Society
di Simone Stefanini 5 Aprile 2016

I 10 spot pubblicitari della nostra adolescenza, che ancora non ci togliamo dalla testa

Ricordate Olio Cuore, Ferrero Rocher e il pennello Cinghiale? Allora siete dei nostri

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Ogni adolescenza coincide con la pubblicità. Di quelle che si sono appiccicate al nostro cervello come la gomma del ponte o come il Big Babol e che non si staccano più. Nel corso della nostra vita ne abbiamo viste a migliaia, perché siamo nati in concomitanza con l’ascesa della televisione commerciale, che nel nostro paese ha un solo nome che inizia per Silvio.

Ancora oggi ci ricordiamo slogan, volti, sigle di quelle che sono state le pubblicità della nostra vita, che nonostante servissero a scopi puramente economici, fanno subito aprire il cassetto della nostalgia, che di questi tempi sta più aperto che chiuso.

Ognuno ha le proprie, io per esempio ero ossessionato con le finestre che si aprivano e si chiudevano e dalle modelle impazzite della pubblicità del profumo Egoiste di Chanel, oggi invece sono tra quelli che si aspettano il seguito soft porno della 3some tra moglie, marito e Giovanna nella pubblicità di Saratoga, quella con la sadomazurka (definizione trovata sotto un video di YouTube che mi ha fatto impazzire)

Qui sotto, 10 pubblicità degli anni ’80 -’90, che non mancheranno di farvi pensare a quando eravate più giovani. Tranquilli, capita a tutti.

 

1) Il coro di Natale della Coca Cola

https://www.youtube.com/watch?v=4KLCF3d_JL0

“Vorrei cantare insieme a voi, in magica armonia (maaagicarmoonia)…” ed è subito natale, anche 30 anni dopo, anche ad agosto. Impossibile dimenticare il coro della Coca Cola di hippie con la candela in mano che formano l’albero. Lacrime.

 

2) Il pennello grande o il grande pennello?

https://www.youtube.com/watch?v=2kjjQiRo5oA

Il re di tutti i doppi sensi degli anni ’80. Una pubblicità mitica, fatta con quattro lire e ancora divertente, che mostra un paese naïf e simpatico. Occorre comunque ricordare ai maschietti con l’invidia del pene che non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello.

 

3) Ciribiribì Kodak

Blade Runner all’italiana: un tot di personaggi strani entrano nel futuribile negozio del fotografo (esistevano ancora ai tempi) e chiedono di farsi stampare il rullino su carta Kodak. Poi è la volta del tipetto alieno coi superpoteri e del suo ciribiribì KodakUna frase diventata culto.

 

4) La musichetta della Barilla e il gattino da salvare

La musica della Barilla la imparava ogni bambino alle prese con la pianola: era la successione dei tasti bianchi. Se accompagnata dal video del micio abbandonato e salvato dalla bambina con l’impermeabile giallo, è il massimo del diabete e comunque in ditta già sapevano che i gattini avrebbero conquistato il mondo.

 

5) La pubblicità della birra, che ai tempi non beveva nessuno

Un anziano non anzianissimo Renzo Arbore si immola per la birra. Non per quella di una marca specifica, per la birra in generale. Fa bene, non fa ingrassare (see, certo) ed è leggera. Poi lo slogan: meditate gente, meditate. Mitico.

 

6) Maxibòn, ciu gust is megl che uan

L’esordio sul piccolo schermo di Stefano Accorsi e della sua parlata bolognese tanto simpatica, mentre tenta di limonare due presunte straniere grazie a uno spaghetti english. Poi scopre che le due sono compaesane e via col limone (che non viene mostrato ma che sicuramente accade). Un grande classico.

 

7) Ambrogio e quel languorino da soddisfare

L’ennesimo classico del doppio senso. La signora vestita in giallo ha un leggero appetito e Ambrogio, il suo autista-domestico-maggiordomo-tuttofare-presunto amante ci pensa lui, tirando fuori i Ferrero Rocher. Non vi dico quante parodie c’hanno fatto, in cui il fedele Ambrogio tira fuori ben altro.

 

8) Dan Peterson e il Lipton Ice Tea

Dan Peterson era la storica voce del basket, del wrestling e di tutti gli altri sport americani che ha contribuito a importare in Italia. Il suo accento, in 40 anni, non è mai stato scalfito e ha portato a casa una serie di spot bellissimi, in cui finge di essere a Chattanooga, Tennessee e invece verosimilmente era a Milano 2.

 

9) Il salto della staccionata dell’Olio Cuore

Dino Zoff, 40 anni e non sentirli. E poi via di salto della staccionata. Tutto grazie a Olio Cuore, che non intasava le vene e quindi preveniva il coccolone. Che poi Zoff sembrasse 60enne, quello è un altro discorso.

 

10) Scienza, non fantascienza. Telefunken

I tedeschi e la loro tecnologia, che ti vogliono sempre far pesare. “Potevamo stupirvi con effetti speciali e colori ultravivaci” dice Hans (o un altro nome sassone a caso). Lo slogan Qualità costante nel tempo sembra una minaccia e forse lo è veramente.

 

BONUS – L’inossidabile cedrata Tassoni

Il miglior esempio di ammortamento dei costi di una pubblicità. Realizzata nel 1908, è ancora trasmessa, uguale identica a com’era, con il jingle di Mina “Quante cose al mondo puoi fare, costruire, inventare, ma trova un minuto per me.” Scherzavo, è in onda dal 1982, but still.

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