Ogni giovedì sera, attraverso gruppi social e messaggi privati, una ventina di giovani con moto di media e grossa cilindrata si danno appuntamento sul piazzale di Ponte Milvio. Il raduno è quasi una cerimonia: ci si ferma sul plateatico pedonale accanto alla Torretta Valadier, si mostrano i mezzi, si attendono gli altri. Poi, quando il numero è sufficiente, le moto attraversano il ponte e scendono sul Lungotevere della Vittoria, dove inizia la gara vera. Il fenomeno va avanti da quasi tre anni, è documentato da video che circolano online e ha già generato decine di segnalazioni alle autorità. Eppure ogni giovedì, puntuale, si ripete.
Come funziona: il raduno e poi la gara
Dal lato di Ponte Milvio il rituale sembra quasi innocuo: giovani che si ritrovano di notte, moto lucide allineate sul marciapiede. Il problema inizia sul lato opposto, lato Flaminio, dove i rettilinei del lungotevere diventano una pista improvvisata. Le moto, spesso con marmitte modificate per amplificare il suono, sfrecciano lungo il Lungotevere della Vittoria e la Circonvallazione Clodia a velocità che i testimoni stimano intorno ai 200 chilometri orari. Tutto è organizzato con precisione via social: gli orari, i percorsi, a volte anche le formazioni di chi gareggia. Le riprese vengono poi caricate online come trofeo.

“Prima o poi ci scappa il morto”
Per chi abita in quelle strade, la notte del giovedì è diventata sinonimo di insonnia e paura. Roberto G., sessantaseenne residente affacciato sul lungotevere, lo ha descritto senza giri di parole: d’estate, con le finestre aperte, dormire è impossibile. Ma il problema non è solo il rumore. La pratica di correre a fari spenti, segnalata da più testimoni, trasforma quelle corse in qualcosa di concretamente pericoloso non solo per chi partecipa ma per chiunque si trovi sulla strada in quel momento: pedoni, ciclisti, automobilisti di passaggio. La frase che torna più spesso nelle denunce dei residenti è diventata quasi uno slogan: “Prima o poi ci scappa il morto”.
Le scommesse illegali
Al fenomeno visibile delle corse si accompagna una componente meno documentata ma segnalata da diverse fonti: le scommesse illegali. Le gare non sarebbero solo uno sfogo adrenalinico ma anche un mercato parallelo, con puntate sul vincitore gestite al di fuori di qualsiasi circuito legale. Un elemento che trasforma quello che potrebbe sembrare teppismo giovanile in qualcosa di più strutturato, con interessi economici dietro all’organizzazione degli appuntamenti settimanali.
La risposta istituzionale: la mozione del Municipio
Nel luglio 2025 il Consiglio del Primo Municipio ha votato all’unanimità una mozione che chiedeva un intervento interforze per fermare le corse clandestine. Il consigliere Renato Sartini, primo firmatario, aveva parlato di “folli competizioni” che mettono in pericolo non solo i centauri ma tutti i residenti della zona. La mozione non ha poteri coercitivi propri, ma rappresentava una richiesta ufficiale alle forze dell’ordine di intervenire con continuità. Il fatto che il Corriere della Sera dedichi un nuovo pezzo al fenomeno nel giugno 2026 suggerisce che, quasi un anno dopo quella mozione, il giovedì notte sul lungotevere non sia sostanzialmente cambiato.
Il Ponte Milvio tra storia e trasgressione
Ponte Milvio è uno dei ponti più antichi di Roma: costruito nel 220 avanti Cristo, ha attraversato millenni di storia, dalla battaglia di Costantino ai “lucchetti dell’amore” ispirati dal romanzo di Federico Moccia. Ogni notte di giovedì, l’area intorno a quel ponte racconta un capitolo molto meno romantico della città notturna: quello di una trasgressione organizzata che resiste agli appelli istituzionali e si nasconde nella velocità e nel buio.




