L’assedio di Parigi tra tantissime luci e qualche ombra

Il nuovo dlc di Assassin’s Creed Valhalla ambientatato nella Francia post Carlo Magno convince ma non pienamente: parliamone.

Partiamo da un presupposto: se state pensando a L’assedio di Parigi, il nuovo dlc di Assassin’s Creed Valhalla (a proposito qui trovate la mia recensione) come a un contenuto di secondaria importanza vi state sbagliando di grosso. Come ormai da tradizione, Ubisoft ha realizzato un lavoro, quantitativamente parlando, semplicemente sontuoso. Infatti vi troverete alle prese con una campagna, ambientata nel regno post-Carlo Magno, ricca di colpi di scena, battaglie e scontri mortali, nella Francia dominata da Carlo il Grosso.

Visto che ho voglia di sgomberare subito il campo da ogni possibile dubbio rispetto al precedente dlc (L’Ira dei Druidi, ambientato nella verde Irlanda), questo è nettamente superiore. La prima cosa che, ne sono sicuro, vi lascerà a bocca aperta sarà l’ambientazione. Un regno Franco realizzato in modo semplicemente magnifico che, nella versione per PS5 (quella che ho provato per questo pezzo) è davvero impressionante. I giochi di luce, i diversi biomi e anche le descrizioni delle varie città sono davvero ben fatte. Niente male anche la “trama” base tratta dal classico “AC style”, un coacervo di intrighi di corte, assassini acrobatici e, naturalmente, assedi di castelli e fortezze.

Sempre super tosta la nostra Eivor pure nei bassifondi di Parigi  Sempre super tosta la nostra Eivor pure nei bassifondi di Parigi

E adesso è arrivato il momento di segnalare le cose che funzionano meno bene. Se la varietà di situazioni che vi troverete ad affrontare è, come ricordato prima, numeroso ed eterogeneo, le novità proprietarie del dlc non mi hanno granché convinto. Soprattutto “i ratti à la A Plague Tale: Innocence”, ovvero orde di topi che infestano le fogne e i bassifondi delle città o delle case di campagna, un vero e proprio muro invulnerabile che non potrete sconfiggere se non o evitandolo o, letteralmente, rinchiudendo i vari buchi e pertugi da cui i temibili roditori sbucheranno. Questa trovata non solo rallenta tantissimo l’esplorazione, l’ho anche percepita come un qualcosa di profondamente sbilanciato: per quale motivo questi ratti non si possono danneggiare e perché se, per esempio, dò fuoco al pavimento i topastri non si fanno assolutamente nulla? Mistero della fede!

Ma proprio la parola “fede” è perfetta per introdurre la grande “protagonista” del dlc, una Chiesa cattolica mai tanto corrotta e inquietante che sarà, sul serio, il valore aggiunto de L’assedio di Parigi. Lungo il corso della vostra avventura vi troverete non solo a realizzare le consuete razzie a abbazie e conventi ma proprio a scontrarvi con vescovi e sacerdoti, magari alle prese con inquietanti riti di purificazione dai rivolanti risvolti pulp. Dal punto di vista della recitazione e della sceneggiatura è qui che si trovano le perle del lavoro targato Ubisoft.

La messa in scena è sempre di una bellezza soverchiante  La messa in scena è sempre di una bellezza soverchiante

Alla luce di tutto questo, perdonate il gioco di parole, “le luci sopravanzano le ombre” ed è proprio per tale motivo che vi invito alla scoperta di questo dlc, un dlc per altro ricchissimo di contenuti, missioni opzionali, sfide a tempo e lotte da “capopolo dei ribelli” di Parigi davvero stimolanti. E poi, scusate, dopo aver visto quei campi di papaveri e margherite così belli non vi viene voglia di cavalcarci dentro?

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