Lunedì 1 giugno, intorno alle 20, nel cortile di via Trasaghis sono spuntati sei cinghiali, tra le auto in sosta e l’ingresso dei garage, proprio sotto un condominio dove vivono centinaia di persone. Questa volta non era un animale solo: con l’adulto c’erano cinque cuccioli, ripresi e fotografati dai residenti mentre si muovevano con disinvoltura in uno spazio che dovrebbe essere pienamente urbano.
Tra le auto e davanti ai garage: i residenti filmano la famiglia con cinque cuccioli
Le immagini circolate tra i condomini raccontano bene la situazione. I piccoli, con il manto striato, hanno poche settimane e seguono l’adulto tra il cortile e la rampa del garage, in un’area dove passano macchine, rientrano famiglie, giocano bambini e si incrociano persone di ritorno dal lavoro. È questo l’aspetto che pesa di più: non solo la presenza dei cinghiali, ma il fatto che ormai entrino negli spazi abitati come se fossero una naturale estensione del loro territorio. Chi vive nel palazzo lo sa: basta un incontro troppo ravvicinato, un cane al guinzaglio, una manovra improvvisa o qualcuno che si avvicina ai cuccioli per far salire la tensione in pochi istanti.
Dal maxi avvistamento del 2023 al nuovo branco: perché via Trasaghis resta un punto critico
Via Trasaghis non è nuova a episodi del genere. Già nel 2023 era stato segnalato un grosso esemplare che per giorni aveva grufolato tra i vasi del condominio all’altezza del civico 18, coinvolgendo di fatto circa 180 famiglie, che si avvisavano nelle chat di zona tra stupore e paura. Nello stesso anno, una residente aveva parlato addirittura di una decina di cinghiali sulla rampa del garage. Il ritorno di questi giorni, dopo un periodo più tranquillo, conferma che quel tratto resta esposto. I motivi sono solo in parte chiari: da una parte la specie è tornata ad aumentare dopo catture e interventi di contenimento legati anche alla peste suina; dall’altra, in quartieri di confine come Labaro, il limite tra città e aree verdi resta molto più fragile di quanto si dica. Regione e Comune hanno annunciato un’azione più coordinata per il controllo della specie, ma per chi apre il portone e si ritrova i cinghiali sotto casa il problema, al momento, è tutto fuorché teorico.




