La giovane atleta dell’Eucaliptos Padel Club conquista il titolo italiano Under 12 insieme alla compagna di sempre Ludovica Salvi. In finale il successo per 6-2, 6-0 contro Zara Settimi e Ginevra Di Noia. A Dailybest racconta la rivincita dopo il secondo posto dello scorso anno, l’amicizia con Ludovica, il ruolo della famiglia e un sogno che guarda già molto lontano.
Un anno fa erano arrivate a un passo dal titolo. Stavolta Benedetta Fappiano e Ludovica Salvi sono tornate ai Campionati Italiani con un obiettivo preciso e lo hanno raggiunto: sono campionesse d’Italia Under 12 di padel.
In finale hanno superato due bravissime avversarie, Zara Settimi e Ginevra Di Noia, con il risultato di 6-2, 6-0, mettendo il punto esclamativo su una stagione che le sta vedendo protagoniste anche nei tornei internazionali giovanili.
Benedetta è romana e cresce sportivamente all’Eucaliptos Padel Club, Ludovica Salvi arriva invece dalla Toscana. La distanza non ha impedito alle due ragazze di costruire una coppia sempre più affiatata, dentro e fuori dal campo.
E forse è proprio questo uno dei segreti di una stagione nella quale stanno imparando non soltanto a vincere, ma anche a confrontarsi con alcune delle migliori giovani giocatrici europee.
Pochi giorni dopo un altro successo nel circuito FIP Promises, è arrivato il risultato che inseguivano da dodici mesi: lo scudetto italiano.
Dailybest ha intervistato Benedetta Fappiano subito dopo la vittoria.
«Abbiamo realizzato il sogno che ci eravamo poste un anno fa»
Benedetta, sei campionessa d’Italia. Dimmi la verità: hai già realizzato quello che avete fatto?
«Abbiamo realizzato il sogno che ci eravamo poste l’anno scorso, quando avevamo perso in finale.»
Quando avete giocato l’ultimo punto e avete capito di essere campionesse d’Italia, qual è stata la prima cosa che hai fatto?
«Come prima cosa ho abbracciato subito la mia compagna, poi ho dato la mano alle avversarie e subito dopo sono andata dai miei genitori.»
La rivincita dopo il secondo posto dello scorso anno
Un titolo che assume un significato ancora più importante se si guarda a ciò che era successo soltanto un anno fa. Benedetta e Ludovica erano infatti arrivate fino alla finale dei Campionati Italiani, dovendosi però accontentare del secondo posto.
Quella sconfitta non è stata dimenticata. Al contrario, è diventata una motivazione in più.
L’anno scorso ai Campionati Italiani eravate arrivate seconde. Quest’anno siete tornate e avete vinto. Quanto hai pensato a quel secondo posto durante questi dodici mesi? È stata anche una motivazione in più per tornare e prendervi il titolo?
«In questi ultimi mesi ho pensato spesso al secondo posto dell’anno scorso. È stato un buon risultato, però è stata anche una carica in più per dirci: quest’anno dobbiamo vincere.»
Benedetta e Ludovica: avversarie da battere, amiche fuori dal campo
Una vive a Roma, l’altra in Toscana. Eppure, torneo dopo torneo, Benedetta e Ludovica sono diventate molto più di una semplice coppia di padel.
L’intesa costruita sul campo si è trasformata progressivamente in un’amicizia vera.
Tu sei di Roma, Ludovica arriva dalla Toscana, eppure ormai siete una coppia praticamente inseparabile. Che rapporto avete fuori dal campo?
«Con Ludovica, soprattutto negli ultimi tornei e in quest’ultimo anno, il rapporto è cresciuto molto. Abbiamo capito che non solo ci troviamo bene in campo, ma che siamo anche molto simili. Abbiamo un bellissimo rapporto e ci sentiamo tutti i giorni.»
Avete qualche rito prima di una partita importante? Una frase, una canzone, un gesto che fate sempre?
«Di solito non abbiamo un rito specifico prima di una partita, però tendiamo a parlare molto tra di noi, a stare insieme e a creare strategie per giocare meglio.»
Una risposta che racconta anche il modo in cui affrontano le partite: non soltanto talento, ma dialogo, strategia e capacità di leggere insieme quello che succede dall’altra parte della rete.
Le sfide contro le spagnole: «Entro con una mentalità diversa»
La stagione ha portato Benedetta e Ludovica anche fuori dall’Italia, dove il livello cresce e le due ragazze hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con avversarie provenienti da Paesi nei quali il padel ha una tradizione ancora più importante.
Prima fra tutti la Spagna.
Hai giocato e vinto anche contro ragazze straniere. Quando entri in campo contro le spagnole, che nel padel sono considerate fortissime, senti qualcosa di diverso?
«Quando abbiamo giocato il FIP Promises a El Prat sapevo che in Spagna il livello era più alto rispetto a quello italiano, quindi entravo con una mentalità diversa. Ero più concentrata e sapevo di dover usare di più la testa, perché ogni partita è diversa.»
