Gli anni ’80 dei fratelli Vanzina rivelano chi siamo più del presente

Il decennio d’oro di Carlo ed Enrico Vanzina traccia un profilo chirurgico e spietato del nostro paese

 

Troppo spesso Carlo Vanzina (insieme al fratello Enrico) viene preso ad esempio per descrivere una cinematografia sboccata, volgare, popolana e mediocre, come si trattasse di un Neri Parenti qualsiasi.

L’opera dei Vanzina è invece una risorsa a livello nazionale di inestimabile valore, vera cartina tornasole dello stato delle cose in Italia in un arco temporale durato più di 30 anni.

 

 

Come saprete, Carlo ed Enrico sono figli di Steno, un regista poliedrico che ha lavorato con Monicelli, Totò e Bud Spencer, uno dei re della commedia all’italiana, che ha trasmesso ai figli l’amore per il cinema e il senso per la risata.

Carlo Vanzina, dopo aver diretto un film con Cochi e Renato (Luna di miele in tre, 1976) e un incredibile musicarello con Alan Sorrenti (Figlio delle stelle, 1978), tiene a battesimo I Gatti di Vicolo Miracoli, lo storico gruppo comico composto da Jerry Calà, Umberto Smaila, Franco Oppini e Nini Salerno, coi film Arrivano i gatti (1980) e Una vacanza bestiale (1980). Quando Jerry Calà, come un novello Jack Frusciante uscirà dal gruppo dei Gatti, inizierà un sodalizio duraturo con Vanzina e la fortuna di entrambi.

 

 cinetecadicaino

 

Carlo ed Enrico Vanzina mettono a segno alcuni colpi di genio scimmiottando i film che andavano per la maggiore al tempo, adattandoli alla comicità in voga in Italia. Pensate a I fichissimi (1981), una storia alla Romeo e Giulietta (di Shakespeare sì, ma anche del film di Zeffirelli), in cui Jerry Calà e Diego Abatantuono fanno parte di due bande rivali oppure Il Ras del quartiere (1983), in cui Diego Abatantuono è il capo di una gang in una Milano metropolitana alla Guerrieri della notte e deve indagare su una sparizione, aiutato anche da Mauro Di Francesco in versione Kurt Russel di 1997: Fuga da New York.

 

 

Nella loro filmografia trova spazio anche la commedia romantica, con Amarsi un po’ (1984) in cui il borgataro  Claudio Amendola e la principessa Tahnee Welch vogliono stare insieme. La storia delle storie d’amore sognata dall’italiano medio.

Ma è stato il 1983 l’anno della svolta. Dopo un paio di film comici con protagonista Abatantuono (Eccezzziunale… veramente e Viuuulentemente mia), i Vanzina mettono a segno i due film più importanti del cinema italiano anni ’80: Sapore di Mare e Vacanze di Natale.

 

 adkronos

 

L’estate e il Natale, i momenti di vacanza degli italiani che rivelano i loro comportamenti più intimi. Se Sapore di Mare (di cui abbiamo già parlato qui) era ambientato alla metà degli anni ’60 e aveva una colonna sonora a tema, Vacanze di Natale, già dalla prima sequenza di sci con Moonlight Shadow di Mike Oldfield, traccia una linea di demarcazione tra il prima e il dopo nell’iconografia del decennio. Occhio, Vacanze di Natale non è l’antesignano dei cinepanettoni, piuttosto un crudo spaccato di un mondo in cui l’apparenza è tutto, e inganna tutti.

 

Entrambi i film sono commedie amare, che danno il la alla diffusione della nostalgia, della retromania, che nei decenni successivi si impadronirà anche degli adolescenti, intenti a sentire la mancanza di tempi che non hanno neanche vissuto. È stato così quando, nell’opulenza tutta lustrini degli 80s abbiamo avuto il magone ripensando alla bellezza di Forte dei Marmi negli anni 60, in cui noi, piccoli all’epoca, non eravamo neanche nati. È così oggi, quando guardando Vacanze di Natale ci ricordiamo degli 80s come di un decennio di benessere, per quanto falso come le monete di legno.

