TV e Cinema
di Federico Bernocchi 25 Febbraio 2016

Lo chiamavano Jeeg Robot: tutti i film italiani dovrebbero essere così

Un film italiano di supereroi che è una bomba atomica

jeeg-robot

 

Se hai tra i trenta e i quaranta anni sei cresciuto con il logo della Amblin di Spielberg nel cuore, una pila di fumetti della Marvel sul comodino, la BMX in garage e il sogno di una mappa del tesoro in soffitta. Per questo il rapporto col cinema italiano è sempre stato difficile. Un po’ come quello con i tuoi genitori. Fanno parte di te, alla base c’è lo stesso DNA, è la tua famiglia, ma prima o poi tutti i figli si ribellano al padre e alla madre. Perché vuoi fare altro, non vuoi cadere negli stessi errori, vuoi emanciparti. Per anni ci siamo seduti in sala e abbiamo assistito impotenti alle solite storie: ventenni dai grandi sogni in attesa di diventare trentenni in crisi per poi trasformarsi in quarantenni pieni di rimorsi. Commedie che non fanno ridere con attori rubati alla televisione. Impegno politico di una noia sinistra e coppie rinchiuse in un tinello senza nulla da dirsi. Ok, sono troppo cattivo: alcuni di questi film erano bellissimi e quando ti capitava di vederne uno ti riappacificavi con la tua famiglia. Ma poi, ecco di nuovo spuntare i problemi. Mancava sempre qualcosa: il coraggio di raccontare storie diverse.

Eppure i nonni giurano che un tempo qui era tutta campagna: Luc Merenda sparava ai cattivi coi pantaloni a zampa, i western erano più sporchi e più cattivi di quelli della Monument Valley, l’assassino dei Gialli aveva i guanti di pelle nera e qualcuno, i più coraggiosi, avevano provato ad andare fin nello Spazio Profondo. Il cinema di genere in Italia è esistito: ce l’hanno raccontato, l’abbiamo riscoperto, studiato, amato ed infine rimpianto. Perché più andavi in profondità, più la domanda sembrava risalire urgente come non mai: e adesso? Perché adesso dovrei accontentarmi di Enrico Brignano che conquista a suon di equivoci Vanessa Incontrada? Perché dovrei vedere la Buy e La Ferilli che, in barba alle convenzioni, hanno come donna delle pulizie un travestito brasiliano?

 

jeeg1

 

Ma qualcuno è corso in nostro soccorso. Gabriele Mainetti, classe 1976, porta sul grande schermo il suo film d’esordio: Lo Chiamavano Jeeg Robot d’Acciaio, al cinema da oggi. Si tratta di un supereroistico ambientato a Roma, con attori italiani, scritto da sceneggiatori italiani, realizzato da maestranze italiane. Insomma, un film italiano. “E com’è?”, mi chiede un ragazzino con la maglia di Breaking Bad, seduto in fondo all’aula. “È una bomba atomica, amico mio”, rispondo, placido e sereno. È il film che aspettavamo da una vita. La riprova che volendo, le cose fighe si possono fare. Anche senza i budget americani simili ai P.I.L. dello Zambia. Esattamente come fanno da anni in Spagna, Germania, Grecia e in altre parti del mondo. Si parte con un inseguimento mozzafiato tra i vicoli di Roma. Poliziotti in moto e un ladruncolo di borgata che corre come un pazzo, con la faccia e il corpo di Claudio Santamaria… “Scusi: Santamaria? Quello del film di Muccino dove tutti urlavano nervosi?”.

È sempre quello con la maglia di Breaking Bad. “Sì, è lui. Ma vedi, una delle capacità dei bravi registi è quella di utilizzare al meglio i propri attori: far scoprire – forse anche a loro – che sono in grado di fare altro nella vita. Ne sfruttano al meglio le caratteristiche, rendendoli perfetti per quel determinato ruolo, ok? Posso andare avanti?”.  Allora, il ladruncolo finisce a contatto con del materiale radioattivo e, magia, sviluppa dei superpoteri. Da qui parte una storia classica: supereroe controvoglia e contro dei veri cattivi, alla scoperta della sua vera morale e della salvaguardia della sua città. “No, però, guardi, io di storie così ne ho già lette e viste mille volte!”. Me l’aspettavo: “Certo, anche io. Ma quelle raccontate bene non mi hanno mai stancato. Tant’è che i fumetti della Marvel sono ancora lì, impilati sul comodino”.

