Society
di Gabriele Ferraresi 25 Luglio 2016

Le divise vintage delle hostess sono stilosissime

Le divise vintage di hostess e steward dagli anni ’30 a oggi in mostra all’aeroporto di San Francisco: tra follie anni ’60 e un’eleganza senza tempo

divise hostess vintage  Braniff International Airways hostess in uniform, Emilio Pucci 1965 – Photo credit: Braniff International Public Relations Archives, History of Aviation Collection, UT-Dallas

 

Abbiamo uno strano legame con le divise di hostess e steward delle linee aeree: sembra che non ce ne importi assolutamente nulla, il che è del resto normale.

Quelle divise le indossano persone che incontriamo di sfuggita in momenti in cui siamo concentrati su altro, con la testa all’arrivo della nostra vacanza o del nostro viaggio di lavoro, o al ritorno, oppure mentre siamo chini su un libro, una rivista, un tablet, e in fondo niente cospira perché la nostra attenzione sia concentrata su quelle divise.

 

 

Non ci interessano le divise di hostess e steward: almeno finché non le cambiano. Lì vien fuori un casino. Proviamo a ricordare il Buongiorno surreale di Gramellini sulle nuove divise delle hostess Alitalia. Ecco cosa intendo.

 

Braniff International Airways hostess uniform by Emilio Pucci 1966 Collection of SFO Museum Gift of Sandra C. A. Thomas in memory of Anne Karin Walker Photo credit: SFO Museum  Braniff International Airways hostess uniform, Emilio Pucci 1966 Collection of SFO Museum Gift of Sandra C. A. Thomas in memory of Anne Karin Walker – Photo credit: SFO Museum

 

A quel punto, quando le cambiano, le divise diventano di nuovo di importanti: ma finché in cabina le osserviamo distrattamente nei minuti precedenti il decollo, o poi magari incrociamo di nuovo lo sguardo con la hostess o lo steward quando veniamo serviti – a patto di non viaggiare su una low cost – di una colazione, un pranzo o una cena, e passato il piccolo vassoietto su cui ci siamo cibati, le ignoriamo tranquillamente.

 

United Air Lines stewardesses 1939 Photo credit: United Airlines Archive  United Air Lines stewardesses 1939 – Photo credit: United Airlines Archive

 

Non sono neanche un argomento di conversazione: sono un elemento del paesaggio visivo come i sedili, i finestrini, le cappelliere, le auricolari monouso per i viaggi lunghi. Però sbagliamo, perché le divise da hostess e steward a volte sono meravigliose.

Per scoprire qualcosa di più sulla storia di questo genere di uniformi però, c’è una mostra interessante all’aeroporto di San Francisco. Come dite? Non passate da San Francisco questa estate?

 

United Air Lines stewardess in uniform by Jean Louis 1968 Photo credit: United Airlines Archive  United Air Lines stewardess in uniform, Jean Louis 1968 – Photo credit: United Airlines Archive

 

Niente paura, qui c’è una bella serie di immagini di divise hostess vintage per farvi vedere quanto fossero eleganti, pazze, o soprattutto impensabili oggi le divise di una volta delle hostess.

La mostra si chiama Fashion In Flight: A History of Airline Uniform Design, e raccoglie uniformi dagli anni ’30 del secolo scorso a oggi. E sono davvero spettacolari, soprattutto quelle folli degli anni sessanta.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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