Compie 19 anni Sarabanda, il gioco musicale più allucinante della tv italiana

Gli anni ’90 e il gioco della musica in tv, quello che ha fatto cantare tutta l’Italia e che ha creato mostri che non potremo dimenticare mai

TV
di Simone Stefanini facebook 14 ottobre 2016 13:00
Compie 19 anni Sarabanda, il gioco musicale più allucinante della tv italiana

uomo-gatto enrico papi sarabanda youtube - Una sfida epocale

 

Era il 13 ottobre 1997, quando la trasmissione Sarabanda, in onda su Italia Uno e condotta da Enrico Papi, cambiava pelle e dopo un anno passato in versione varietà televisivo, diventava il gioco a premi che tutti abbiamo conosciuto. Siamo dunque negli anni della depressione naif, quella arrivata dopo i favolosi anni ’80 e poco prima della crisi mondiale.

In quel tempo (come direbbe l’evangelista Giovanni) in America era tutto un sobbollire di depressione gridata agli schermi di MTV, che raccoglieva le istanze del giovane Kurt Cobain e le restituiva al mondo incredulo.

In Italia invece, indietro di almeno 5 anni sulle cose della vita, si respirava sempre un clima di festa di paese, ben corroborato dalla messa in onda di Non è la Rai, del Karaoke di Fiorello e di tutte le altre trasmissioni che hanno favorito la scesa in campo di Silvio Berlusconi.

Mediaset cavalcava i primi vagiti di quella nostalgia infondata che è diventata il marchio di fabbrica dei millennials. Si pensi al testo de Gli anni degli 883: un giovane che rimpiange i tempi di quando era più giovane.

Fatto un rapido affresco del contesto, inoltriamoci nello specifico con una parola: mooooseca!

 

enrico papi sarabanda playstationforum

 

Enrico Papi, già principe dei paparazzi televisivi, faccia da studente di ingegneria che non vuol fare un cazzo, sorriso stampato in faccia, gel per capelli, occhio furbo. La parlantina che non si ferma mai.

Viene scelto per presentare Sarabanda e diventerà il suo più grande successo televisivo. In quel contesto, Papi è perfettamente a suo agio: canta, balla, fa il mattatore e inventa una nuova lingua tutta sua che però in breve entrerà nel vocabolario degli italiani del tempo e che viene lodata ancora oggi in una pagina Facebook ad hoc: Diventare ignoranti guardando Sarabanda con Enrico Papi.

 

 

Il gioco consisteva in una battaglia tra geni e folli, che dovevano indovinare le canzoni da alcuni indizi a dir poco esigui. Il Countdown, il Pentagramma, il Gong, i Sessanta secondi.

Due erano i giochi che lasciavano il pubblico col fiato sospeso: l’Asta musicale e il 7×30. Nel primo, i concorrenti partecipavano a un’asta al ribasso con le note della canzone, fino ad arrivare a veri e propri miracoli. Esempio tipico:

Papi – Dieci note a vostra disposizione, l’asta è aperta!

Concorrente XLa indovino con una!

[fa diesis a caso]

Concorrente XÈ chiaramente “Suggestioni di un ritorno in campagna” del Banco del Mutuo Soccorso, tratta da Garofano Rosso, pubblicato nel febbraio del 1976

Pubblico in sala e a casaSconcerto! Prodigio! Giubilo! Trionfo!

 

enrico papi sarabanda  giphy - L’Uomo Gatto la indovina con una

 

Il 7×30 era il gioco finale, il duello tra i due concorrenti finalisti per diventare campioni ed eventualmente vincere il montepremi finale. Una sfida epica in cui i due dovevano indovinare in men di 30 secondi 7 canzoni, dalla più semplice tipo Terra Promessa di Eros a quella impossibile, tipo un’oscura b-side in giapponese di un pezzo di Alberto Fortis, pezzo da lui stesso rinnegato.

Un gioco che riusciva a tenere tutta l’Italia col fiato sospeso e che ha regalato performance veramente sovrumane, come quella che vi mostriamo qui sotto.

 

Già, i concorrenti. Qualcuno lo ricorderete senz’altro, tipo il mitico Uomo Gatto, vero simbolo del programma. Papi era solito dare dei soprannomi ai concorrenti, facendoli diventare veri e propri supereroi, col costume e tutto. Una pratica che sulle prime sembrava curiosa, ma che alla lunga si rivelò troppo troppo infantile persino il pubblico di Italia Uno. Qualche nome: Fragolone, Ciuri Ciuri, Tiramisù, Testina, Allegria, Pikachu, Coccinella, Denghiu, Professore, Funghetto.

 

Il gioco s’ispirava a quelli ben più seriosi dei primi anni ’60, come Il Musichiere di Mario Riva e presentava più di una similitudine con Furore di Alessandro Greco, quiz musicale di Rai Due.

Sarabanda però, a differenza dei vari programmi di genere, è diventato un fenomeno di massa come mai prima e mai poi, un gioco in cui la musica era davvero presente, nonostante tutti gli artifici che tenevano in piedi lo show e che poi l’hanno portato alla chiusura.

Oggi sarebbe possibile un programma del genere, che unisce il trash a 24 carati con la musica? In molti dicono di no, che la tv è morta e che tutto è in mano agli Youtuber, ma se proprio un Rovazzi qualunque ha scalato ogni classifica col suo Andiamo a comandare e ne ha fatto un tormentone transgenerazionale, ascoltato dai nonni ai bambini, allora è chiaro che nulla è perduto per gli amanti della spazzatura.

Ma intanto che fine ha fatto Enrico Papi? Ultimamente l’abbiamo visto concorrere all’undicesima edizione di Ballando con le stelle e alla sesta edizione di Tale e Quale Show, tutti sulla Rai.

Allo show di Carlo Conti interpreta proprio Fabio Rovazzi. E se non è karma questo…

 

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