A Roma, nel quadrante est della città, sabato 6 e domenica 7 giugno 2026 il Prologis Park La Rustica di via Osvaldo Licini 12 aprirà al pubblico con visite guidate gratuite dedicate alla urban art contemporanea. Un’iniziativa che mette insieme arte, logistica e territorio e che, per la prima volta nella capitale, porta i visitatori dentro un parco industriale trasformato in galleria a cielo aperto. L’appuntamento è alle 18, con ingresso su prenotazione, e ruota attorno alle opere di MACS, Ale Senso e RAME13, tre nomi già noti nel panorama italiano del muralismo e dell’arte urbana.
Il 6 e 7 giugno il parco apre alla città: orari, prenotazione e come partecipare ai tour gratuiti
I tour gratuiti al Prologis Park La Rustica sono in programma nelle serate di sabato 6 giugno e domenica 7 giugno, dalle ore 18.00, e sono aperti al pubblico su prenotazione attraverso la piattaforma indicata dagli organizzatori. L’ingresso è in via Osvaldo Licini 12, nel polo logistico della Rustica, una zona che di solito si attraversa per lavoro o in macchina, quasi mai per una visita culturale. Questa volta, invece, il copione cambia. I visitatori saranno accompagnati lungo il percorso dentro uno spazio normalmente dedicato alla movimentazione delle merci, ma letto con un altro sguardo, più attento, più lento. Da Prologis, partner dell’iniziativa, l’idea viene presentata come un modo per “aprire il parco alla città” e mostrare come anche un luogo operativo possa creare relazione, non solo passaggio.
Meta-Anfora, Spazio, tempo e fantasia e The Bridge: così le opere cambiano volto a Prologis Park La Rustica
Il centro del progetto sono le opere monumentali firmate da Ale Senso, MACS e RAME13, interventi che hanno cambiato l’aspetto di serbatoi, muri e strutture industriali del parco. Tra i lavori più riconoscibili c’è Meta-Anfora di Ale Senso: un serbatoio antincendio trasformato in una grande anfora che richiama l’estetica greca antica e dialoga con la memoria archeologica della zona. L’effetto è immediato, ma il richiamo va oltre l’immagine: dentro ci sono scambio, memoria e passaggio tra epoche.

Con Spazio, tempo e fantasia, MACS costruisce invece un racconto più fitto, dove si intrecciano Roma, il cinema italiano, la relatività e l’immaginazione. È un’opera piena di rimandi, che non si lascia leggere tutta insieme. Bisogna fermarsi, tornare sui dettagli, seguire simboli e immagini che si rincorrono sulla superficie industriale come su una grande parete narrativa. Il percorso si chiude con l’universo di RAME13, affidato alle figure di Nut, Seshat e al grifone di The Bridge, dove mito, femminilità e dimensione onirica diventano la chiave per rileggere lo spazio. Più che una decorazione, è una vera riscrittura del luogo.
Dall’archeologia alla logistica: il legame con il territorio e la storia della Rustica
Uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa è il rapporto tra il parco logistico della Rustica e quello che gli sta intorno: infrastrutture di oggi, ma anche tracce molto più antiche. Il riferimento più diretto è al vicino sito archeologico della Rustica, richiamato da Meta-Anfora e, più in generale, dall’idea di far convivere tempi diversi dentro lo stesso paesaggio urbano. Da una parte ci sono capannoni, piazzali e mezzi in movimento. Dall’altra resta la storia lunga di un’area periferica che conserva ancora un legame con la campagna romana e con i suoi strati.
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È proprio in questo incrocio che il progetto prova a trovare il suo senso. Non un’arte calata dall’alto, almeno nelle intenzioni dichiarate, ma un intervento che prende i segni del posto e li rimette in circolo. La Rustica, quartiere spesso raccontato come punto di cerniera tra città e margine, qui diventa uno spazio da leggere in modo diverso. Le opere non cancellano la natura industriale del sito. La mettono in evidenza. Semmai la spostano verso un’altra funzione. E il fatto che i tour partano nel tardo pomeriggio, quando la luce cambia e il parco rallenta, aggiunge un elemento concreto all’esperienza: il paesaggio è quello di sempre, ma visto da un’altra angolazione.
Da hub industriale a spazio culturale: l’arte urbana esce dai circuiti più tradizionali
Il punto più forte dell’iniziativa sta forse proprio qui: nel tentativo di portare la urban art fuori dai circuiti tradizionali, lontano dai musei ma anche oltre la formula più consueta del murale inserito nel tessuto residenziale. In questo caso il supporto è un hub logistico, cioè un luogo nato per essere funzionale. Aprirlo a visite guidate pubbliche significa cambiare, almeno per un momento, il modo in cui viene percepito. Non più soltanto area tecnica, ma spazio da attraversare con attenzione, seguendo un percorso e una lettura.
Il progetto, per come viene raccontato, insiste su questo passaggio: gli spazi della logistica possono diventare anche luoghi capaci di produrre cultura, bellezza e connessione con il territorio. Una scommessa che si misurerà con la risposta del pubblico, con la qualità delle visite e con la capacità di far dialogare davvero persone diverse tra loro. Ma il segnale è chiaro. In una città dove l’offerta culturale si concentra spesso nei luoghi già noti, portare l’attenzione in un’area produttiva della periferia est significa anche spostare il baricentro. Per due sere, almeno, Prologis Park La Rustica non sarà soltanto un indirizzo operativo: diventerà un posto da vedere.




