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Garlasco, nuova pista investigativa: impronte e scarpe rafforzano l’ipotesi dei due killer

A quasi diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco nel 2007, emergono nuovi elementi che riaprono scenari investigativi sulla possibile presenza di due assassini

by Redazione
1 Agosto 2025
in Cronaca
Garlasco, nuova pista investigativa: impronte e scarpe rafforzano l’ipotesi dei due killer

Garlasco, nuova pista investigativa: impronte e scarpe rafforzano l’ipotesi dei due killer

A quasi diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco nel 2007, emergono nuovi elementi che riaprono scenari investigativi sulla possibile presenza di due assassini. La pista, rilanciata da esperti forensi, si basa soprattutto sull’analisi delle impronte delle scarpe rinvenute sulla scena del delitto e su un paio di calzature trovate in un canale poco distante dall’abitazione, scoperte undici giorni dopo il tragico evento.

Le tracce della seconda scarpa e la scena del crimine

Secondo quanto riportato da fonti investigative e dall’esperto di balistica e blood pattern analysis Enrico Manieri, nell’ambito della consulenza tecnica redatta dal RIS di Parma nel 2007, è stata identificata una particolare impronta di scarpa mai analizzata in modo approfondito. Questa orma si presenta come una strisciata sul muro, accanto al secondo gradino della scala della cantina dove fu ritrovato il corpo di Chiara Poggi il 13 agosto 2007.

La suola di questa scarpa, con scanalature a risalti rettangolari, differisce nettamente da quella del modello Frau numero 42 con suola a pallini, attribuita in passato al principale indagato, Alberto Stasi. Manieri sostiene che questa seconda impronta sia presente anche in altre due orme sul luogo del delitto, le quali presentano tracce ematiche della vittima. Le macchie di sangue sul pavimento davanti alla porta a libro della taverna mostrano chiaramente la presenza di una suola diversa da quella di Stasi, incompatibile con le 27 paia di scarpe di soccorritori, carabinieri e medici legali entrati nella villetta dopo il delitto.

Questa osservazione esclude la possibilità che le impronte siano state contaminate da chi ha operato successivamente sulla scena del crimine, rafforzando l’ipotesi di un secondo autore.

Le scarpe trovate nel canale: un indizio chiave

Undici giorni dopo l’omicidio, il 24 agosto 2007, due agricoltori hanno rinvenuto in un canale irriguo tra Villanova d’Ardenghi e Zinasco, a pochi chilometri da Garlasco, un sacco di cellophane contenente alcuni indumenti e un paio di scarpe marroni marca Mister Valentino, numero 43. Le suole di queste calzature mostrano risalti regolari compatibili con quelli delle impronte ritrovate nella villetta Poggi.

Nonostante il Combur test per la presenza di DNA sulle scarpe abbia dato esito negativo, Manieri sottolinea che un precedente test con Luminol era risultato positivo. È quindi possibile che la diluizione del sangue nell’acqua del canale abbia portato a un falso negativo nel secondo esame, lasciando aperta la strada per un collegamento diretto tra le scarpe trovate e l’assassino.

Particolarmente sospetto è anche lo stato delle scarpe: piuttosto consumate ma con le stringhe ancora allacciate, contrariamente ai vestiti trovati insieme, che non apparivano usurati. Ci si chiede perché questi oggetti siano stati abbandonati in un corso d’acqua anziché in un luogo più comune come un cassonetto. La domanda che sorge è se chi li ha gettati sperasse che la corrente cancellasse ogni prova.

Nuove indagini e interrogatori: l’ombra di un terzo uomo

Parallelamente all’analisi delle impronte, si è riaccesa l’attenzione su un possibile terzo soggetto coinvolto nell’omicidio, indicato come “Ignoto 3” dagli inquirenti. Un profilo di DNA femminile non riconducibile né alla vittima né a Stasi è stato rinvenuto su un tampone orale di Chiara Poggi, aprendo nuove piste investigative.

Recenti accertamenti sulla spazzatura rinvenuta nella casa Poggi hanno portato gli inquirenti a disporre ulteriori esami sulle impronte digitali mai acquisite in passato. La gip di Pavia Daniela Garlaschelli ha autorizzato l’incarico a un dattiloscopista per repertare le impronte digitali sugli oggetti, con l’obiettivo di non lasciare alcun elemento sospeso nell’inchiesta che ora vede indagato Andrea Sempio, un nuovo sospettato.

Inoltre, dalle testimonianze raccolte durante gli interrogatori del 2008 emergono dettagli controversi: risulta infatti che durante una seduta di ascolto a Vigevano, i verbali di alcuni amici di Sempio sono stati firmati dagli stessi carabinieri impegnati nell’interrogatorio dello stesso Sempio. Situazioni del genere alimentano dubbi sull’effettiva chiarezza e trasparenza delle fasi investigative.

Il contesto processuale e le ombre sulle prove

Il processo contro Alberto Stasi, unico imputato condannato in via definitiva nel 2015, è stato fin dall’inizio caratterizzato da controversie scientifiche e investigative. La mancanza di tracce di sangue sulle sue scarpe, che egli dichiarava aver calzato durante il ritrovamento del cadavere, ha alimentato sospetti e teorie difformi. Le analisi successive hanno evidenziato che le scarpe avrebbero dovuto trattenere particelle ematiche e trasferirle al tappetino dell’auto usata da Stasi, ma tali tracce sono state oggetto di dibattito sulla loro natura.

Il caso ha inoltre sollevato questioni riguardo alla gestione della scena del crimine: la mancanza di precauzioni come l’uso di guanti, la presenza del gatto della vittima libero di muoversi, e la tardiva acquisizione delle scarpe di Stasi sono solo alcuni degli aspetti che hanno complicato la ricostruzione dei fatti.

Non meno rilevante è il giallo delle biciclette e dei pedali: tracce del DNA di Chiara Poggi furono trovate sui pedali di una bicicletta di Stasi, mentre testimoni avevano notato una bicicletta nera da donna vicino alla villetta il giorno del delitto. La possibile sostituzione dei pedali tra le due biciclette di Stasi sarebbe stata un tentativo di confondere le prove, anche se l’accusa ha escluso formalmente questa ipotesi.

Le indagini procedono dunque tra piste multiple, con nuovi sospetti e accertamenti che mantengono alta l’attenzione sull’intricata vicenda del delitto di Garlasco, un caso che continua a interrogare la giustizia e l’opinione pubblica italiana.

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