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di Mattia Nesto 26 Febbraio 2021

Persona 5 Strikers ci insegna che lo stile è tutto

Distribuito da Omega ForceP-Studio e pubblicato da Atlus, il ritorno dei Ladri Fantasma non ha deluso le aspettative.

Dopo aver letteralmente disintegrato Persona 5 Royal per PS4 (se vi siete persi la recensione, eccola qui) mi sono tuffato, con tutta la felicità del mondo, in questa nuova versione del titolo, distribuita da Omega ForceP-Studio e pubblicato da Atlus, che noi abbiamo provato sempre su PlayStation ma disponibile anche per la Nintendo Switch. Bene, posso dirvelo subito: se, come me, avevate qualche perplessità sullo stile di gioco musou per il franchise di Persona (sul genere specifico trovate il nostro focus qui) posso dirvi di stare tranquilli. Giocare a Persona 5 Strikers, specialmente settando le impostazioni della vostra console Sony sulla modalità “prestazioni” (ovvero a 60fps granitici), è davvero divertente. Nonostante un combat-system stratificato e ricco di opzioni vi basteranno un paio d’ore per impadronirvi di tutte le mosse da far compiere a Joker e compagnia.

Le vicende raccontate, che si vanno a inserire nei mesi estivi di Persona 5 versione “vanilla” (e quindi godibili anche per chi ha terminato Royal) permetteranno al giocatore di intraprendere una campagna della durata che oscilla tra le 40 e le 60 ore di gioco mantendo la “magia” del titolo originale. L’esplorazione delle aree della città è molto ridotta, Persona 5 Strikers punta in un’altra direzione, sono infatti i combattimenti il cuore pulsante di Strikers, e dimostrano come questo gioco abbia saputo trovare un ottimo bilanciamento tra l’action e gli stilemi classici del gioco di ruolo.

Attraverso l’utilizzo dei dorsali e dei pulsanti direzionali il giocatore avrà modo controllare un numero impressionante di personaggi con la possibilità di realizzare spettacolari attaccati combinati. Gli scontri, meglio dirlo, saranno molto tosti, specialmente su Switch dove i trenta fotogrammi al secondo, non sempre mantenuti, rendono non semplice la gestione del colossale numero di nemici a schermo. L’eccellenza nel gioco però si concretizza nel level-design e nella mobility del personaggio, davvero migliorata e ampliata rispetto al capitolo precedente. Si potrà salire sugli autobus, usare il rampino in modo molto più “creativo” e, in generale, il movimento è molto più fluido. A questo si aggiunga una scrittura ultrapop e perfettamente in linea con quella del titolo base.

Persona 5 Strikers (uscito un anno fa in Giappone con il nome di Persona 5 Scrumble) è un titolo veramente super divertente, contraddistinto da uno stile eccezionale e da musiche coinvolgenti e appassionanti (con una riscrittura dei brani originali in versione ancora più rock davvero azzeccata). Invece di fare il “compitino”, i ragazzi di Omega ForceP-Studio  hanno realizzato un lavoro solidissimo, che trova nella trasposizione su PlayStation il suo habitat naturale. Insomma un titolo che conferma come lo stile sia tutto, specialmente se corredato da un quintale di ciccia come in questo caso.

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