Non c’è pace per i pendolari e per chi si sposta nelle grandi città. Con l’arrivo del caldo estivo si surriscalda anche il clima sindacale: è in arrivo un doppio sciopero nazionale che promette di paralizzare l’Italia nelle giornate di giovedì 11 e venerdì 12 giugno 2026.
Quella che si prospetta è una vera e propria maratona di disagi per il trasporto pubblico locale, ferroviario e autostradale, con bracci di ferro che rischiano di spaccare in due il Paese proprio alla vigilia del fine settimana.
A incrociare le braccia saranno diverse sigle sindacali autonome e di categoria, che protestano per il mancato rinnovo dei contratti, la sicurezza sul lavoro e i continui tagli al settore.
Sebbene la mobilitazione toccherà tutte le principali città italiane da Milano a Napoli, l’attenzione resta altissima sulla Capitale, da sempre l’epicentro più fragile quando si parla di mobilità urbana.
Il piano Atac per Roma: gli orari della protesta e le tutele
A Roma il venerdì nero sarà anticipato da un giovedì altrettanto complesso. L’agitazione colpirà l’intera rete Atac e le linee periferiche gestite dai partner privati. Questo significa che autobus, filobus, tram, le linee della metropolitana (A, B/B1 e C) e le ferrovie concesse (Roma-Lido e Termini-Centocelle) saranno a forte rischio soppressione o rallentamento.

Per limitare i danni ai cittadini e garantire il diritto alla mobilità, la Prefettura e la commissione di garanzia hanno confermato la consueta griglia delle fasce di tutela, che permetteranno a lavoratori e studenti di raggiungere le proprie destinazioni nei momenti di picco:
Fascia mattutina: Il servizio sarà regolare dall’inizio delle corse diurne (solitamente le 5:30) fino alle ore 8:30.
Fascia pomeridiana: I mezzi torneranno a circolare regolarmente dalle ore 17:00 fino alle 20:00.
Al di fuori di questi due orari protetti, il servizio non sarà garantito e dipenderà esclusivamente dall’adesione del personale in turno. Le corse notturne a cavallo tra le due giornate di sciopero potrebbero subire variazioni o cancellazioni preventive.
Treni e autostrade: l’effetto domino nazionale
Il blocco non si limiterà ai confini urbani. Chi ha programmato un viaggio in treno dovrà monitorare costantemente i canali di Trenitalia e Italo.
Sebbene i treni a lunga percorrenza e l‘Alta Velocità dovrebbero mantenere una percentuale minima di corse assicurate, il vero collasso rischia di registrarsi sul trasporto regionale e sui treni dei pendolari, dove i convogli potrebbero fermarsi già dalla mezzanotte dell’11 giugno.
Anche il personale dei caselli autostradali e dell’assistenza stradale ha preannunciato lo stato di agitazione, rendendo i flussi di traffico stradale un’alternativa decisamente rischiosa per chi pensa di abbandonare i mezzi pubblici a favore dell’auto privata.
Il consiglio degli esperti di viabilità è chiaro: limitare gli spostamenti allo stretto necessario e verificare lo stato del servizio in tempo reale prima di mettersi in viaggio.