 

 

Nel 1984, il film che sdogana l’ignoranza come virtù, con Don Buro interpretato da Christian De Sica in Vacanze in America , una poetica che ha fatto da base per mille e più pagine Facebook odierne, come quella Sesso, droga e pastorizia tanto odiata da Selvaggia Lucarelli.

 

 twitter

 

Gli anni 80, i Vanzina li conoscono bene e due film molto diversi tra loro, ne tracciano un profilo chirurgico: Sotto il vestito niente (1985) e Yuppies – I giovani di successo (1986). Il primo è un film atipico, un thriller ambientato nel mondo della moda e scopiazzato da Omicidio a luci rosse di Brian De Palma, in cui la Milano da bere emerge con tutti i suoi vizi, fondamentalmente gli stessi che nel secondo film sono declinati alla commedia: arroganza, maschilismo, potere, avidità e ostentazione.

 

 

Sul finire del decennio più idealizzato e meno ricordato, i Vanzina firmano l’autobiografia di Marina Ripa di Meana, I miei primi 40 anni, la storia vera di una bella donna che passa di potente in potente, a posteriori una parafrasi spietata dell’Italia d’epoca andreottiana – craxiana e presto berlusconiana.

In questo senso, nessuno ha descritto meglio la società italiana  in cui tanti di noi sono nati e cresciuti. Ogni film è una la tessera di un puzzle che una volta completato, diventa la guida per capire ridendo e scherzando, come siamo arrivati fino a qui.

 

 

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

5,00 €

SHOPPER "MI AMI Festival 2020"

Shopper ufficiale “MI AMI Festival 2020” grafica disegnata da Alkanoids. Bag bianca cotone con illustrazione multicolor. La shopper che avresti voluto acquistare. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Luca Zamoc

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Luca Zamoc Luca Zamoc è nato a Modena nel 1986. Sin da piccolo ha trovato ispirazione nei fumetti anni ‘80, nella Bibbia e nell’anatomia umana. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, dove ha conseguito un titolo in Graphic Design & Art Direction. Il suo lavoro abbraccia diversi media, dal digitale ai muri, passando all’inchiostro, carta e fumetto. Negli ultimi anni ha lavorato e vissuto in diverse città quali Milano, Berlino, Londra, Los Angeles, New York e Istanbul. Oggi vive e lavora a Barcellona. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
7,00 €

T-SHIRT "MI AMI Festival 2020"

T-shirt ufficiale  “MI AMI Festival 2020” grafica disegnata da Alkanoids, sul retro lineup artisti. 100% cotone con illustrazione multicolor, disponibile nella variante colore bianca o viola. La t-shirt che avresti voluto indossare. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
28,00 €

KIT "MI AMI Festival 2020"

KIT “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper un kit semi misti a scelta una lattina bevanda del desiderio Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

Agricane Serigrafia di DEM

Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
5,00 €

BEVANDA DEL DESIDERIO "MI AMI Festival 2020"

Lattina ufficiale “MI AMI Festival 2020”, grafica disegnata da Alkanoids. Contiene desiderio, come è giusto che sia fatene l'uso che preferite. La bevanda che avresti voluto bere.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.  
25,00 €

KIT GARDENER "MI AMI Festival 2020"

Kit GARDENER “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper due kit semi: un kit passiflora, peperoncino, melanzana e un kit mimosa, pisello, salvia Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

Locandina de "Il Film del Concerto" di Andrea Laszlo De Simone

Locandina numerata e autografata del Film del Concerto di Andrea Laszlo De Simone con l'Immensità Orchestra, in triennale di Milano. L'illustrazione originale della locandina è a cura di Irene Carbone, illustratrice e fumettista torinese con studi alla Scuola Internazionale di Comics, dal 2015 nel duo creativo Irene&Irene e da tempo coinvolta nel progetto Andrea Laszlo De Simone per la realizzazione delle copertine dei dischi "Immensità" ed "Ecce Homo", i video d'animazione "11:43" e "Sparite Tutti", oltre ad aver ideato la creatività della cover digitale di "VIVO". Per “Il Film Del Concerto” ha realizzato a mano un'opera che riconduce al migliore immaginario cinematografico di Federico Fellini. L'opera sarà stampata in pochissime copie in edizione limitata, autografate dagli artisti.  
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >