A Roma, tra maggio e giugno 2025, Roma Capitale ha aperto lungo il Tevere cinque nuovi parchi d’affaccio fluviali, dal tratto tra Ponte del Risorgimento e Ponte Matteotti fino a Ostia Antica e al Foro Italico. L’obiettivo è chiaro: ricucire il rapporto tra la città e il fiume grazie ai fondi giubilari e trasformare il lungofiume in un parco fluviale lineare, continuo, accessibile e più vissuto. Prima ancora che urbanistico, è un cambio di sguardo. Il fiume, per anni considerato un margine, prova a tornare al centro della vita urbana.
Da barriera urbana a dorsale verde: il progetto di Roma Capitale lungo il Tevere
Il punto del progetto è tutto qui: fare del Lungotevere non più una frattura tra quartieri, ma una dorsale verde capace di tenere insieme spazi pubblici, mobilità dolce e aree naturali. Secondo quanto comunicato da Roma Capitale, i cinque interventi realizzati con i fondi del Giubileo fanno parte di un unico disegno, distribuito in zone diverse della città ma legato dalla stessa idea di uso del fiume. Camminare, pedalare, fermarsi, scendere verso l’acqua. Più facilmente di prima.
L’intervento arriva in una zona che per anni ha fatto i conti con abbandono, accessi complicati e poca continuità. Adesso il Tevere urbano viene ripensato come uno spazio da vivere ogni giorno, non solo come un paesaggio da guardare dall’alto dei muraglioni. Il progetto punta a legare il fiume alla vita dei quartieri, con percorsi ciclopedonali, aree di sosta e collegamenti tra centro, periferia e litorale. Una linea che unisce. E che prova a cambiare anche il modo in cui si usa la città.
Le cinque oasi una per una: Navi, Acqua Acetosa, Ostia Antica, Ponte Milvio e Foro Italico
Il primo ad aprire è stato il Parco Oasi Naturalistica Lungotevere delle Navi, ex Oasi WWF, nel tratto tra Ponte del Risorgimento e Ponte Matteotti. Qui il cuore dell’intervento è un camminamento in legno di 570 metri, con piazzole per la sosta e attività didattiche, dentro un’area di grande valore naturalistico nel pieno della città.
Il 10 maggio 2025 è stata poi inaugurata l’area del Parco dell’Acqua Acetosa, che con i suoi 8,5 ettari viene indicata come il più esteso parco lineare fluviale d’Europa. L’ingresso è da via del Foro Italico e lungo il percorso si trovano cinque terrazze panoramiche sul Tevere, oltre alla pista ciclabile che attraversa tutta l’area. Prima dell’apertura, però, c’è stato il lavoro di bonifica.

Il 17 maggio 2025 è toccato al Parco di Ostia Antica, collegato direttamente al Parco Archeologico di Ostia Antica. Qui c’è un percorso ciclopedonale ad anello di oltre 700 metri che passa in mezzo a una vegetazione fluviale fitta, con oltre 300 alberi e 550 piante aromatiche e ornamentali. Non c’è solo il verde: nell’area vengono segnalati volpi, istrici, donnole, lepri, cinghiali, caprioli, oltre ad aironi rossi, falchi di palude e tartarughe d’acqua. C’è anche un attracco per battelli, un dettaglio tutt’altro che secondario, perché mette in collegamento il parco con il centro di Roma.
Il 10 giugno 2025 è stato aperto il Parco Oasi di Ponte Milvio, sulla sponda destra tra Ponte Milvio e Ponte Flaminio. Ci sono sentieri su passerelle di legno, vegetazione igrofila, ma anche tracce evidenti del passato: un cippo terminale del 52 a.C., antichi argini in tufo, un tratto della via Flaminia con basolato imperiale e una pavimentazione in sanpietrini del Novecento. L’ultimo tassello è il Parco del Foro Italico, inaugurato il 18 giugno 2025, con un taglio più sportivo, accanto allo Stadio dei Marmi e allo Stadio Olimpico.
Bonifiche, piste ciclabili e battelli: i numeri della nuova fruibilità del lungofiume
I numeri aiutano a capire la portata dell’intervento. Nel solo Parco dell’Acqua Acetosa sono state rimosse oltre 4.700 tonnellate di rifiuti; poi sono stati piantati 2.000 arbusti e 100 alberi. A Ostia Antica le nuove piantumazioni superano le 850 unità tra alberi, specie aromatiche e ornamentali. Al Lungotevere delle Navi, invece, il dato più evidente è la passerella da 570 metri, mentre a Ostia il percorso ad anello supera i 700 metri.
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C’è poi il capitolo della mobilità dolce, uno degli assi portanti del progetto. Diversi parchi sono collegati alla pista ciclabile del Tevere, e il collegamento via acqua a Ostia Antica riporta in primo piano anche il trasporto fluviale, che a Roma torna a farsi vedere a fasi alterne ma resta un tema strategico. Il risultato, almeno nelle intenzioni del Campidoglio, è una fruizione meno occasionale del fiume: non soltanto la passeggiata della domenica, ma una vera infrastruttura urbana da usare tutti i giorni.
Biodiversità, sport e sicurezza: quali effetti attesi per quartieri, residenti e turisti
Gli effetti attesi riguardano insieme ambiente urbano, qualità dello spazio pubblico e capacità di attrazione. Nei nuovi parchi sul Tevere la presenza di aree naturali, essenze fluviali e fauna selvatica viene letta come una spinta alla biodiversità dentro una città fortemente costruita. A questo si aggiunge la funzione sociale: panchine, terrazze, passerelle, attrezzature e accessi più chiari rendono gli argini meno isolati e più frequentati.
Nel Parco del Foro Italico, per esempio, sono stati installati attrezzi professionali per il fitness, nuove sedute lineari e un sistema di illuminazione pensato per aumentare la sicurezza anche nelle ore serali. A Roma è un punto che pesa. Più luce, più presenza, più uso regolare degli spazi. Per i residenti vuol dire avere un affaccio sul fiume davvero praticabile; per i turisti, soprattutto nelle zone centrali e a Ostia Antica, vuol dire trovare un percorso diverso dal solito circuito monumentale.
La scommessa, in fondo, è tutta qui: fare del Tevere una parte viva della città, non uno sfondo. Se il sistema dei cinque parchi reggerà alla manutenzione, ai flussi e all’uso quotidiano, il lungofiume potrà diventare davvero una nuova infrastruttura verde di Roma. Non un episodio isolato, ma un pezzo stabile del paesaggio urbano.




