Nel 2026 parte un piano per portare più luce in strade, piazze e nodi del trasporto, cominciando da San Lorenzo. L’obiettivo è chiaro: aumentare la sicurezza e rendere più vivibili le ore serali, senza far salire i consumi. A dieci anni dal passaggio ai primi led, deciso durante la giunta Marino, il Campidoglio torna sugli impianti con interventi più mirati: più luce nei punti critici, dalla movida alle fermate della metro, dagli attraversamenti pedonali ai parcheggi, fino ad aree verdi e piazze.
San Lorenzo, primo banco di prova: le strade già potenziate
Il primo quartiere interessato in modo ampio è San Lorenzo, zona universitaria e cuore della vita notturna romana. Qui, negli ultimi anni, le segnalazioni su strade buie o illuminate male non sono mancate, soprattutto la sera. Areti, società del Gruppo Acea, ha già chiuso una prima parte dei lavori: vecchie armature sostituite e led installati nel 2016 aggiornati con apparecchi più moderni, capaci di dare circa il 30% di luce in più.
I lavori sono conclusi in diversi punti: via dei Sardi, via dei Sabelli, via dei Ramni, il primo tratto di via di Porta Tiburtina, l’esterno di piazza dei Siculi, piazza dell’Immacolata, via dei Tizi e via dei Volsci. In piazza dell’Immacolata, davanti alla chiesa e ai locali aperti fino a tardi, il cambiamento si vede già quando cala il buio. “La luce è più uniforme, prima c’erano angoli molto scuri”, ha raccontato un residente. Alcuni commercianti, però, chiedono che si vada avanti anche nelle vie laterali.

La seconda fase: nuovi punti luce contro le zone d’ombra
La seconda parte del piano su San Lorenzo prevede nuovi punti luce e correzioni nei tratti dove lampioni, alberi o muri storici creano ancora zone d’ombra. Secondo quanto comunicato dal Campidoglio, alcuni interventi sono in progettazione, altri aspettano autorizzazioni tecniche. Il nodo riguarda soprattutto le aree vicine alle mura e gli assi più delicati dal punto di vista urbanistico.
Il progetto prevede nuovi corpi illuminanti al centro di piazza dei Siculi, in piazza dell’Immacolata, tra i civici 91 e 115 di via dei Sabelli e tra i civici 60 e 70 di via dei Sardi. Su via dei Volsci è previsto il raddoppio delle armature nei punti in cui gli alberi coprono i lampioni, un problema concreto in molte strade romane. Altri ritocchi sono in programma in via di Porta Tiburtina e via di Porta Labicana, dove Areti installerà armature su mensole per portare la luce fino alle mura. Non si tratta solo di mettere più lampade. Si tratta, soprattutto, di far arrivare la luce dove serve.
Dalla movida alle stazioni: la mappa dei quartieri coinvolti
Il piano non si ferma a San Lorenzo. Il sindaco Roberto Gualtieri ha indicato un investimento complessivo da 70 milioni di euro per l’illuminazione pubblica, dentro una strategia più ampia legata al “Piano Roma Notte”. L’obiettivo dichiarato è intervenire nei luoghi più frequentati dopo il tramonto: piazze, stazioni, fermate del trasporto pubblico, parcheggi, parchi e attraversamenti pedonali.
Nella mappa ci sono Pigneto, Città Giardino, Centocelle, piazza Re di Roma, piazza Bologna, via Tuscolana, via Ostiense, Eur, Trastevere con la sua stazione, Cornelia, Ponte Milvio, Testaccio ed Esquilino-Termini. Nella prima fase operativa si parla di circa 3.000 punti luce su quasi 100 strade considerate prioritarie per sicurezza, presenza serale e trasporti. Il piano generale guarda però più avanti: oltre 10.000 punti luce da sostituire o potenziare in più di 700 strade della Capitale.
Una parte dei lavori è già partita nel 2025 sulle stazioni ferroviarie e metropolitane. Areti è intervenuta alle fermate Finocchio e Due Leoni-Fontana Candida della linea C, a Monti Tiburtini e Pietralata sulla linea B, e nelle stazioni Lido Centro, Stella Polare-Piazza Vega, Serenissima, Vitinia, Ottavia e Centro Rai. Alla metro Eur Fermi, secondo il Campidoglio, l’intervento è in via di completamento.
Led più efficienti: 30% di luce in più senza aumentare i consumi
Il punto su cui insiste il Comune è il rapporto tra più luminosità e consumi invariati. Le nuove lampade, spiegano dall’amministrazione, rendono circa il 30% in più rispetto ai primi led montati dieci anni fa, ma non richiedono più energia. La differenza sta anche nelle ottiche, cioè nei componenti che indirizzano e distribuiscono il fascio luminoso. In pratica: più luce su marciapiedi, incroci e attraversamenti, meno dispersione dove non serve.
“La sicurezza urbana passa anche dalla qualità dello spazio pubblico e dalla sua vivibilità nelle ore serali”, ha spiegato l’assessora ai Lavori pubblici Ornella Segnalini, ricordando che a San Lorenzo sono già stati sostituiti 130 lampioni. L’amministratore delegato di Areti, Raffaele De Marco, ha aggiunto che le nuove tecnologie permettono, “a parità di consumi”, di illuminare meglio le strade ed eliminare le aree più buie. Per Roma, spesso alle prese con impianti disomogenei e manutenzioni complicate, la sfida sarà tenere il ritmo anche dopo i primi cantieri. La luce, da sola, non risolve tutto. Ma di notte, in strada, fa la differenza.






