Il gas naturale è sceso oggi, mercoledì 26 agosto 2026, sulla piazza Ttf di Amsterdam, dove i contratti future di settembre hanno ceduto terreno per il cauto ottimismo legato a una possibile riapertura dello stretto di Hormuz, snodo decisivo per le rotte energetiche, dopo contatti diplomatici tra Iran e Oman. La seduta, partita già in ribasso, ha visto le quotazioni finire in area 64,5 euro al megawattora, dopo essere scivolate in mattinata anche sotto quota 63 euro.
Gas naturale in calo al Ttf di Amsterdam
Il riferimento europeo del gas naturale, il Title Transfer Facility di Amsterdam, ha chiuso la fase osservata a 64,56 euro al MWh sui future con consegna a settembre, con una flessione del 3,05%. Un movimento netto, ma non fuori scala per un mercato che nelle ultime settimane ha continuato a muoversi al ritmo delle notizie geopolitiche, più che dei soli fondamentali di domanda e offerta.
Nella mattinata, secondo i dati di mercato, il prezzo era sceso fin sotto i 63 euro al megawattora, segnale di una pressione ribassista immediata dopo le prime indicazioni arrivate dal fronte diplomatico. Poi una parte degli acquisti è rientrata, riportando il contratto poco sopra quota 64 euro. “Gli operatori stanno prezzando un allentamento del rischio sulle rotte”, ha spiegato un analista energetico milanese, sottolineando però che la volatilità resta alta.
Lo stretto di Hormuz pesa sulle quotazioni
A spingere al ribasso i future è stato il moderato ottimismo su una possibile riapertura dello stretto di Hormuz, passaggio marittimo tra il Golfo Persico e il Golfo dell’Oman, da cui transita una quota rilevante del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto. La prospettiva di un’intesa, secondo quanto filtrato dalle sale operative, sarebbe collegata a un negoziato tra Iran e Oman, Paese che in passato ha già svolto un ruolo di mediazione regionale.
Il mercato del gas europeo guarda con attenzione a Hormuz perché ogni tensione nell’area può incidere sulle forniture di Gnl, anche quando l’Europa non è direttamente coinvolta nella crisi. Basta il timore di ritardi nelle navi metaniere, o di costi assicurativi più elevati, per spostare i prezzi nel giro di poche ore. E infatti, solo allora, quando è circolata l’ipotesi di un corridoio più sicuro, i contratti hanno iniziato a perdere quota con maggiore decisione.
Mercato europeo tra scorte e rischio geopolitico
Il calo del Ttf arriva in una fase in cui il mercato europeo resta sospeso tra due forze opposte: da una parte gli stoccaggi, che continuano a rappresentare un cuscinetto per l’inverno, dall’altra il rischio geopolitico, capace di cambiare il tono delle sedute in pochi minuti. Gli operatori, in particolare, osservano il livello delle riserve, la domanda industriale e le temperature attese tra settembre e ottobre, quando iniziano le prime valutazioni sul fabbisogno della stagione fredda.
In Europa, dopo la crisi energetica degli anni scorsi, il prezzo del gas non viene letto soltanto come un dato finanziario. Incide sui costi delle imprese, sulle bollette, sui margini della produzione energivora e sulle decisioni dei governi in materia di aiuti. Per questo anche un arretramento del 3% viene seguito con attenzione: non cambia da solo lo scenario, certo, ma segnala un mercato meno teso rispetto alle ore precedenti.
Le prossime mosse degli operatori
Nelle prossime sedute il punto sarà capire se le indiscrezioni sulla riapertura dello stretto di Hormuz troveranno conferme operative, con comunicazioni formali o indicazioni sul traffico navale. Finché non ci saranno dettagli più solidi, il mercato resterà esposto a rapide correzioni. “Non basta una trattativa annunciata, servono garanzie sulle rotte”, ha confidato un trader attivo sul mercato energetico europeo.
Sul tavolo restano anche altri fattori: l’andamento della domanda asiatica di gas naturale liquefatto, la disponibilità degli impianti norvegesi, le manutenzioni programmate e il cambio euro-dollaro, che può influenzare il costo delle importazioni. Per ora, però, la seduta consegna un messaggio chiaro: quando il rischio sul Golfo si riduce, anche solo in parte, il Ttf di Amsterdam tende ad alleggerirsi. Un segnale prudente, non una svolta.





