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Home Viaggi

Vicino Bologna la polizia ha trovato una valigia degli anni sessanta che ha viaggiato nel tempo

by Gabriele Ferraresi
31 Agosto 2016
in Viaggi
valigia anni sessanta bologna

 

Non ne ho idea, non ho cercato: ma mi piace però pensare che la Stazione di Alto Reno – già Porretta Terme – in provincia di Bologna, sia stata demolita completamente da un evento tragico qualche decennio fa. Un bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale? Chissà. O forse semplicemente demolita negli anni sessanta, per far posto al progresso.

E ricostruita in quell’anno dalle fondamenta. Moderna, nuova, un inno al boom economico e ai lavori pubblici tra Bologna e Pistoia. Costruita sulle macerie della stazione precedente, a quel punto cancellata dalla memoria, come capita a tutti i “prima” sostituiti dai “poi”. Mi piace pensare che ancora oggi non sia particolarmente trafficata di passeggeri quella stazione.

In fondo per un buon motivo: c’è un solo treno per viaggiare nel tempo.

La Stazione di Alto Reno demolita infatti a volte ritorna. E così nel 2016 raccoglie le poche forze rimaste e prende il posto di quella reale: la cancella. Alto Reno è una di quelle stazioni fantasma che tornano a vivere in una notte di nebbia d’inverno, o di fine estate, tornano a essere quello che erano davvero per poi scomparire dopo un quarto d’ora esatto.

Una sola volta all’anno passano da lì i viaggiatori del tempo: scendono dal treno, accendono una sigaretta, attraversano il salone ed escono. Qualcuno si ferma a prendere un caffè al bar della stazione dove i giornali sono fermi al 22 aprile 1962, e di sicuro qualcuno beve un cordiale e sfoglia una copia de L’Unità mentre il macchinista – temponauta passeggia sulla banchina.

Qualcuno però a volte dimentica qualcosa.

 

Mi piace pensare quindi che la valigia smarrita qualche giorno fa alla Stazione Alto Reno di cui parla la pagina Facebook Agente Lisa – una pagina della Polizia di Stato, non di fan fiction dedicata a Stephen King – abbia proprio fatto questo viaggio, e sia arrivata da un giorno qualunque degli anni sessanta, scordata da qualche viaggiatore distratto che si era fermato a prendere un cordiale prima di ripartire.

Perché cosa contiene quella valigia? L’Agente Lisa precisa che “La valigia è ben tenuta ma risalente agli anni ’60, come anche il suo contenuto, vestitini da neonata, puliti, piegati e ordinati, divisi per sacchetti. Tutto però di moda negli anni’60, appunto. Ma nuovi, come se fossero comprati ieri e riposti con cura come farebbe una mamma con gli abiti della sua bimba“. Bellissimo. Osserviamo bene l’immagine.

La forma, il disegno, la fodera della valigia sono un viaggio nel tempo già di loro e ci fanno tornare alle vacanze dei nostri nonni, il sacchetto di plastica messo in piedi dal poliziotto dove si intravede la scritta “Misto lana” in un font proveniente da decenni fa. La plastica, ingiallita come le pagine di un libro è secca, come quelle che troviamo in cantina o in certi sgabuzzini dimenticati delle case di villeggiatura. Tutto congiura per una bellissima storia di fine agosto.

Perché sono tante le porte che potremmo aprire a questo punto. Al di là del ritrovamento, del fatto di cronaca, del piccolo e meraviglioso mistero di provincia, sono tantissimi gli “e se?” da immaginare a questo punto.

E se un viaggiatore del tempo fosse stato costretto a fuggire? Magari un ladro. Un piccolo truffatore anni sessanta che ora vaga, scoperto dal capotreno, in un altro tempo. Che cosa farebbe bel 2016? O ancora: se qualcuno avesse voluto fuggire dal viaggio per vivere nel nostro tempo? Una viaggiatrice: magari costretta a scappare da quel treno. Oppure una giovane mamma che doveva raggiungere la figlia, la figlia non ancora nata nel 1962, certamente… e incontrarla adulta.

Oppure sempre quella mamma voleva salvarla da qualcosa, o da qualcuno che l’avrebbe aggredita nel nostro tempo.

Ancora: una giovane mamma che è stata costretta a lasciare la neonata sul treno che viaggia nel tempo e ora vaga disperata nel nostro tempo, pregando che arrivi presto un’altra corsa. Ma perché ha dovuto scendere? Perché non ha potuto tornare in carrozza? Che cosa la costringeva a starsene nel 2016, invece che nel 1962?

Forse doveva incontrare se stessa, mettersi in guardia da qualcosa. Forse aveva saputo nel passato che oggi, 2016, sarebbe successo qualcosa di terribile. Oppure, che quel qualcosa di terribile, sarebbe iniziato ad accadere proprio oggi…

Potremmo andare avanti per ore: ignorando che magari, come qualcuno suggerisce nei commenti del post Facebook, è solo la valigia dimenticata di qualcuno che andava al Summer Jamboree, una manifestazione di nostalgici degli anni cinquanta e sessanta, terminata però la prima settimana di agosto.

Ma è una spiegazione che non regge: è molto più bello credere al viaggio nel tempo.

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Gabriele Ferraresi

Gabriele Ferraresi

Lavoratore intellettuale salariato

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