A Roma, nella notte di venerdì 31 maggio, durante le prove generali della parata del 2 Giugno nella zona di Caracalla, un istruttore della polizia locale di 51 anni ha ammesso di aver acceso una batteria di botti. È da lì, secondo la prima ricostruzione, che è partita la fuga dei cavalli: quattro feriti e quindici animali lesionati il bilancio. Una bravata, viene descritta così nelle prime ore, che adesso però apre per l’uomo un fronte pesante, sia sul piano disciplinare sia su quello penale. Anche perché in Campidoglio era entrato da poco, soltanto nel 2025.
Caracalla, la notte dei botti e il caos durante le prove del 2 Giugno
Tutto è successo nell’area delle Terme di Caracalla, mentre erano in corso le prove della parata del 2 Giugno. I cavalli impiegati per la cerimonia, spaventati dall’esplosione dei fuochi, si sono agitati di colpo e in pochi attimi la situazione è sfuggita di mano. Il bilancio, per ora, parla di quattro persone ferite e di quindici cavalli con lesioni alle zampe. Un episodio tutt’altro che marginale, anche per il contesto in cui è avvenuto: una prova ufficiale, in una zona delicata della città, alla vigilia di una delle celebrazioni più controllate dell’anno.
La notizia ha avuto un effetto immediato anche dentro la polizia locale di Roma Capitale. Nei reparti se n’è parlato fin dalle ore successive, tra stupore e irritazione. Chi conosce l’ambiente racconta di un clima pesante, reso ancora più teso dal momento e dal luogo in cui tutto è accaduto. Difficile, in queste condizioni, liquidare l’episodio come un semplice gesto di leggerezza senza conseguenze.
Chi è il 51enne del Gpit: dagli impianti termici alla polizia locale nel 2025
L’uomo oggi in servizio al Gpit, il Gruppo pronto intervento traffico, è un 51enne con un percorso lavorativo molto lontano da quello della sicurezza urbana. Dopo il diploma preso in un istituto tecnico della zona di Bravetta, ha lavorato a lungo nel privato: prima nel settore degli impianti elettrici, poi nella gestione e manutenzione di impianti termici. Più un piccolo imprenditore che un uomo in divisa.

La svolta è arrivata da poco. Nel 2025 ha partecipato al concorso per vigile urbano ed è stato assunto da Roma Capitale, per poi essere destinato al reparto dei motociclisti. Tra le sue passioni, a quanto riferito da chi lo conosce, ci sono le moto e le immersioni subacquee. Ha tre figli e, sempre secondo persone vicine al suo ambiente, nelle ultime ore avrebbe iniziato a cercare un legale. Sul piano personale viene raccontata anche una forte tensione in famiglia dopo quanto accaduto, con una lite con la moglie successiva alla diffusione della notizia.
La confessione, i feriti e gli altri accertamenti: nel mirino anche altri colleghi
Il punto più pesante, per chi indaga, è la confessione. Il vigile istruttore avrebbe ammesso di essere stato lui ad accendere la batteria di botti. Un passaggio che ha dato una direzione precisa agli accertamenti, ma che non chiude ancora del tutto il quadro. Perché, da quanto emerge, ci sarebbero almeno altri tre colleghi su cui si stanno concentrando le verifiche, tra appartenenti ai carabinieri e alla stessa polizia locale. E il numero, viene spiegato, potrebbe anche salire.
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Resta da capire se ci siano state complicità, presenze consapevoli oppure omissioni. Al momento non ci sono elementi pubblici per andare oltre, e la prudenza resta necessaria. La sequenza dei fatti, però, è chiara: i botti sono stati esplosi in un luogo pubblico, in un’area sensibile, durante una prova ufficiale, e da lì è partita la reazione degli animali. È in quel momento che prende forma tutto il resto: i feriti, i danni, le possibili responsabilità di chi era lì.
Sospensione e inchiesta: le possibili accuse dopo i botti a Caracalla
Per il 51enne del Gpit adesso si profila un doppio percorso. Da una parte quello interno all’amministrazione, con una possibile sospensione dal servizio. Dall’altra quello giudiziario, che potrebbe portare a contestazioni come lesioni colpose aggravate, danneggiamento ed esplosioni non autorizzate in luogo pubblico. Sono le ipotesi emerse finora nelle ricostruzioni e che dovranno essere valutate dagli inquirenti sulla base degli atti e delle testimonianze.
La sua posizione, in ogni caso, appare già seria. La definizione precisa delle accuse dipenderà dagli approfondimenti, ma il peso dell’episodio è evidente. Quella che doveva essere la stagione della stabilità dopo l’ingresso nella polizia locale rischia invece di trasformarsi in un punto di rottura. La notte di Caracalla, tra cavalli in fuga, feriti e botti accesi per gioco o per leggerezza, può segnare in modo netto il futuro professionale dell’uomo.





