Society
di Simone Stefanini 21 Maggio 2020

Finalmente quest’anno non si corre il Palio di Siena

Quest’anno, niente Palio di Siena. Ecco perché sono contento

Ricordo nitidamente quando andavo dai miei nonni in uno dei due giorni del Palio di Siena, e della mia rottura di coglioni di proporzioni titaniche nel guardare in tv un sacco di gente pressata a pressione in Piazza del Campo, nell’attesa che succedesse qualcosa. Ricordo ore di attesa, mentre due commentatori spiegavano regole che non mi sono mai entrate in testa, nomi di contrade fantasy, alleanze, la mossa, i nickname dei fantini tipo Aceto e quei poveri cavalli che schiumavano.

Poi a caso, secondo la mia percezione, iniziava la gara che si risolveva in pochi forsennati minuti. Qualcuno vinceva, a volte un cavallo senza fantino, a volte c’erano incidenti, a volte un cavallo si rompeva e moriva, a volte un fantino rimaneva sotto il traffico equestre, quasi sempre volavano botte tra gli opponenti delle diverse contrade. Non mi sono mai divertito.

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Crescendo, ho sentito racconti che parlavano di clima assurdo a Siena prima del Palio, risse tra abitanti di quartieri diversi, pure tra parenti che non abitano vicini. Boh, sarò io scemo che non capisco, mi sono sempre detto. Non ho mai capito perché un evento cittadino, di sicuro interesse nel Medioevo ma oggi davvero anacronistico e molto spesso violento, debba occupare ore di diretta sulla tv nazionale.

Quest’anno non si correrà a causa del Covid-19, e la cosa mi fa felice. Sarà perché non mi dà fastidio vedere il calcio in costume, in cui se le danno di santa ragione, o tutti gli sport maneschi in generale ma odio vedere gli animali messi di mezzo, affaticati, bombati, sviliti per il divertimento del pubblico. Abbiamo fatto campagne contro gli animali nel circo, non vedo perché i cavalli del Palio debbano andare in diretta tv.

Poi magari è un fastidio personale e voi riuscirete dopo anni a farmi appassionare alla vista di ore di televisione che riprende un sacco di persone pressate come sardine sotto il sole cocente, di un linguaggio in codice che non parla in alcun modo alla mia vita.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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