La Roma ha battuto 2-1 l’Atalanta domenica sera allo stadio Olimpico, ribaltando nel finale una partita che sembrava ormai sfuggita, grazie ai gol di Mario Hermoso all’89’ e Matías Soulé al 93’, dopo il vantaggio bergamasco firmato da Ederson al 47’: un successo che permette alla squadra di Gian Piero Gasperini di agganciare Chivu e l’Inter in testa alla classifica.
Roma-Atalanta, rimonta all’Olimpico nel finale
Per lunghi tratti è stata una partita a senso unico, almeno sul piano delle occasioni. La Roma ha spinto, costruito, insistito sulle corsie e riempito l’area con continuità, trovando però sulla propria strada un Marco Carnesecchi in serata di grande attenzione. Il portiere dell’Atalanta, più volte chiamato in causa, ha tenuto in piedi i nerazzurri con interventi decisivi, soprattutto nella ripresa, quando la pressione giallorossa è diventata quasi costante.
Eppure, nel calcio, il controllo non basta. Al 47’, quasi a freddo, è arrivato il gol di Ederson, bravo a inserirsi e a sfruttare una delle poche vere disattenzioni della difesa romanista. L’Olimpico, fino a quel momento rumoroso e fiducioso, ha accusato il colpo. Qualche secondo di silenzio, poi i fischi, poi di nuovo il sostegno. “Bisogna continuare”, si è sentito urlare dalla panchina romanista, mentre Gasperini chiedeva ai suoi di non perdere lucidità.
Carnesecchi protagonista, Castro fermato da palo e traversa
La sensazione, con il passare dei minuti, era che la serata potesse scivolare via tra rimpianti e occasioni mancate. La Roma ha colpito un palo e una traversa con Castro, due episodi che hanno dato alla gara il sapore della beffa. Sul primo tentativo, l’attaccante ha incrociato con forza trovando il legno alla sinistra di Carnesecchi; sul secondo, il pallone si è alzato dopo una deviazione e ha sbattuto sulla parte alta della porta.
Il portiere nerazzurro, intanto, continuava a rispondere. Una parata bassa, poi un’uscita in anticipo, quindi un riflesso ravvicinato che ha strappato applausi anche a diversi tifosi romanisti in tribuna. In campo, però, l’Atalanta arretrava troppo. La squadra bergamasca, dopo il vantaggio di Ederson, ha cercato di abbassare i ritmi e proteggere il risultato, ma ha finito per concedere metri, cross e seconde palle. Troppi, alla lunga.
Hermoso e Soulé cambiano la partita tra 89’ e 93’
Quando il cronometro segnava l’89’, la partita sembrava ormai indirizzata. Non chiusa, ma quasi. Su un pallone rimesso in area dalla destra, Hermoso ha trovato il tempo giusto e ha colpito di testa, battendo Carnesecchi e facendo esplodere la curva Sud. Un gol sporco solo in apparenza: movimento corretto, scelta di tempo precisa, freddezza nel momento meno semplice.
La Roma, a quel punto, non si è accontentata. Spinta dall’Olimpico, ha continuato ad attaccare con la stessa frenesia, ma con maggiore convinzione. Al 93’ è arrivata la giocata di Soulé, mancino pulito e teso, con il pallone che ha superato il portiere dell’Atalanta e ha completato la rimonta. L’argentino è corso verso la bandierina, travolto dai compagni. In panchina, Gasperini ha stretto i pugni, senza grandi gesti. Solo allora, forse, ha lasciato uscire la tensione accumulata.
Gasperini aggancia Inter e Chivu in vetta alla classifica
Con questo 2-1, la Roma conquista tre punti pesanti e sale in testa alla classifica, agganciando Chivu e l’Inter. Non è solo il risultato a pesare, ma il modo in cui è arrivato: una squadra capace di restare dentro la partita anche dopo un gol subito in avvio di ripresa, dopo due legni e dopo una lunga serie di occasioni respinte da un portiere in grande serata.
Per l’Atalanta, invece, resta il rammarico di non aver gestito il vantaggio. La squadra di Bergamo aveva trovato il gol nel momento migliore per indirizzare la gara, ma non è riuscita a uscire dalla pressione giallorossa. A fine partita, diversi giocatori nerazzurri sono rimasti a lungo in campo, mani sui fianchi e sguardo basso. La Roma, dall’altra parte, ha salutato l’Olimpico sotto una pioggia di cori. Una vittoria strappata tardi, quasi all’ultimo respiro, ma costruita molto prima: con il gioco, con la pazienza e con una spinta che, stavolta, non si è fermata davanti ai legni.





