Cassette Beasts: riavvolgi il nastro e cattura il tuo mostro! Con questa promessa — tanto evocativa quanto concreta — Bytten Studio ha consegnato al mondo dei monster collector un titolo che non si limita a imitare Pokémon, ma ne ridisegna le coordinate con coraggio e visione. Un gioco da non perdere, disponibile su PC, Nintendo Switch e Xbox (incluso nel catalogo Game Pass).

Cos’è Cassette Beasts e perché ne sentivamo il bisogno
Vi confesso che sin dal momento dell’annuncio ho seguito con grande interesse lo sviluppo di Cassette Beasts, un monster collector che pareva essere una specie di «Pokémon adulto» con uno stile in pixel-art interessante, una mobilità del personaggio che integrava minime porzioni di platform e, soprattutto, una storia matura e intrigante, oltre che tutta una serie di creature collezionabili. Ora che il titolo è disponibile su Nintendo Switch e Xbox — inserito nel catalogo Game Pass — ne ho approfittato per mettervi le mani sopra. Il risultato mi ha davvero stupito: seppur il combat system è quello di un «classico» RPG con combattimenti statici, il livello di amore, cura e visione di Bytten Studio è da applausi.
Come funziona la cattura: riavvolgi il nastro e registra il tuo mostro
Il meccanismo che dà il titolo al gioco è anche quello che lo distingue con più forza dalla concorrenza: in Cassette Beasts non si catturano i mostri con una pokéball, ma li si registra sulla propria cassetta. Ogni creatura incontrata nel mondo di gioco può essere immortalata su nastro magnetico, in un gesto che è al tempo stesso omaggio nostalgico agli anni Ottanta e trovata ludica originale. Riavvolgere il nastro per richiamare un mostro in battaglia restituisce una soddisfazione tattile e narrativa che i competitor faticano a eguagliare. La varietà delle creature — per lo più meccaniche, ibride, spesso inquietanti — alimenta la voglia di completare la collezione, anche se il design di alcune di esse risulta volutamente sopra le righe: non a caso un importante NPC finisce per esclamare «Non tutte le creature qui paiono essere mascotte delle confezioni dei cereali».

Una storia matura che Pokémon non osa più raccontare
Senza ombra di dubbio la prima cosa che mi ha colpito del titolo è la storia, la trama e il modo in cui viene raccontata. Non voglio esagerare, ma pare — sul serio — prendere a piene mani da tutto ciò che di bello e coinvolgente c’è stato in Pokémon Bianco e Nero e che poi Game Freak e The Pokémon Company hanno deciso di abbandonare. La storia è matura, misteriosa, presenta avversari inquietanti e nemici da affrontare che aggiungono quel non so che di sordo e nervoso che lo stile chibi e cartoonesco non fa altro che acuire. Una scelta, mi pare di capire, assolutamente consapevole da parte del team di sviluppo, smaccatamente rivolto a un pubblico più adulto rispetto alle avventure di Pikachu e soci. L’introduzione dei minacciosi arcangeli, il mistero legato al come ci si è ritrovati sull’isola da cui prende avvio l’avventura e la paurosa setta che sconvolge la vita cittadina costruiscono un’atmosfera quasi soffocante, che tiene incollati allo schermo ben oltre le prime ore.
Esplorazione, mappa e mobilità: un mondo vivo da scoprire
Da fan del genere ho davvero apprezzato questa scelta narrativa, così come durante le prime ore di gioco ho adorato muovermi nella mappa. Nonostante sia in 2D, presenta tutta una serie di «switch» di inquadratura, piccoli oggetti e interruttori nascosti, nonché meccaniche per aumentare e modificare la propria mobilità, rendendo l’esplorazione sempre stimolante e gratificante. Il mondo di gioco è sempre animatissimo, così come le creature nell’over-world; peccato che le animazioni degli attacchi non brillino per complessità — il più delle volte si assiste al classico spostamento sull’asse X della creatura che entra in rotta di collisione con l’altra. Un limite evidente, mitigato però dalla qualità delle numerose cutscene, che presentano un grado di complessità visiva davvero ottimo.
Co-op, campeggi e longevità: tutto ciò che Pokémon ancora non ha
Nonostante queste sbavature — comprensibili per un team di sviluppo davvero ristretto — Cassette Beasts è un vero e proprio gioiellino. La possibilità di affrontare l’avventura in modalità co-op è un’ottima trovata che ancora manca, per dire, nei Pokémon. Anche la modalità dei «campeggi», in cui ci si può rifornire di vita e aumentare la relazione con un dato personaggio, dona profondità e longevità al titolo, trasformando ogni sosta in un momento narrativo significativo.
Il verdetto: un futuro possibile per i monster collector
Cassette Beasts merita un 8.5 pieno e potrebbe rappresentare — se non «il» futuro dei monster collector — almeno «un altro» futuro possibile. Divertente, coraggioso, capace di riavvolgere il nastro della nostalgia senza restarne prigioniero: questo è esattamente il gioco di cui il genere sentiva il bisogno.
FAQ su Cassette Beasts
- Su quali piattaforme è disponibile Cassette Beasts?
- Il gioco è disponibile su PC (Steam e GOG), Nintendo Switch e Xbox, dove è incluso nel catalogo Xbox Game Pass.
- Come funziona la cattura dei mostri in Cassette Beasts?
- Invece delle classiche pokéball, il giocatore registra le creature su una cassetta magnetica. Riavvolgendo il nastro è possibile richiamare il mostro catturato in battaglia, in un sistema che mescola nostalgia e originalità.
- Cassette Beasts supporta la modalità co-op?
- Sì, il titolo offre una modalità co-op che permette di affrontare l’avventura insieme a un altro giocatore — una funzione che manca ancora nei principali capitoli della serie Pokémon.
- Cassette Beasts è adatto a un pubblico adulto?
- Assolutamente sì. La storia è matura, misteriosa e presenta elementi horror che lo distinguono nettamente dai monster collector tradizionali, pur mantenendo uno stile visivo in pixel-art accessibile a tutti.
- Quante creature si possono catturare in Cassette Beasts?
- Il roster è ampio e variegato, con decine di creature dal design ibrido e meccanico. Molte di esse possono essere «fuse» tra loro, aumentando ulteriormente le combinazioni disponibili.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.






