Questo scienziato si fa pungere dagli insetti per elaborare una scala di dolore

Quale miglior modo di farlo se non attraverso un’esperienza diretta dei fatti?

Animali
di Marcello Farno 20 giugno 2016 10:22
Questo scienziato si fa pungere dagli insetti per elaborare una scala di dolore

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Justin O. Schmidt è un entomologo americano, che studia il mondo degli insetti da più di 50 anni. Ha speso larga parte della sua carriera cercando di codificare il dolore associato alle punture delle differenti specie di insetti, e quale miglior modo di farlo se non attraverso un’esperienza diretta dei fatti?

Schmidt negli anni ha infatti girato il mondo facendosi pungere da circa 80 diversi tipi di insetti. 80 punture che lo hanno aiutato ad elaborare un vero e proprio indice del dolore che prende il suo nome, lo Schmidt sting pain index.

 

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Nell’indice Schmidt misura il dolore attraverso dei valori numerici che vanno da 1 a 4. Per fare degli esempi, alla base della classifica si trova la formica di fuoco, originaria del Sud America, il cui valore della puntura è riconosciuto da Schmidt come 1. Il valore medio, il 2, è associato alla puntura di un’ape comune, mentre alle estremità dell’indice, caratterizzati quindi dal valore massimo, il 4, si trovano la formica proiettile e la vespa pompilide, conosciuta anche come falco delle tarantole.

 

puntura insetto dolore  “Il dolore provocato da una puntura della formica proiettile” – racconta Schmidt – “è puro, intenso e brillante. Come camminare sulla brace ardente con un grosso chiodo infilato nel tallone”.

 

Il dottor Schmidt ha recentemente raccolto tutte le sue esperienze in un libro, The Sting of the Wild, che è da più parti considerato come una delle più affascinanti pubblicazioni di carattere scientifico dell’ultimo anno.

All’interno del libro Schmidt racconta con estrema dovizia di particolari ogni suo singolo incontro con i pungiglioni dei più diversi insetti. “Il dolore che si prova venendo punti da un’ape” – spiega Schmidt – “è simile a quando si mette la mano su una stufa accesa. Al contrario però la puntura dell’ape non fa gravi danni, si può avere un po’ di gonfiore, del prurito, ma nessun tipo di cicatrice o di danno reale alla nostra pelle. Questo significa che le punture degli insetti sono una specie di imbroglio. Si pensa comunemente che ci sta succedendo qualcosa di veramente grave, eppure non è così. Essi non fanno altro che vincere una guerra psicologica contro di noi“.

Nel 2015 Schmidt ha vinto il Premio Ignobel, il riconoscimento parodia del Nobel, assegnato annualmente a dieci ricercatori autori di ricerche strane e divertenti ma che danno anche da pensare. Il suo intento non è solo quello di costruire un corpo di conoscenze all’interno della scienza entomologica, ma anche di aiutarci a capire che cos’è veramente il dolore, imparando a riconoscerlo senza lasciarsene superficialmente soggiogare.

FONTE | fivethirtyeight

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