Society
di Raffaele Portofino 9 Ottobre 2019

A Parigi si occupano legalmente gli spazi inutilizzati

Occupazione legale per riqualificare i quartieri? A Parigi si può

In città, non c’è cosa più brutta di visitare quartieri fantasma, pieni di edifici ormai dismessi e mai riqualificati, che diventano preda di delinquenza o semplicemente contenitori d’immondizia. Parigi ha deciso di dichiarare guerra agli edifici inutilizzati, dato anche il gran numero di senzatetto o di bisognosi che potrebbero usufruirne.

Il 26 agosto scorso, 18 grandi proprietari immobiliari della capitale francese hanno firmato un contratto che autorizza l’occupazione temporanea dei locali vuoti in attesa dei lavori di ristrutturazione. Un progetto diventato realtà dopo cinque anni di lavoro da parte di vari collettivi, associazioni e cooperative che alla fine hanno portato a casa il risultato.

Non è la prima volta che un esperimento del genere prende piede a Parigi: cinque anni fa la cooperativa Plateau Urbain ha preso un vecchio ospedale in centro e l’ha trasformato in un villaggio utopico che ospita tutt’ora 140 tra artisti, associazioni, artigiani e start-up. Il villaggio prende il nome di Les Grand Voisins.

Ma cos’è il fenomeno dell’urbanismo transitorio? Lo spiega bene Paul Citron, il direttore dello sviluppo di Plateau Urbain:

È il fatto di poter occupare degli edifici vuoti per incentivare attività che non potrebbero essere ospitate in città ai prezzi di mercato tradizionali: dall’economia sociale e solidale, alle attività culturali, associative o artigianali, fino all’ospitalità d’urgenza… e tutto questo si integra in edifici in transizione, vuoti che variano estensione da 1000 m2 fino a edifici di migliaia di ettari. Parigi è piena di luoghi che favorirebbero tali opportunità.”

[fonte]

Sarebbe bello poter importare questo sistema anche in Italia, patria di condoni edilizi ed ecomostri ma repressiva nei confronti dell’occupazione di edifici inutilizzati al fine di riqualificare il quartiere. Molti borghi italiani sono stati salvati grazie all’occupazione di artisti che hanno installato lì le loro botteghe, creando dei luoghi meravigliosi e fuori dal tempo. Forse sarebbe ora di provare la stessa ricetta anche nelle grandi città.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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