Society
di Simone Stefanini 24 Giugno 2020

Odio l’aria condizionata, per me l’estate è un incubo

Quando l’aria condizionata ti fa stare male, sei la persona più sfigata dell’estate

Pochi giorni fa, vinto dall’afa opprimente di questi giorni al 100% di umidità e con una percezione del caldo tipo forno acceso, per avere almeno un po’ di aria condizionata in casa mi sono deciso a comprare il condizionatore tipo Pinguino De Longhi del discount. A parte il fatto che pesa come un adulto bagnato dentro un’armatura medievale, il suo lavoro lo fa eccome. Purtroppo però, mi scordo sempre di una cosa significativa: io con l’aria condizionata mi sento male.

Dopo pochi minuti dalla sua accensione, ho avvertito una sorta di blocco della respirazione, di bolla d’aria allo stomaco, di cagotto immediato, di sudorazione tipo droghe chimiche, di fame d’aria e ho dovuto spegnere quell’affare.

Ecco, sono andato in giro sui forum degli sfigati per sincerarmi di non essere il solo essere umano con questa problematica, e con mio sommo sbigottimento ho notato che ne esistono a pacchi, di persone che stanno male con l’aria condizionata. Una stirpe per cui il proverbiale mai-una-gioia è diventato lo slogan di tutte le estati.

 

 

Non è stato semplice dire ai miei colleghi a lavoro che mi sarei preso una mezz’ora di pausa per una congestione da aria condizionata. Sono stato subito bullizzato come il peggiore dei catorci umani, ma loro cosa ne sanno del dramma? L’aria condizionata è fottutamente dappertutto.

Pensateci un po’: quando prendete il treno occupate il lato finestrino per vedere il panorama? Cazzatona, perché proprio lì ci sono i bocchettoni dell’aria condizionata totalmente gelida, che rischia di paralizzarvi per sempre un braccio e di farvi diventare tipo gli Estranei di Game of Thrones.

 

 

Al supermercato? Un’ecatombe, perché il sadico tecnico dell’aria condizionata ama metterla a -32°, contravvenendo alle regole di Studio Aperto che regolano l’escursione termica nei supermercati, che deve essere di 5-6 gradi, non di 60, pena il collasso.

Sul posto di lavoro poi è un pozzo senza fondo di supplizio, perché magari siete i soli a cui dà fastidio mentre tutti gli altri godono come orsi e se provate a chiedere di spegnerla, anche i più mansueti colleghi sono pronti alla rissa.

 

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I negozi tipo H&M sono bastardissimi per questo genere di cose, perché nei camerini ci sono 75° e si suda a manetta, poi si esce per posare i capi sbagliati e parte la sincope da sbalzo della temperatura.

Oppure quando siete passeggeri in macchina e il conducente è il signore e padrone, quindi non gli potete dire di spegnere l’aria condizionata che sta facendo diventare l’abitacolo  della stessa temperatura dell’astronave su Plutone (scelto perché, credo, sia parecchio lontano dal sole e pure sfigato perché declassato da pianeta a parcheggio di Urano) e allora provate a stemperare aprendo un po’ il finestrino e respirando l’aria fuori come i cani sciocchi e felici.

 

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Non dimentichiamoci il ristorante, quando uscite col vostro partner e vi tocca scegliere il tavolo attaccato al bagno oppure quello praticamente in cucina, perché sono gli unici due punti in cui non si è raggiunti dall’aria condizionata.

Last but not least, quando prendete un autobus al volo, ad agosto, sudati come Paolo Bonolis a fine trasmissione e bam! trovate l’unico posto sotto il bocchettone dell’aria, che vi ghiaccia il sudore addosso e vi fa diventare dello stesso colorito della bambina dell’Esorcista.

 

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Vabbè, uno dice pazienza, se non possiamo accendere l’aria condizionata, allora vediamo di posizionare bene il ventilatore. Macché. Di solito, se uno è davvero sfigato, ha anche problemi di cervicale e basta un refolo di vento per dover bere Aulin come fosse limonata. Sigla.

 

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