 

jeeg5

 

Il ragazzo con la maglietta di Breaking Bad sembra finalmente convinto. Continuo: Lo Chiamavano Jeeg Robot ha anche altre frecce al suo arco. Per la prima volta possiamo godere di una storia del genere ambientata in Italia, a Roma, tra borgatari, tristi grandi magazzini di periferia, piccola malavita senza scrupoli, senza provare quel senso di wannabe o di imbarazzo che altre volte abbiamo subito. Non si scimmiotta, non si imita: si crea un mondo coerente e credibile, figlio della nuova ondata di genere italiano inaugurato da Stefano Sollima (un caso che tra i cattivi ci sia Genny di Gomorra? Non penso proprio), all’interno del quale si immetta quella scintilla di fantasia in più, necessaria se si vuole portare dei supereroi sul grande schermo. E tra combattimenti, sparatorie, rapine, sexy damsels in distress, effetti speciali credibili, si trova anche la chiave di volta del film: Luca Marinelli nella parte dello Zingaro, uno dei cattivi più fighi visti su grande schermo da un bel po’ di tempo a questa parte. Non manca veramente nulla. Ci si alza alla fine della proiezione increduli, felici e innamorati. Come quando abbiamo letto quel vecchio numero dell’Uomo Ragno in cui Mary Jane dice a Peter Parker: “Hai fatto centro, Tigrotto!”.

Una piccola nota per concludere: guardate i poster, il trailer e la comunicazione legata a Lo Chiamavano Jeeg Robot. Non pensate: “Non sembrano neanche italiani!”. Lo so, è una tentazione facile. Quello che dovete pensare è: “Tutti i film italiani dovrebbe essere così”.

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

15,00 €

Maglietta Better Days calligrafica

100% cotone Modello unisex Serigrafia con scritta "Better Days" creata da calligrafo Bizantino Perché c'è sempre bisogno di giorni migliori
35,00 €

Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
10,00 €

KIT GARDENING “MI AMI Festival 2020”

KIT GARDENING “MI AMI Festival 2020” Contiene: una shopper un kit passiflora, peperoncino, melanzana un kit mimosa, pisello, salvia Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
15,00 €

MAGLIETTA MI AMI 2019 GRIGIO CHIARO

Maglietta t-shirt American Apparel N2001W new silver (Grigio Chiaro), con illustrazione completa del MI AMI FESTIVAL 2019 di Andrea De Luca davanti e lineup artisti dietro.  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Ester Grossi

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Ester Grossi Nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Diplomata in Moda, Design e Arredamento presso l’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario, nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero; è vincitrice del Premio Italian Factory 2010 e finalista del Premio Cairo 2012. Nel 2011 è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Abruzzo). Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema e musica (Imaginaria Film Festival, MIAMI, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto) e cover per album di band musicali (A Classic Education, LIFE&LIMB). Collabora frequentemente con musicisti per la realizzazione di mostre e installazioni pittoriche-sonore. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Agricane Serigrafia di DEM

Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
10,00 €

Maglietta Amarti mi affatica

100% cotone Maglietta bianca Serigrafia con scritta "Amarti m'affatica".
70,00 €

SERIGRAFIA "SE MI AMI VALE TUTTO" - ed. limitata firmata - MI AMI 2014

Serigrafia ufficiale della 10° edizione del MI AMI 2014 dimensioni: 50x50 cm stampata a 2 colori (nero + argento) edizione limitata di 50 esemplari ognuna numerata e firmata dall'artista disegnata da Alessandro Baronciani serigrafata a mano da Corpoc venduta non incorniciata (spedita arrotolata in un tubo) disponibili anche la versione UOMO+UOMO e DONNA+DONNA Gli ordini saranno evasi dopo il MI AMI.
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >