Le assunzioni nei nidi di Roma tornano al centro del confronto in Campidoglio. Per il 2026 sono previste 70 nuove educatrici, a cui si aggiungeranno i posti legati al turnover. Ma il quadro resta tutt’altro che chiuso. L’assessora alla Scuola, formazione e lavoro Claudia Pratelli ha confermato l’intenzione di continuare a scorrere la graduatoria, che oggi scade a giugno 2027.
L’obiettivo è usare ogni spazio possibile per stabilizzare personale già formato e già dentro i servizi educativi da anni. Il punto, però, non è solo quante persone entreranno. Nei nidi comunali pesano ancora i casi di fuori rapporto, la fatica delle strutture più grandi e una graduatoria con circa 3mila idonee ancora in attesa.

Le 70 assunzioni già previste nel piano 2026
Il primo numero messo nero su bianco dal Campidoglio è quello delle 70 educatrici che saranno assunte nel 2026 dalla graduatoria in scadenza nel 2027. Non è una misura isolata, almeno nelle intenzioni dell’amministrazione, ma un altro passaggio nel percorso avviato negli ultimi anni per rafforzare i nidi comunali e ridurre il precariato storico. Claudia Pratelli ha spiegato che l’operazione sarà possibile grazie al riallineamento orizzontale con educatrici che hanno i requisiti per diventare insegnanti della scuola dell’infanzia.
In sostanza, il Comune punta su professionalità già presenti al proprio interno e libera posti per nuovi ingressi nei nidi. Dal suo insediamento, secondo i dati dell’assessorato, Roma Capitale ha assunto 767 educatrici. L’ultima chiamata dalla graduatoria è arrivata alla posizione 1042: un dato che dice quanto è stato fatto, ma anche quanta strada resta.
Turnover e nuovi ingressi: i numeri ancora da definire
Alle 70 assunzioni già previste si aggiungeranno altri ingressi per coprire il turnover. Su questo, però, i conti non sono ancora chiusi. L’assessorato sta completando le stime sulle uscite, tra pensionamenti, spostamenti e cessazioni, e per avere un numero preciso servirà ancora qualche mese. Pratelli ha parlato comunque di “alcune decine di unità”, lasciando intendere che il piano 2026 non si fermerà alla quota annunciata. È una partita meno visibile, ma molto concreta. Ogni posto che si libera e resta scoperto troppo a lungo può diventare un problema per il nido, per le colleghe in servizio e per le famiglie.
Nei servizi educativi la continuità non è una formula da ufficio: è ciò che permette alle sezioni di reggere ogni giorno. Per questo il bilancio finale delle assunzioni nidi di Roma nel 2026 dipenderà anche dalla rapidità con cui il Comune riuscirà a sostituire chi esce.
Graduatoria in scadenza nel 2027: circa 3mila idonee in attesa
Il nodo più pesante resta la graduatoria. Nonostante gli ingressi già fatti, ci sono ancora circa 3mila lavoratrici e lavoratori idonei in attesa di chiamata. La scadenza fissata a giugno 2027 mette pressione al Campidoglio, che ha chiesto più volte al governo una proroga e punta a “scorrere fino all’ultimo momento utile”. La presidente della commissione Scuola, Carla Fermariello, ha chiesto di andare avanti con le stabilizzazioni, per dare una risposta al precariato accumulato negli anni nei servizi educativi capitolini. La risposta dell’assessora è stata insieme politica e di bilancio: nel 2027 il tema dovrà entrare nel prossimo bilancio e nel prossimo piano assunzionale. Senza risorse, infatti, lo scorrimento resta un impegno a metà.
La graduatoria racconta una contraddizione ben nota a Roma: da una parte personale formato e disponibile, dall’altra servizi ancora in affanno. Tenerla viva, o renderla permanente a scorrimento, vorrebbe dire non disperdere competenze già selezionate.
Fuori rapporto nei nidi: le criticità segnalate da commissione e opposizioni
La discussione sulle assunzioni si intreccia con il tema del fuori rapporto, uno dei punti più delicati nei nidi di Roma. Fermariello ha chiesto un ulteriore sforzo per valutare un aumento dell’organico, partendo dai numeri reali delle strutture e dalle condizioni di lavoro delle educatrici. Il riferimento è soprattutto ai nidi più grandi, dove possono esserci 69 bambini e bambine e dove la giornata è più esposta a imprevisti, assenze e accorpamenti. Anche il consigliere di Azione Antonio De Santis ha segnalato la distanza tra la pianta organica e quello che accade ogni giorno nelle sezioni. È una scena che molte famiglie conoscono: quando l’equilibrio salta, il servizio va in sofferenza e in alcuni casi i genitori vengono chiamati per riprendere i figli prima dell’orario previsto.
L’ex sindaca e consigliera Virginia Raggi ha insistito proprio su questo punto, sostenendo che le nuove assunzioni coprono una parte dell’organico, ma non cancellano ancora le situazioni critiche. Qui il tema non è soltanto assumere. È capire quale modello di nido Roma vuole tenere in piedi.
Proroga, organico potenziato e rapporto educatore-bambino: le prossime mosse politiche
Le prossime mosse passeranno da più tavoli: Campidoglio, governo e Regione. Da una parte continuano i contatti per ottenere la proroga della graduatoria e, secondo quanto riferito da Pratelli, per valutare la possibilità di renderla permanente a scorrimento. Sarebbe una scelta con effetti pratici immediati, perché permetterebbe al Comune di programmare nuove assunzioni senza ripartire ogni volta da procedure lunghe e incerte. Dall’altra, in Assemblea capitolina si prepara il confronto sulle proposte annunciate da Virginia Raggi.
La prima mozione chiederà a Roma Capitale di sollecitare la Regione a rivedere la normativa sul rapporto numerico educatore-bambino, oggi indicato in 1 a 7, con l’obiettivo di portarlo, dove possibile, verso 1 a 5. La seconda punta al ripristino del cosiddetto organico potenziato, pensato per dare margini di copertura quando ci sono assenze improvvise o una maggiore pressione sui servizi. La discussione, quindi, va oltre il piano assunzionale del 2026. Roma deve decidere se continuare a inseguire le emergenze o costruire un sistema capace di reggere sezioni, turni e bisogni educativi senza scaricare ogni fragilità su educatrici e famiglie.





