A poca distanza dalla Capitale esiste un angolo che ogni estate si guadagna paragoni esotici, tra una natura intatta e una storia millenaria.
Il posto in questione è il Laghetto di San Benedetto, a Subiaco, nel cuore del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini. Lo chiamano le Maldive del Lazio o i Caraibi di Roma per il colore dell’acqua, che nelle giornate di sole passa dal verde smeraldo all’azzurro intenso, complici le rocce calcaree e la vegetazione di faggi, pioppi e salici che lo circonda. A renderlo così limpido e fresco è il fiume Aniene, che lo alimenta insieme a una piccola cascata naturale.
Il Paradiso nel cuore del Lazio da visitare in estate
Raggiungerlo è sorprendentemente facile. Da Roma si percorre l’autostrada A24 con uscita a Vicovaro, e in meno di un’ora di auto si arriva a Subiaco. Da lì un sentiero immerso nel bosco, lungo circa due chilometri, conduce allo specchio d’acqua con una passeggiata di una mezz’ora alla portata di tutti, tra ponticelli e scorci panoramici. L’accesso è regolamentato per tutelare il luogo, con un biglietto simbolico di pochi euro che serve anche a contenere l’afflusso nei weekend estivi, quando i romani in cerca di refrigerio prendono d’assalto la zona.

Chi pensa a un tuffo deve però mettere in conto qualche dettaglio. Il fondale è roccioso e l’acqua, per quanto invitante, resta piuttosto fredda anche in piena estate, vista la sua origine fluviale. Servono scarpe chiuse e un minimo di prudenza sui tratti scivolosi del sentiero. Più che una spiaggia tropicale, insomma, è un’oasi di pace dove rinfrescarsi e staccare la spina, lontano dal caos cittadino.
Il valore del posto, però, non è solo paesaggistico. Siamo nei luoghi dove San Benedetto sviluppò la sua spiritualità, e la zona è disseminata di testimonianze straordinarie: il Monastero di Santa Scolastica e il Sacro Speco, gioielli dell’architettura monastica, meritano da soli la gita. Lo specchio d’acqua, inoltre, affonda le radici nell’antichità romana: faceva parte dei Simbruina Stagna, i laghetti che l’imperatore Nerone fece costruire per la sua villa, di cui oggi sopravvivono pochi resti. Questo, a quanto pare il suo preferito, è l’unico rimasto.
La visita al laghetto diventa così l’occasione per scoprire Subiaco, borgo che intreccia natura, fede e cultura. Una cittadina legata in modo profondo alla storia della stampa: qui, nel Quattrocento, due allievi di Gutenberg installarono la prima tipografia italiana, e proprio nel 2025 Subiaco ha ottenuto il titolo di Capitale italiana del libro. Un riconoscimento che racconta quanto, dietro l’immagine da cartolina tropicale, ci sia molto di più.
Per chi vive a Roma e dintorni, è la meta ideale per una gita fuori porta a costo quasi zero. Il consiglio, se si vuole godere dell’atmosfera senza la ressa, è evitare le ore centrali dei weekend di luglio e agosto e puntare sulle prime ore del mattino, quando il silenzio del bosco e i riflessi dell’acqua restituiscono davvero la sensazione di essere altrove





