Il Qs Ranking 2027 premia le università romane e consegna alla Capitale una fotografia chiara: Sapienza, Tor Vergata e Università Cattolica del Sacro Cuore avanzano nella classifica pubblicata da Qs Quacquarelli Symonds. La Sapienza raggiunge il miglior risultato della sua storia, Tor Vergata conferma una crescita ormai lunga dieci anni, la Cattolica sale grazie soprattutto alla reputazione tra i datori di lavoro. In un’Europa dove diversi grandi sistemi universitari arretrano, il dato romano pesa anche nel racconto dell’Italia accademica.

Il nuovo balzo della Sapienza: 111ª al mondo e record storico
La Sapienza Università di Roma sale al 111° posto mondiale nel Qs World University Rankings 2027. È il miglior piazzamento mai ottenuto dall’ateneo nella classifica globale. Un risultato forte, anche perché non arriva all’improvviso: rispetto al 2017, la Sapienza ha guadagnato 112 posizioni, con un avanzamento indicato intorno al 50,2 per cento. Solo nell’ultimo anno il salto è stato di 37 posti, abbastanza per portare l’università romana a un passo dalla fascia delle prime cento al mondo.
Il primato cittadino resta quindi nelle mani della Sapienza. E non è solo una questione di classifica. Per un ateneo così grande, con una popolazione studentesca enorme e una macchina interna complessa, il dato racconta una tenuta non scontata: ricerca, attrattività, relazioni internazionali e peso scientifico riescono a muoversi insieme. Roma, in questo caso, non fa solo da sfondo. Diventa parte della forza dell’ateneo: città di studio, di scambio, di reti culturali e scientifiche.
Tor Vergata consolida la crescita: dal 479° al 342° posto in dieci anni
Anche Tor Vergata avanza e raggiunge il 342° posto mondiale. Rispetto all’anno precedente guadagna 13 posizioni, ma il dato più interessante è quello di lungo periodo. Dal 2015 a oggi l’ateneo è passato dal 479° al 342° posto, con un miglioramento di 137 posizioni e una crescita stimata del 28,6 per cento. Non è un balzo isolato, ma una salita graduale, costruita nel tempo.
Negli ultimi quattro anni Tor Vergata è cresciuta anche nella classifica italiana, passando dal 14° all’8° posto tra gli atenei del Paese. Un segnale chiaro del cambio di passo: da università più giovane rispetto alla Sapienza, nata con una forte impronta scientifica e policentrica, a presenza stabile nella parte alta del sistema universitario nazionale. Conta molto anche il dato sulle citazioni per docente, dove l’ateneo si colloca al 252° posto globale. Vuol dire che le ricerche pubblicate circolano, vengono lette e citate dalla comunità scientifica internazionale. In una graduatoria che misura reputazione e impatto, è un elemento che pesa.
Cattolica risale al 338° posto grazie alla reputazione tra i datori di lavoro
Nel quadro romano entra anche l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che nel Qs Ranking 2027 arriva al 338° posto mondiale, con una risalita di 21 posizioni rispetto all’edizione precedente. L’ateneo, la più grande università cattolica d’Europa, è presente in più città italiane. La sede romana ha un ruolo importante soprattutto nei percorsi legati alle scienze della vita, alla medicina e alla formazione professionale di alto livello.
Il punto di forza resta la reputazione tra i datori di lavoro. Nell’indicatore Employer Reputation, la Cattolica si piazza al 274° posto, guadagnando 37 posizioni. È un parametro che guarda al rapporto con il mondo del lavoro: aziende, istituzioni e organizzazioni valutano la preparazione e la riconoscibilità dei laureati. In una classifica globale, l’occupabilità non è un dettaglio. Dice quanto un titolo riesca a farsi valere fuori dalle aule. Per la Cattolica, il passo avanti conferma un’identità precisa: rete professionale, formazione concreta e un marchio accademico molto riconoscibile.
Ricerca internazionale, citazioni e occupabilità: gli indicatori che premiano Roma
La crescita delle università romane non dipende da un solo indicatore. Per la Sapienza, il dato più forte riguarda la rete internazionale di ricerca: l’ateneo è il migliore in Italia e raggiunge il 61° posto globale. È uno dei fattori più importanti nel modo in cui oggi si misura un’università. Non basta produrre ricerca. Bisogna farlo dentro reti internazionali, con collaborazioni solide, progetti comuni, laboratori e studiosi collegati oltre i confini nazionali.
Per Tor Vergata, la spinta arriva dalle citazioni per docente, ma anche dai progressi nella reputazione. L’ateneo guadagna 44 posizioni nella Employer Reputation, 17 nell’attrattività degli studenti internazionali e 6 nella Academic Reputation. Segnali diversi, ma nella stessa direzione: più visibilità scientifica, più attenzione da parte delle imprese, maggiore capacità di richiamare studenti dall’estero. La Cattolica, invece, cresce soprattutto grazie al giudizio dei datori di lavoro. Il risultato complessivo è una Capitale che non vive solo del prestigio accumulato nel tempo, ma cresce su alcuni fattori decisivi della competizione globale: ricerca connessa, impatto delle pubblicazioni e occupabilità dei laureati.
Il confronto con gli altri atenei italiani e il contesto europeo in arretramento
In Italia il primo posto resta al Politecnico di Milano, che è 87° al mondo. Seguono l’Alma Mater Studiorum di Bologna, al 123° posto, Padova al 204°, il Politecnico di Torino al 206°, l’Università di Milano al 270°, Pisa al 341°, Pavia al 395°, la Federico II di Napoli al 401°, Firenze al 409° e Trento al 438°. In questa mappa, la presenza di Sapienza, Tor Vergata e Cattolica rafforza il peso di Roma in una classifica sempre più competitiva.
Il dato diventa ancora più significativo se letto su scala europea. Secondo il Qs World University Rankings 2027, diversi grandi sistemi universitari del continente, tra cui Germania, Francia e Spagna, mostrano segnali di arretramento. L’Italia, almeno nella parte alta della graduatoria, dà invece segnali di tenuta e, in alcuni casi, di crescita. Questo non cancella i problemi: finanziamenti, reclutamento, alloggi, vera apertura internazionale restano nodi aperti. Ma il movimento degli atenei romani dice che, quando ricerca, reputazione e reti internazionali si rafforzano, la distanza dai grandi poli globali può accorciarsi. Una classifica non racconta tutto il valore di un’università. Però indica una tendenza. E questa volta Roma è ben dentro l’inquadratura.





