I migliori film sull’adolescenza dagli anni ’80 a oggi

Dai Goonies a Boyhood, passando per Breakfast Club e Super 8, tutti i film sul passaggio dall’adolescenza all’età adulta

Cinema
di Simone Stefanini facebook 16 ottobre 2017 14:47
I migliori film sull’adolescenza dagli anni ’80 a oggi

“Non ho più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Ma diamine, chi li ha avuti?” – Stand By Me

“Ogni adolescenza coincide con la guerra” – Tre allegri ragazzi morti

 

L’adolescenza è una brutta bestia, che tutti devono affrontare per vincere un biglietto di sola andata per il mondo degli adulti. Che premio schifoso, direte voi, e avete ragione. I film sull’adolescenza la ritraggono impietosamente e dolcemente, proprio per quella che è. Alla fine della pubertà si esce cambiati nel fisico e nella testa, niente più riccioli al vento, corse spensierate o tiri al pallone tra le macchine parcheggiate in doppia fila.

Il sesso e le questioni dei grandi irrompono a squarciare la diga e tutta l’acqua che stagnava tracima. A volte va tutto bene e il passaggio è indolore, altre volte ci si rimane sotto e il bagaglio di disagio ce lo si porta appresso per tutta la vita, come una zavorra che ci tiene incollati al terreno e non ci fa volare mai. Le amicizie, i primi baci e i misteri, l’adolescenza nella migliore delle ipotesi è questa e ci sono mille e mille film dai quali imparare a comportarsi nel periodo di mezzo.

Con l’uscita di IT di Andres Muschietti, tratto da Stephen King, torna di prepotenza il genere di film di formazione: quell’avventura che cambia le carte in tavola, dopo cui nessuno sarà più lo stesso. Se vi guardate indietro, avrete senz’altro un ricordo indelebile di com’era prima che cambiasse tutto, prima che arrivasse quel mostro che si chiama vita da grandi.

Abbiamo scelto 15 film che in un modo o nell’altro, hanno raccontato l’adolescenza.

 

15) Super 8

Film imperfetto di J.J. Abrams del 2011, prodotto da Steven Spielberg, che ha dato il la a tutte le nuove produzioni in stile anni ‘8o con i bambini e i mostri, su tutte la serie tv Stranger Things ma anche il nuovo IT. Bello tutto il primo tempo, i ragazzi sono bravi e Elle Fanning svetta, poi tutto si perde un po’ nel finale. Riassunto: un gruppo di adolescenti deve vedersela con un alieno gigante, tra primi amori, tanta avventura e cinque milioni di effetti speciali.

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14) Scuola di mostri

Il regista Fred Dekker nel 1987 firma un vero cult con tutti i cliché del genere: un gruppo di adolescenti appassionati di film dell’orrore deve vedersela con i mostri classici dei film in bianco e nero: Dracula, Frankenstein, la mummia, il mostro della palude e il lupo mannaro. Il bene trionferà, dopo un sacco di fatica. Menzione d’onore alla maglietta rossa di uno dei ragazzi, con la scritta gialla Stephen King Rules.

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13) Tomboy

Una storia d’adolescenza totalmente diversa dai cliché di genere è girata nel 2011 da Céline Sciamma. In questo caso la protagonista è una bambina di 10 anni che si veste da maschio per essere accettata dai compagni. Un racconto delicato sull’identità sessuale e sull’amicizia, per un film piccolo, dal budget minimo che però scuote le coscienze come un terremoto. Seguendo la propria verità interiore non si può sbagliare, mai.

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12) Ragazzi perduti

L’horror del 1987 diretto da Joel Schumacher è diventato subito un classico del genere. Ragazzi contro vampiri metropolitani, colonna sonora da sballo (cercatela su Spotify e date vita a un parti ’80s) e i due Corey più famosi degli anni ’80: Haim e Feldman, insieme a un cattivissimo Kiefer Sutherland, danno vita a un film cupo e avventuroso, che merita di essere visto ad ogni replica.

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11) Carrie – lo sguardo di Satana

Uno dei migliori adattamenti da un romanzo di Stephen King è firmato Brian De Palma ed è Carrie del 1976 (eccezione della lista, che conferma la regola). Una ragazza strana, con un sacco di problemi, che viene presa di mira dai bulli della scuola in maniera brutale e quando torna a casa trova una madre bigotta. Il giorno più bello della sua vita le faranno uno scherzo talmente crudele da far esplodere nella ragazza dei poteri paranormali che scateneranno l’inferno. Ottime interpretazioni di Sissi Spacek e di un giovanissimo John Travolta. Pioggia di sangue.

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10) Jack Frusciante è uscito dal gruppo

L’adolescenza, sezione Italia negli anni ’90. Tratto dal romanzo di Enrico Brizzi, questo film di Enza Negroni (1996) che ha recentemente passato il traguardo dei 20 anni, è il riassunto delle gioie e dei dolori dei ragazzi bolognesi nell’era del grunge e delle occupazioni. La storia d’amore tra Alex e Aidi ha segnato almeno due generazioni, compresa la carriera di Stefano Accorsi e Violante Placido. Guardarlo può far ridere di com’eravamo, ma anche commuovere. Maneggiare con cautela.

