Life is Strange: True Colors è un delicato viaggio intimo che riesce, con una rara efficacia narrativa, a trasformare ogni sessione di gioco in qualcosa di fisicamente coinvolgente. Un’avventura grafica può essere frenetica? Questa è stata la domanda che mi sono posto a più riprese durante le ore di gioco di Life Is Strange: True Colors, il titolo della serie di Square Enix sviluppato da Deck Nine Games. Mi rendo conto che «frenesia» non è la prima sensazione che si associa a un titolo come questo, eppure, fidatevi, l’avventura con protagonista Alex Chen è frenetica perché frenetico è il ritmo con cui avrete a che fare. Sentimenti, emozioni e sensazioni talmente forti da dover posare il pad per terra e riprendere fiato. E non abbiamo neppure provato il DLC, per dire.

Un ritmo sorprendente per un’avventura grafica
Con il classico alternarsi di situazioni reali e momenti più spiritici e soprannaturali, Life Is Strange: True Colors rispetto ai precedenti capitoli, soprattutto nei confronti dell’ultimo, fa uno scatto in avanti dal punto di vista del ritmo. Invece delle classiche introduzioni lente, qui, fin da subito, siamo gettati nell’azione. Ci sono momenti di crisi, momenti in cui si piange, ma anche situazioni più leggere in cui il gioco strappa una risata. Ecco allora che, via via, il giocatore — anche quello più distratto — inizia a capire il senso più intimo del sottotitolo: i veri colori sono quelli dell’animo umano, colti in tutta la loro ampia gamma. E così ci si addentra nella classica cittadina di frontiera americana, abbracciati da una natura meravigliosa e idilliaca che però non riesce a nascondere le incomprensioni, le tensioni e i non detti tra gli abitanti.

Alex Chen: un’eroina costruita sull’empatia
Noi giocatori dovremo imparare ad approcciarci ad Alex, una ragazza che dopo aver passato gli ultimi anni della sua vita in una casa-famiglia ritrova finalmente suo fratello. Ho particolarmente apprezzato, sempre a proposito del ritmo, che il gioco non si incarica della classica spiegazione lunga e prolissa di chi sia la protagonista: ciò è lasciato alla curiosità del giocatore — e per questo motivo vi consiglio di consultare, per bene, il suo telefono. Alex è una ragazza speciale: è in grado di percepire «matericamente» le emozioni forti o incontrollate, finendo per subire contraccolpi fisici e psicologici di questi «picchi emotivi». Attraverso la meticolosità dell’ambientazione e determinate scelte — purtroppo non tante quanto mi sarebbe piaciuto — il giocatore potrà fare anche un po’ di role-play.
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Il potere dell’empatia come meccanica di gioco
Il dono di Alex non è un semplice espediente narrativo: è la meccanica centrale attorno a cui ruota l’intero impianto ludico. Quando un personaggio secondario è sopraffatto dalla rabbia o dal dolore, l’ambiente visivo si trasforma — i colori si saturano, l’audio diventa sordo e soffocante — e il giocatore è chiamato a decidere se intervenire, assorbire quell’emozione o lasciarla deflagrare. È una scelta che pesa, che lascia un residuo nervoso ben oltre la schermata di fine capitolo. Deck Nine Games ha costruito attorno a questo sistema un vocabolario emotivo coerente, capace di rendere Life is Strange: True Colors un viaggio intimo e delicato anche per chi si avvicina alla serie per la prima volta.

Estetica, scrittura e quella citazione agli Smashing Pumpkins
Con un’estetica davvero molto gradevole e una qualità di narrazione e sceneggiatura superiore agli ultimi episodi della serie, il viaggio di Life is Strange: True Colors è un percorso appagante, delicato e molto intimo. Forse non tutti i giocatori apprezzeranno tutte queste smancerie di troppo, ma quando, in un titolo, si cita Mellon Collie and the Infinite Sadness degli Smashing Pumpkins non posso proprio non volergli tanto bene. La colonna sonora complessiva — curata con la stessa attenzione riservata alla scrittura — diventa essa stessa un personaggio, capace di amplificare ogni svolta emotiva senza mai risultare ridondante.
Vale ancora la pena giocarci oggi?
A distanza di anni dall’uscita, Life is Strange: True Colors mantiene una freschezza narrativa che molti titoli contemporanei faticano a raggiungere. La sua proposta — un viaggio intimo e delicato nell’interiorità umana, mediato da una meccanica empatica originale — continua a distinguersi in un mercato sempre più saturo di open world e looter shooter. Se cercate un’esperienza che vi chieda di fermarvi, di ascoltare, di sentire, questo è ancora uno dei titoli più efficaci a cui possiate dedicare qualche serata.
FAQ: tutto quello che c’è da sapere su Life is Strange: True Colors
- Life is Strange: True Colors è adatto a chi non ha mai giocato ai capitoli precedenti?
- Sì. True Colors è una storia autonoma con personaggi e ambientazione inediti: non è necessaria alcuna conoscenza pregressa della serie per apprezzarlo appieno.
- Quanto dura il gioco?
- La campagna principale si completa in circa 8-10 ore, a seconda del ritmo con cui si esplorano gli ambienti e si interagisce con i personaggi secondari. Il DLC dedicato a Steph aggiunge ulteriore contenuto narrativo.
- Le scelte del giocatore influenzano davvero la storia?
- Le decisioni hanno un impatto sulle relazioni con i personaggi e su alcuni snodi narrativi, ma il percorso principale rimane abbastanza lineare. Chi cerca una ramificazione profonda potrebbe restare parzialmente deluso; chi cerca coerenza emotiva troverà invece un’esperienza molto soddisfacente.
- Su quali piattaforme è disponibile?
- Il titolo è disponibile su PC (Steam e Epic Games Store), PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S e Nintendo Switch.
- Perché si dice che Life is Strange: True Colors è un viaggio intimo e delicato?
- Perché il gioco costruisce la sua tensione non su conflitti esterni spettacolari, ma sull’elaborazione emotiva dei personaggi. Ogni capitolo è un invito a rallentare, a osservare e a empatizzare — un’esperienza che si avvicina più alla lettura di un romanzo breve che a una sessione di gaming tradizionale.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.






