Chi vuole scoprire Roma in bicicletta oggi ha davanti cinque itinerari adatti a gambe ed esigenze diverse: dal Tevere all’Appia Antica, passando per i grandi parchi cittadini e la salita di Monte Mario. Sono percorsi utili a chi è in visita nella capitale, ma anche a chi ci vive e cerca un modo più semplice per spostarsi. La rete ciclabile romana, è giusto dirlo, in alcuni punti resta ancora spezzata. Però ci sono tratti ormai rodati, molto battuti, soprattutto nel fine settimana. E il vantaggio si vede subito: meno traffico, più aria aperta, scorci che in auto si perdono.
Lungo il Tevere da Ponte Milvio a Testaccio: il percorso più accessibile tra Castel Sant’Angelo e Isola Tiberina
La pista ciclabile del Tevere è il punto da cui molti cominciano. Il tratto più frequentato collega Ponte Milvio a Ponte Testaccio: sono circa 8-10 chilometri, quasi tutti in piano, con fondo per lo più asfaltato e poche difficoltà. Spesso si parte da Ponte Milvio, zona nota anche per locali e movida serale, e si scende verso sud seguendo il fiume. Intorno, la città cambia faccia un pezzo alla volta: il Foro Italico, lo Stadio Olimpico, il Ponte della Musica, poi il centro storico che si avvicina piano.
Il tratto fra Castel Sant’Angelo e Isola Tiberina è quello che molti ciclisti romani considerano il più bello. I ponti storici si rincorrono, la vista cambia a ogni curva e al tramonto la banchina si riempie di runner, famiglie e turisti con le city bike a noleggio. Con una breve deviazione si arriva anche a Trastevere, comodo per una sosta o per tornare in superficie. È un percorso adatto quasi a tutti, anche a chi pedala ogni tanto. L’attenzione, però, serve: accessi e sottopassi non sempre sono immediati, soprattutto dopo la pioggia o nelle ore più affollate.
Sull’Appia Antica e nel Parco degli Acquedotti: pedalare tra catacombe, mausolei e archi romani
Se il Tevere è la scelta più facile, la Via Appia Antica è quella che più di tutte porta dentro la storia di Roma. Il punto di partenza più comodo è Porta San Sebastiano. Da lì si segue la Regina Viarum verso sud per oltre 16 chilometri, tra asfalto, basolato antico e tratti sterrati laterali. In più punti il fondo è sconnesso: meglio avere una bici adatta e andarci con prudenza. Nei fine settimana, con le limitazioni al traffico, diverse porzioni dell’area si girano con più tranquillità.
Lungo la strada si incontrano le Catacombe di San Callisto, quelle di San Sebastiano, il Circo di Massenzio, il Mausoleo di Cecilia Metella e, più avanti, la Villa dei Quintili, uno dei complessi archeologici più ampi della zona. Qui il paesaggio cambia passo: meno rumore, più campagna romana, pini, muri bassi, resti antichi che spuntano dietro una curva.

Nello stesso sistema verde rientra il Parco degli Acquedotti, raggiungibile anche con la metro A, fermata Giulio Agricola. Qui non c’è una sola ciclabile vera e propria, ma una rete di sentieri e prati che permette giri da 8 a 10 chilometri senza difficoltà particolari. A dominare la scena ci sono gli archi dell’Acquedotto Claudio e dell’Acquedotto Felice. All’alba o nel tardo pomeriggio la luce taglia i piloni e il parco cambia volto. Chi lo frequenta lo dice spesso: “Sembra di uscire da Roma restando a Roma”. E in effetti rende bene l’idea.
Da Villa Borghese a Villa Ada: gli itinerari verdi per una giornata in bici nel cuore della capitale
Per chi preferisce una pedalata più tranquilla, Villa Borghese e Villa Ada restano due punti fermi. A Villa Borghese i viali interni disegnano un anello di circa 5 chilometri, fra tratti asfaltati e zone d’ombra, con passaggi quasi obbligati al Pincio, al laghetto dell’Esculapio, alla Galleria Borghese e al Bioparco. Qui si incrociano soprattutto famiglie, gruppi di amici e molti turisti. Il traffico resta fuori, anche se agli incroci interni un po’ di attenzione serve sempre.
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Villa Ada ha un’altra faccia: più grande, meno regolare, quasi da bosco. L’anello principale sfiora i 6 chilometri, ma le varianti non mancano e alcuni sentieri chiedono qualcosa in più, soprattutto dopo giorni di pioggia. Intorno al lago si vedono spesso runner, cani al guinzaglio e ragazzi in mountain bike. Chi vuole può unire i due parchi passando per l’area dei Parioli e costruirsi una giornata tutta nel verde. È un itinerario semplice, sì, ma tutt’altro che scontato, perché mostra una Roma meno monumentale e più vissuta.
Monte Mario e i consigli pratici: salita, panorama dello Zodiaco e regole per muoversi in sicurezza
La ciclabile di Monte Mario è più corta, circa 5 chilometri, ma ha una particolarità chiara: si sale. Parte dall’area di Monte Ciocci, non lontano da Cipro, e risale la Riserva Naturale di Monte Mario con una pendenza costante, mai dura davvero ma continua. Il fondo è buono, il percorso è tenuto abbastanza bene e in cima arriva la ricompensa: lo Zodiaco, uno dei belvedere più noti della capitale. Da lì lo sguardo prende la Cupola di San Pietro, il centro storico, l’Altare della Patria e, quando l’aria è limpida, anche i quartieri più lontani.
Per girare sulle piste ciclabili di Roma bastano poche regole pratiche. Il casco per gli adulti non è obbligatorio, ma resta consigliato. Una borraccia conviene averla sempre, soprattutto tra maggio e settembre, anche perché i nasoni permettono di riempirla facilmente lungo molti tratti. Se si rientra dopo il tramonto servono luci funzionanti, mentre per le soste vicino a monumenti, bar o stazioni è meglio avere un lucchetto affidabile. Nelle aree condivise con pedoni e runner, dal Tevere ai parchi, la regola è una: rallentare. Roma in bici si gode meglio così, senza fretta.





