Sul Lago Maggiore, incastonato tra le montagne come un piccolo grande mare, si affaccia una città che custodisce uno dei segreti più affascinanti dell’arte mondiale: Arona, la città del San Carlone, la colossale statua che — secondo una leggenda tenacissima e storicamente documentata — avrebbe ispirato Frédéric Auguste Bartholdi nella progettazione della Statua della Libertà a New York. Un primato che rende Arona molto più di una graziosa cittadina lacustre: la trasforma in un tassello insospettabile della storia dell’arte globale.
Arona: la città più popolosa del Lago Maggiore
Arona è la città più popolosa tra quelle che si affacciano sul Lago Maggiore e, oltre ad avere il porto più grande, è quella turisticamente più attrattiva e tra le più interessanti della provincia di Novara. Il nome della città avrebbe un’origine celtica, derivando dalle radici art (monte) e on (acqua), con il significato di “monte sull’acqua“: una definizione che, guardando il panorama dal lungolago, risulta ancora oggi perfettamente calzante.
Le prime tracce storiche risalgono alla preistoria, mentre per via della sua posizione strategica Arona è stata una cittadina di primo piano dalle dominazioni romane sino al tardo Medioevo, crocevia di commerci e potere lungo la rotta che collegava il Nord Europa alla Pianura Padana.

Il San Carlone di Arona: la statua colossale che domina il lago
Il motivo principe per cui si visita Arona è probabilmente uno, ed è parecchio grande: la statua di San Carlo Borromeo. Denominato ufficialmente “Colosso di San Carlo Borromeo“, ma più comunemente chiamato Sancarlone o Sancarlòn in dialetto piemontese, è una statua alta oltre 30 metri — 23,4 metri la sola figura, su un piedistallo di 12 — situata nella frazione di San Carlo, sul Sacro Monte di San Carlo. La vistosa statua è realizzata in una lega di rame e bronzo e rappresenta una figura centrale per la storia locale e nazionale: quella della famiglia Borromeo, e di Carlo in particolare.
Chi era Carlo Borromeo e perché fu immortalato in una statua gigante
Nel 1538 ad Arona nacque Carlo Borromeo, futuro arcivescovo di Milano, il quale dedicò la sua vita non solo alla preghiera ma anche a riforme profonde per la Chiesa cattolica, distinguendosi per la sua azione durante la Controriforma e per l’assistenza alle popolazioni colpite dalla peste. Quando il cugino del santo, il cardinale Federico Borromeo, decise di onorarne la memoria dopo la canonizzazione, commissionò la costruzione di una statua nel paese di origine di Carlo: un’opera così imponente da poter essere vista anche dall’altra sponda del lago, visibile a chilometri di distanza come un faro di pietra e metallo sul Piemonte lacustre. I lavori, avviati nel 1614 su progetto di Cerano e portati a termine da Bernardo Falconi e Siro Zanella, si conclusero nel 1698: quasi un secolo di cantiere per un’opera destinata a durare secoli.
Il San Carlone di Arona e la Statua della Libertà: il legame che sorprende
Questa è la genesi di una statua che, secondo una leggenda solidamente radicata nella storiografia locale e internazionale, avrebbe ispirato direttamente Frédéric Auguste Bartholdi, l’architetto e scultore alsaziano che progettò la Statua della Libertà inaugurata a New York nel 1886. Il parallelismo non è casuale né superficiale: entrambe le opere sono statue colossali a figura intera, realizzate in metallo, posizionate su un piedistallo elevato e concepite per essere visibili da grande distanza — dal lago nel caso del San Carlone, dall’oceano nel caso di Lady Liberty.
Bartholdi era un viaggiatore instancabile e un profondo studioso delle tradizioni scultoree europee. Diversi storici dell’arte hanno rilevato come il Colosso di Arona rappresentasse, al momento della sua progettazione, uno dei pochissimi esempi al mondo di statua calpestabile dall’interno — i visitatori possono salire fino alla testa attraverso una scala interna — esattamente come la Statua della Libertà. Un dettaglio tecnico e simbolico che difficilmente può essere liquidato come semplice coincidenza. Arona, in questo senso, non è solo una città del Lago Maggiore: è, potenzialmente, la madre simbolica dell’icona americana per eccellenza.
Cosa vedere ad Arona oltre al San Carlone
Arona può rappresentare un’ottima gita fuoriporta, essendo un buon compromesso sia per chi vuole godersi il relax tipico del lago sia per chi vuole sgambettare in camminate in stile trekking, immerso nella natura all’aria aperta. Il centro storico offre un lungolago animato, mercati settimanali, ristoranti di pesce di lago e una vivace vita commerciale. Per i più curiosi, la salita al Sacro Monte di San Carlo — oggi Patrimonio UNESCO insieme agli altri Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia — regala una vista soffocante di bellezza sul Lago Maggiore e, nelle giornate limpide, sulle Alpi circostanti.
FAQ su Arona e il San Carlone
- Quanto è alta la statua del San Carlone di Arona?
- La statua misura 23,4 metri di altezza (la sola figura), su un piedistallo di circa 12 metri, per un totale di oltre 35 metri dal suolo. È una delle statue metalliche più grandi d’Europa.
- Il San Carlone di Arona ha davvero ispirato la Statua della Libertà?
- Secondo una tradizione storiografica ben documentata, Frédéric Auguste Bartholdi si sarebbe ispirato al Colosso di Arona per la Statua della Libertà, in particolare per la struttura calpestabile dall’interno e per la concezione di una figura monumentale visibile da grande distanza.
- Si può visitare il San Carlone dall’interno?
- Sì: i visitatori possono salire all’interno della statua attraverso una scala che porta fino alla testa, da cui si gode un panorama spettacolare sul Lago Maggiore.
- Arona è raggiungibile facilmente?
- Arona è collegata da Milano in circa un’ora di treno (linea Domodossola) e dispone di un’uscita autostradale sulla A26. È un punto di partenza ideale per esplorare il Lago Maggiore.
- Il Sacro Monte di Arona è Patrimonio UNESCO?
- Sì, il Sacro Monte di San Carlo ad Arona fa parte del sito seriale UNESCO “Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia”, riconosciuto per il suo eccezionale valore paesaggistico e culturale.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.






