Musica
di Simone Stefanini 10 maggio 2018

LIBERATO a Napoli: l’hype, il concerto e le polemiche che stanno a zero

Chi se ne importa dell’identità di LIBERATO?

LIBERATO a Napoli grab da youtube - LIBERATO a Napoli

 

Pochi giorni fa, con un’immagine che ha fatto il giro dei social, il progetto LIBERATO annunciava il suo primo concerto a Napoli un anno dopo il suo primo singolo intitolato proprio NOVE MAGGIO. Il concerto sarebbe stato al tramonto, in riva al mare, gratis. In pratica un regalo del progetto LIBERATO a Napoli e ai napoletani, sponsorizzato dalla Converse. Un bel pensiero per una città che ha dato tanto al “cantante misterioso”, il primo live di LIBERATO a casa sua, dopo aver esordito al MI AMI Festival 2017 nella figura di Calcutta, Izi, Priestess e DJ Shablo prima e al Club To Club 2017 nella sua forma più vicina a ciò che ci si aspetta dall’originale: un cantante incappucciato del quale non si vede il volto, insieme a un paio di percussionisti vestiti come lui, accompagnati da un light show che rende impossibile indagare chi sta sul palco.

 

#CONVERSE #RATEDONESTAR

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Nell’anno scorso tutto ha girato talmente bene che l’hype del pubblico in vista del 9 maggio 2018 era altissimo, pure i brand a caso si sono impossessati dell’evento e hanno fatto un po’ di guerrilla marketing a costo zero. L’attesa è stata ampiamente ricompensata: 2 video di Francesco Lettieri (a capo del reparto visivo del progetto) a distanza di un giorno, INTOSTREET e JE TE VOGLIO BENE ASSAJIE con gli stessi protagonisti del video TU T’E SCURDAT’ ‘E ME che mostrano due punti di vista diversi della stessa storia d’amore finita male. Una sorta di musical/serie tv che ha appassionato tutta l’Italia e ha generato un sacco di teorie degne di quelli che spaccano il capello in due quando guardano Westworld o Lost.

 

JE TE VOGLIO BENE ASSAJE #LIBERATO #JETEVIGLIOBENEASSAJE #JTVBA #CONVERSE #RATEDONESTAR

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Il concerto napoletano è stato esattamente ciò che era stato annunciato: gratis, al tramonto, lungomare. Dopo il dj set di Nu Guinea, LIBERATO è salito sul palco insieme ai percussionisti, ha cantato tutti i pezzi che ha fatto uscire finora e poi se n’è andato. Sul flyer digitale c’era scritto così, e così è stato, il pubblico ha risposto in grande, molti sono scesi dal nord per l’evento e alla fine le stime di affluenza riportate vanno dai 10mila ai 30mila. Numeri da pop star internazionale.

 

 

Napoli è stata invasa pacificamente, è andato tutto alla grande eppure sono fioccate le lamentele che, stavolta più che mai, hanno davvero poco senso. Abbiamo intercettato qualcuno che ha scritto Mi sono fatto 64715827547152 km per venire a vedere LIBERATO e il concerto è durato solo 30 minuti”. A parte che nessun dottore l’8 maggio ha prescritto ai suoi pazienti di fare un milione di km per andare a Napoli a vedere LIBERATO, il concerto è stato basato sui pezzi usciti, che sono 6. Difficilmente sarebbe potuto durare tre ore, in più è stato gratis proprio come questa polemica. La FOMO, Fear Of Missing Out porta molte persone a stare fisicamente male per non essere presenti agli eventi, ma da qui a incolpare LIBERATO ce ne vuole.

Altri si sono lamentati del fatto che “Non ha uscito l’album” ma a parte la guerra coi transitivi, non c’è stato nessun annuncio che parlava di album in uscita. Tutte le illazioni sono state fatte dalla stampa per alimentare e cavalcare l’hype, senza nessun riscontro oggettivo. Un po’ come quando esci con una bella ragazza, lei ti sorride e tu t’immagini già il matrimonio e i figli. Alle medie si chiamavano seghe mentali, forse ora il temine è cambiato ma il succo rimane quello.

 

 

Anche la polizia ama LIBERATO  Anche la polizia ama LIBERATO

 

Il lamento più grosso riguarda però l’identità di LIBERATO: “Anche stavolta ci ha presi in giro e non si è fatto vedere”. Qui bisogna iniziare a mettere i puntini sulle i: di chi stiamo parlando? È assolutamente certo che LIBERATO sia un progetto di più teste e più competenze, dal già citato regista Francesco Lettieri al vocalist che presta la voce, poi il musicista che fa le basi, quello che scrive i testi, la produzione, il social manager e tutto il resto della crew, tutte figure indispensabili al successo del “cantante misterioso”. Un progetto che funziona, in perfetto stile pop 80 o dance 90, quando nei video appariva un attore ma la voce era di un altro e la canzone di un altro ancora. La formula non è certo nuova e molto probabilmente non c’è nessun famoso da scoprire sotto il cappuccio. Eppure nei giorni scorsi, oltre a Calcutta si sono fatti i nomi di Davide Panizza dei Pop X, Ciro di Marzio di Gomorra, Livio Cori, insieme ad altre congetture di pura fantascienza.

 

 

La realtà sembra molto più semplice: un progetto che funziona e che rilancia la città di Napoli nella testa e nel cuore di tutta Italia, una serie di video fatti benissimo, delle canzoni che è impossibile non ballare, uno show come pochi altri nel nostro paese e la prossima data, sicura, al Sonar di Barcellona questa estate. Bravi tutti, senza se e senza ma.

Parlando con Roberta, una ragazza di Napoli che lavora nella musica e che era presente al concerto, sembra che una tale partecipazione si sia vista solo per il funerale di Pino Daniele. C’erano tutti, dagli adolescenti dei quartieri disagiati agli adulti con una professione in mano. Di sicuro un grande ritorno d’immagine per la città di Napoli.

 

 

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