Nel Municipio I è pronta una delibera che apre alla chiusura al traffico di uno dei punti più delicati del centro storico, il tratto dove ogni giorno si incrociano turisti, clienti delle boutique, residenti, mezzi in transito e auto lasciate dove non dovrebbero stare. Per chi conosce la zona, non è una sorpresa: da tempo questa strada funziona male per chi cammina e sempre peggio per chi prova a far convivere i pedoni con le macchine.
Il tratto tra via Mario de’ Fiori e via Propaganda entra nel piano del municipio
L’ipotesi su cui si sta lavorando riguarda il segmento compreso tra via Mario de’ Fiori e via Propaganda. Sulla carta è un collegamento breve, nella realtà è un punto molto carico, perché mette in contatto l’area di piazza di Spagna con l’asse di via del Corso. Un provvedimento definitivo ancora non c’è, ed è bene dirlo subito. Ma la direzione è chiara: il municipio vuole portare in giunta un atto formale e chiedere ai tecnici della mobilità di studiare una soluzione che riduca o tolga il traffico privato. Siamo ancora nel passaggio politico e tecnico, non nella fase dei cantieri o dei divieti già decisi. Però quando una delibera è vicina alla firma, il tema non è più fermo alle intenzioni.
Residenti, boutique e marciapiedi stretti: perché via della Vite è diventata un nodo per i pedoni
Il punto, in fondo, è semplice: via della Vite oggi è già una strada vissuta soprattutto a piedi, ma continua a reggere una convivenza sempre più difficile con le auto. I marciapiedi sono stretti, in alcuni tratti quasi simbolici. Le attività commerciali prendono spazio con pedane e arredi. Le soste irregolari rendono tutto ancora più complicato. E nelle ore di maggiore afflusso si crea il solito imbuto romano in cui nessuno si muove bene, né chi guida né chi cammina.
In una strada segnata dalla presenza delle boutique di lusso, il contrasto si vede subito: da una parte un flusso continuo di persone, dall’altra una carreggiata pensata con una logica ormai superata. La spinta arrivata da residenti e commercianti parte proprio da qui. Non da una battaglia ideologica contro le auto, ma da un problema concreto di spazio, sicurezza e vivibilità quotidiana.
L’asse con via Condotti, piazza di Spagna e piazza Mignanelli nel ridisegno del centro
Via della Vite, però, non viene ragionata da sola. Ed è questo il passaggio più significativo, perché il municipio sta cercando di inserirla in un disegno più ampio che comprende via Condotti, piazza di Spagna e piazza Mignanelli, cioè il cuore più esposto e delicato del centro storico. L’assessore alla mobilità del Municipio I, Adriano Labbucci, ha richiamato una linea già nota: evitare interventi a pezzi, che a Roma spesso finiscono solo per spostare i problemi o crearne di nuovi.
Intanto il Campidoglio ha già preso in carico anche la questione della pedonalizzazione del tratto ancora aperto di via Condotti verso via del Corso, mentre Roma Servizi per la Mobilità sta lavorando alle soluzioni tecniche. Se via della Vite entrerà davvero nello stesso pacchetto, per chi vive o frequenta la zona il cambiamento sarà più profondo di quanto sembri: accessi da ripensare, consegne da riorganizzare, meno passaggi casuali in auto e un centro sempre più costruito attorno ai flussi pedonali. Resta da capire se questa volta il ridisegno andrà fino in fondo o se si fermerà, come spesso accade, un passo prima del cambiamento vero.