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9) Il giardino delle vergini suicide

Nel 1999, il debutto alla regia per Sofia Coppola coincide con un film delicato e sofferto, tratto dal libro di Jeffrey Eugenides. Le cinque figlie, bionde, bellissime e tutte adolescenti, dei coniugi Lisbon custodiscono un dolore troppo grande e sempre nascosto, che sfocia nel drammatico epilogo che si intuisce già dal titolo. Ambientato negli anni ’70, offre uno scorcio perfetto del lato oscuro dell’adolescenza. Kirsten Dunst in questo film fa perdere letteralmente la testa, ne sa qualcosa Trip Fontaine.

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8) Boyhood

Richard Linklater è riuscito a concludere un film girato per ben 12 anni, dal 2002 al 2013, che segue la crescita di Mason e il suo rapporto coi genitori divorziati. In mezzo, tutti i cambiamenti sociali e culturali di un periodo cruciale per la tecnologia e per i social, ma anche per lo sviluppo del protagonista. Per tutta la lavorazione, ogni anno il regista ha radunato lo stesso cast e gli stessi tecnici per girare un pezzo di vita di Mason, interpretato da Ellar Coltrane, e registrare i suoi cambiamenti. Un esperimento ma anche un record.

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7) Il mio vicino Totoro

Benché tutta la filmografia di Hayao Miyazaki sia in sostanza un racconto di formazione, la favola di Totoro e delle due sorelline che affrontano per la prima volta un dolore inaspettato è commovente e sorprende a ogni visione. La delicatezza di Miyazaki e il suo realismo magico sono unici e andrebbero preservati come patrimonio dell’UNESCO. Abbiamo scoperto che esiste un sequel, anche se non è facile da trovare.

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6) Nel paese delle creature selvagge

Nel 2009, Spike Jonze gira un film di adolescenza molto sofferto e anche molto oscuro, riempiendo gli spazi lasciati dal romanzo grafico di Maurice Sendak. Nessun gruppo di amici, Max è un ragazzino solo che dopo aver litigato con la madre, si rifugia in un mondo di fantasia, popolato di mostri che lo eleggono a proprio re, ma niente va come dovrebbe. I mostri sono quelli della crescita, affascinano e spaventano allo stesso modo.

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5) E.T.

Chi è cresciuto negli anni ’80, conosce E.T. come le proprie tasche. È il kolossal di formazione diretto da Steven Spielberg, quello che ha fatto scuola. L’amicizia tra Elliot e l’extraterrestre venuto da lontano che vuole solo tornare a casa è una delle avventure più belle mai filmate. Viene da piangere solo a sentire la colonna sonora, eppure non si può fare a meno di tornare bambini e goderselo ogni volta che appare in tv.

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4) La storia infinita

Il film di Wolfgang Petersen del 1984 è tratto dal romanzo di Michael Ende, e anche se l’adattamento non è fedele e ne sviluppa solo metà, la storia di Bastian che per sfuggire ai bulli si rifugia in libreria, ogni volta che lo guardiamo ci smuove un sacco di emozioni. Grazie al libro magico, vive un’avventura con l’eroe Atreyu per salvare Fantàsia dal Nulla che incombe. Colonna sonora di Giorgio Moroder che fa volare, ma quando muore Artax il cavallo, si piange come la prima volta.

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3) Breakfast Club

Tutti i film di John Hughes dovrebbero stare in questa classifica, da Bella in Rosa a Una pazza giornata di vacanza. Pochi come lui raccontano l’adolescenza negli sfavillanti anni ’80, eppure Breakfast Club con Molly Ringwald (icona del tempo) è profondissimo. Un cervello, un atleta, un’handicappata, una principessa e un criminale (questo è come li vedono all’esterno) di ritrovano a scontare un sabato in punizione a scuola e a confrontarsi duramente. Brividi veri e Don’t You Forget About Me da tatuarsi da qualche parte vicino al cuore.

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2) I Goonies

I numeri uno tutti al lavoro: soggetto di Steven Spielberg, che produce il film, regia di Richard Donner, nel cast Sean Astin, Josh Brolin e Corey Feldman. I Goonies significa avventura, nell’accezione più spettacolare del termine. Basterebbe citare Super Sloth, la famiglia Fratelli, la danza di Chunk, la traduzione pazza alla cameriera ispanica, il tesoro di Willy l’Orbo, il primo bacio a una ragazza e poi ancora tutto il film, da vedere un milione di volte, per tornare un momento adolescenti. I Goonies è il miglior film di tutti i tempi, ma in questa categoria arriva solo secondo, perché l’adolescenza non è solo avventura, magari.

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1) Stand By Me – Ricordo di un’estate

Uno dei pochi casi in cui il film è nettamente superiore al libro da cui è stato tratto. Su soggetto di Stephen King, ripreso dal suo racconto Il corpo, il film Stand By Me di Rob Rainer del 1986 è la storia di formazione più toccante e profonda che esista su schermo. Wil Wheaton, River Phoenix, Corey Feldman, Jerry O’Connell, Kiefer Sutherland e Richard Dreyfuss, giusto per avere un cast di attori bravissimi. È l’estate del 1959 e quattro ragazzi vanno a cercare il cadavere di un ragazzo come loro, caduto in una scarpata. Durante il viaggio i quattro parlano della vita, della loro vita, per la prima volta. Si confidano insieme e il ritorno è amaro e consapevole, come il passaggio dall’età spensierata al mondo degli adulti. Ma poi, chi l’ha detto che l’adolescenza è spensierata?

“No I won’t be afraid, just as long as you stand by me”.

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