Lo storico stabilimento del lungomare Paolo Toscanelli torna sul tavolo del Campidoglio dopo il sopralluogo di sabato 6 giugno ai Cancelli di Castelporziano. L’obiettivo, almeno nelle intenzioni, è trovare una via per non lasciare andare in pezzi uno dei luoghi simbolo del litorale romano. Lo ha detto l’assessore capitolino alle Politiche abitative e al Patrimonio, Tobia Zevi, a margine della visita in cui il sindaco Roberto Gualtieri ha presentato gli interventi da 1,3 milioni di euro per riqualificare l’area delle spiagge libere. Ma il caso resta complicato. E lo è da tempo.

Kursaal di Ostia, la promessa del Campidoglio dopo il sopralluogo ai Cancelli
“Dobbiamo provare a salvare il Kursaal”, ha detto Tobia Zevi davanti alla spiaggia dei Cancelli di Castelporziano, mentre il Campidoglio illustrava il piano per trasformare quel tratto di costa in una delle spiagge libere attrezzate più importanti del litorale romano. Il sindaco Roberto Gualtieri, tra bagnanti e tecnici comunali, ha parlato di un investimento da un milione e 300mila euro per migliorare accessi, servizi e fruibilità.
Poco più in là, però, il discorso è scivolato sul destino del Kursaal di Ostia, uno stabilimento che per decenni è stato un punto di riferimento e che oggi appare fermo, segnato dal tempo, dal mare e dall’abbandono. Zevi lo ha definito “un punto nevralgico, un pezzo di pregio”, aggiungendo che “nel corso dei prossimi mesi dovremo fare tutti uno sforzo per capire quale potrà essere il suo futuro”. Parole caute, da amministratore. Ma anche una promessa politica, arrivata proprio mentre il litorale torna al centro dell’agenda del Campidoglio.
Degrado, mareggiate e vandalismi: perché il Kursaal non trova gestori
Le condizioni del Kursaal di Ostia sono da anni una ferita aperta sul lungomare Paolo Toscanelli. L’arenile si è ridotto a una striscia di sabbia, le mareggiate hanno colpito le parti più esposte, il ristorante è stato vandalizzato e diverse cabine sono state sradicate o rese inutilizzabili dalle onde. Chi passa davanti allo stabilimento vede cancelli chiusi, materiali lasciati lì, segni evidenti di incuria.
Non è soltanto una brutta immagine per il lungomare. Per un operatore balneare, prendere in mano oggi una struttura del genere vuol dire mettere in conto spese pesanti, tempi lunghi e poche certezze. “Nessun imprenditore se lo prende per pochi mesi”, ha ammesso Zevi, spiegando che con affidamenti brevi non c’è una vera possibilità di recuperare gli investimenti. Sul caso è intervenuto anche il deputato di Fratelli d’Italia Luciano Ciocchetti, che con un’interpellanza ha chiesto di tenere alta l’attenzione sullo stato dello stabilimento. Il rischio, senza una soluzione, è semplice: l’abbandono chiama altro abbandono. Una scena già vista sul litorale.
Concessioni annuali e Pua: il nodo che blocca il futuro dello stabilimento
Il futuro del Kursaal passa soprattutto dalle concessioni balneari e dal Piano di utilizzazione degli arenili, il Pua, arrivato alle battute finali dopo un iter lungo e complicato. Secondo il Campidoglio, il recupero dello stabilimento potrebbe entrare proprio dentro quella cornice, chiamata a fissare regole, destinazioni e criteri d’uso degli arenili romani. Restano però alcuni passaggi formali: l’approvazione in Assemblea capitolina e la convocazione di una conferenza dei servizi. Senza questi tasselli, il percorso non si chiude.
Zevi ha ricordato che il Kursaal è considerato “un patrimonio della città” e che “fa male a tutti vederlo così”. Ma ha indicato anche il limite più evidente dei bandi annuali: sono poco adatti a strutture che richiedono lavori costosi e una gestione più stabile. Il problema, alla fine, è molto concreto. Se la concessione dura poco, nessuno investe. Se nessuno investe, lo stabilimento resta chiuso. E il degrado continua ad avanzare, metro dopo metro.
Dallo Shilling allo Sporting Beach: giù le strutture, spazio alla spiaggia libera sotto la Rotonda
Intanto il Comune di Roma vuole andare avanti con altri interventi sul litorale di Ostia, a partire dalle demolizioni dello Shilling e dello Sporting Beach, due strutture da tempo al centro del dibattito sulla riqualificazione della costa. Zevi ha spiegato che, grazie ai fondi previsti nell’assestamento di bilancio, nelle prossime settimane il Campidoglio conta di intervenire insieme ai vigili del fuoco. L’obiettivo è liberare un’area strategica sotto la Rotonda di Ostia, uno dei punti più riconoscibili del lungomare, per realizzare “per la prima volta” una nuova spiaggia libera.
L’allestimento dell’area, secondo quanto anticipato dall’amministrazione, dovrebbe arrivare l’anno prossimo. Il messaggio politico è chiaro: il litorale non deve essere solo una sequenza di concessioni, ma un pezzo di città da ricucire, con spazi pubblici accessibili e servizi. Resta da capire come questo disegno si incastrerà con le situazioni più difficili. A partire proprio dal Kursaal, dove non basta togliere qualche struttura o sistemare l’arenile. Serve un progetto. E serve qualcuno disposto a sostenerlo.
Gli ultimi quattro anni del Kursaal: dalla morte di Piccioni alla concessione mai rinnovata
La fase più difficile del Kursaal è iniziata dopo la morte di Saverio Piccioni, scomparso nel 2023 in seguito a un incidente stradale. Lo stabilimento rimase aperto solo per chiudere quella stagione, poi l’amministrazione non prorogò più la concessione. Da allora il futuro della struttura è rimasto sospeso: possibili nuovi affidamenti, condizioni sempre più critiche e un interesse degli operatori via via più debole.
Anche chi in passato aveva partecipato al bando promosso durante l’amministrazione di Virginia Raggi, secondo le ricostruzioni disponibili, si è poi tirato indietro. Troppi costi, troppa incertezza, troppo poco tempo per rientrare dalle spese. Oggi il Campidoglio dice di volerci riprovare, senza nascondere le difficoltà. Il Kursaal di Ostia non è uno stabilimento qualsiasi: è memoria balneare, architettura del litorale, un pezzo di identità cittadina. Proprio per questo lasciarlo così pesa di più. “Dobbiamo provare a salvarlo”, ha detto Zevi. Ora quella promessa deve uscire dalla spiaggia e finire negli atti.




