuzione rispetto ai 601 milioni rilevati al 31 dicembre 2025. Il calo, seppure contenuto, è stato favorito dalla generazione di cassa delle attività operative, che ha consentito di coprire sia il fabbisogno legato al volume degli investimenti sia la rilevazione di dividendi per circa 53 milioni di euro.
È un equilibrio non scontato, in una fase in cui molte utility stanno aumentando la spesa industriale per aggiornare reti, impianti e capacità produttiva. La società, nei documenti approvati dal consiglio presieduto da Silvia Arlanch, segnala infatti un semestre caratterizzato da un livello elevato di assorbimento finanziario, ma senza un peggioramento dell’esposizione netta. In altre parole: più cantieri e più investimenti, ma debito sotto controllo. Almeno per ora.
Investimenti a 122 milioni, spinta sulle fonti rinnovabili
Gli investimenti complessivi di Dolomiti Energia hanno raggiunto quota 122 milioni di euro nel primo semestre 2026. Di questi, 119 milioni sono stati classificati come investimenti organici destinati allo sviluppo e al potenziamento degli asset industriali del gruppo, contro i 64 milioni del primo semestre 2025: l’aumento è dell’86%. Si tratta, secondo la società, del valore semestrale più alto mai realizzato dal gruppo.
La crescita degli investimenti è attribuita soprattutto agli interventi su asset per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il tema, nella strategia della multiutility, non è solo ambientale: riguarda la disponibilità futura di energia, la stabilità dei costi e la capacità di rispondere alla domanda delle imprese. Dentro questo quadro si inserisce anche l’avvio della fase operativa di Energy Release 2.0, il meccanismo attraverso cui il gruppo ha aggregato circa 300 imprese energivore, per consumi complessivi pari a circa 4 TWh annui.
L’iniziativa, nelle intenzioni della società, punta a sostenere la competitività delle aziende ad alto consumo energetico e, nello stesso tempo, a favorire lo sviluppo di nuova capacità rinnovabile. È un passaggio tecnico, certo, ma con ricadute industriali concrete: contratti, programmazione dei consumi, investimenti in nuovi impianti. E per molte imprese, soprattutto manifatturiere, il costo dell’energia resta una voce decisiva.
Clienti oltre 850 mila, Fitch conferma il rating BBB+
La base clienti di Dolomiti Energia ha superato quota 850.000, con una presenza sempre più estesa sul territorio nazionale. Il dato conferma l’allargamento del gruppo oltre il perimetro tradizionale del Trentino, in un mercato dell’energia ancora molto competitivo e segnato dal confronto sui prezzi, dai servizi digitali e dalla qualità dell’assistenza. Crescere, in questo contesto, significa anche rafforzare strutture commerciali e operative.
Nel mese di luglio, inoltre, Fitch ha pubblicato un nuovo Rating Report dopo l’aggiornamento del piano strategico al 2030, assegnando a Dolomiti Energia un rating BBB+ con outlook stabile. È un giudizio che guarda alla solidità finanziaria, alla visibilità del piano industriale e alla capacità di sostenere gli investimenti programmati. Non è un dettaglio, soprattutto quando il settore richiede capitali significativi e tempi lunghi di ritorno.
Cresce anche l’organico del gruppo, salito a 1.722 persone rispetto alle 1.687 di fine 2025, con un incremento di 35 unità. Le nuove assunzioni, ha indicato la società, sono legate al percorso di crescita industriale e allo sviluppo delle attività. Numeri contenuti, ma coerenti con un gruppo che sta provando a tenere insieme tre fronti: redditività, transizione energetica e presidio dei territori in cui opera.