Parole che colpiscono soprattutto per un aspetto: nonostante la giovane età, Benedetta ha già capito quanto nel padel non bastino soltanto i colpi. Bisogna saper pensare la partita.
Quanto Eucaliptos c’è nel titolo italiano di Benedetta Fappiano
Ogni risultato individuale, soprattutto a questa età, nasce da un lavoro collettivo.
Per Benedetta quel lavoro quotidiano ha un nome preciso: Eucaliptos Padel Club.

È lì che si allena e che sta costruendo il proprio percorso sportivo, circondata da uno staff che non si occupa soltanto della parte tecnica.
Sei cresciuta sportivamente all’Eucaliptos Padel Club. Quanto c’è dell’Eucaliptos in questo titolo italiano?
«In questo titolo italiano c’è tutto l’Eucaliptos: dai maestri, alla mental coach, ai preparatori atletici, e soprattutto ai miei amici.»
Un concetto importante. Perché dietro una finale vinta 6-2, 6-0 ci sono i punti che vedono tutti, ma anche centinaia di ore che nessuno vede: allenamenti, preparazione atletica, lavoro mentale, errori da correggere e giornate nelle quali bisogna semplicemente ricominciare da capo.
«Questa vittoria è anche dei miei genitori»
E poi c’è la famiglia.
Per un’atleta così giovane, partecipare a tornei in Italia e all’estero significa inevitabilmente coinvolgere mamma e papà in un calendario fatto di allenamenti, trasferte e weekend passati sui campi.
E i tuoi genitori? Per arrivare a questi livelli ci sono viaggi, allenamenti, weekend passati sui campi da padel. Quanto senti che questa vittoria è anche loro?
«Sento che questa vittoria è anche merito loro, perché sono sempre disponibili ad accompagnarmi ovunque. Quindi questa vittoria è anche loro.»
Poche parole, che raccontano perfettamente cosa significhi accompagnare una ragazza così giovane in un percorso sportivo che comincia a diventare sempre più impegnativo.
Bea González, Martina Calvo e Giulia Dal Pozzo: i modelli di Benedetta
Quando si è bambini si comincia quasi sempre guardando qualcuno più grande.
E Benedetta ha già le idee abbastanza chiare sulle giocatrici che le piace osservare.
C’è una giocatrice professionista che guardi e pensi: “Un giorno vorrei diventare come lei”?
«A livello mondiale mi piacerebbe diventare come Bea González o Martina Calvo, che è comunque una ragazza giovane. A livello italiano, invece, mi piace molto come gioca Giulia Dal Pozzo.»
Il riferimento a Martina Calvo non è casuale: una giocatrice giovanissima che sta dimostrando quanto rapidamente, nel padel moderno, si possa passare dalle categorie giovanili ai grandi palcoscenici.
Ed è proprio guardando a quei palcoscenici che arriviamo alla domanda più bella.
Benedetta Fappiano nel 2036: Premier Padel e un sogno olimpico
Dieci anni, nello sport, sono un’eternità.
Così abbiamo chiesto a Benedetta di dimenticare per un momento il presente e immaginare dove vorrebbe trovarsi nel 2036.
La risposta non lascia molto spazio ai dubbi.
Facciamo un gioco: siamo nel 2036, hai dieci anni in più. Dove sta giocando Benedetta Fappiano? Qual è il sogno che vorresti aver realizzato?
«Spero di trovarmi in un campo da padel, magari in un Premier Padel. E soprattutto spero che il padel diventi disciplina olimpica, così da poter vincere magari un oro per la mia nazione.»
Da un Campionato Italiano Under 12 a un Premier Padel. E poi, magari, la maglia azzurra e una medaglia olimpica.
È un sogno enorme.
Ma soltanto dodici mesi fa anche quello di diventare campionessa d’Italia era ancora un sogno.
«Questo titolo lo dedico soprattutto a me stessa»
Rimane un’ultima domanda.
Forse la più semplice, ma anche quella che permette di capire quanto lavoro ci sia stato dietro questa vittoria.
Ultima domanda: oggi sei campionessa d’Italia. A chi vuoi dedicare questo titolo?
«Voglio dedicare questo titolo soprattutto a me stessa, perché mi sto impegnando tanto in questo periodo per raggiungere questi obiettivi, ma anche alla mia Academy, ai miei maestri, ai miei genitori, un po’ a tutti.»
A se stessa, prima di tutto.
Ed è forse la dedica più bella.
Perché prima dell’Eucaliptos, dei maestri, della famiglia e delle persone che l’accompagnano, c’è una ragazza che deve entrare ogni volta in campo, allenarsi, sbagliare, perdere, riprovare e continuare a crederci.
Un anno fa Benedetta Fappiano e Ludovica Salvi avevano lasciato i Campionati Italiani con un secondo posto.
Dodici mesi dopo sono tornate.
Questa volta, da campionesse d’Italia.





