Geely Auto, il gruppo cinese proprietario dei marchi Geely, Lynk & Co e Zeekr, ha chiuso nel primo semestre 2026 vendite record per oltre 1,42 milioni di veicoli e ha annunciato un cambio ai vertici, con l’uscita di Eric Li dalla presidenza operativa e la nomina di Andy An alla guida del consiglio di amministrazione e di Jerry Gan come amministratore delegato, in una fase di forte espansione internazionale e di spinta sull’elettrificazione.
Geely Auto, vendite record nel primo semestre 2026
Il dato che pesa di più, nella comunicazione diffusa dal gruppo, è quello delle vendite globali: oltre 1,42 milioni di veicoli consegnati nei primi sei mesi dell’anno. Una soglia che per Geely Auto rappresenta un nuovo massimo e che arriva mentre l’industria automobilistica cinese continua a cercare spazio fuori dal mercato domestico, tra dazi, concorrenza sui prezzi e domanda crescente di auto ibride ed elettriche.
La crescita non riguarda soltanto i volumi. I ricavi hanno superato per la prima volta quota 170 miliardi di renminbi, arrivando a 173,6 miliardi, con un aumento del 15% rispetto al periodo precedente indicato dalla società. L’utile core attribuibile agli azionisti della capogruppo è salito del 46%, fino a 9,68 miliardi di renminbi. Al 30 giugno 2026, ha precisato il gruppo, le risorse disponibili ammontavano a 69,56 miliardi di renminbi.
Numeri solidi, dunque. Ma anche un messaggio al mercato: Geely vuole presentarsi come un gruppo capace di crescere senza dipendere soltanto dalla Cina, in un momento in cui molti costruttori asiatici stanno ricalibrando produzione, logistica e rete commerciale.
Eric Li lascia la presidenza, Andy An e Jerry Gan ai vertici
Il cambio di governance segna una fase nuova per il gruppo fondato e controllato da Eric Li, figura centrale dell’ascesa di Geely Auto nell’automotive globale. Li si dimette dal ruolo di presidente e assume quello di presidente onorario a vita, mantenendo così una posizione simbolica e di continuità all’interno della società.
Alla presidenza del consiglio di amministrazione arriva Andy An, mentre Jerry Gan assume l’incarico di ceo. La società non ha indicato, nella nota, motivazioni legate a urgenze operative: il passaggio viene presentato come parte di un riassetto pensato per sostenere la crescita internazionale e la trasformazione tecnologica. Una transizione ordinata, almeno nei toni.
Il tema, in realtà, è più ampio. Geely Auto sta cercando di tenere insieme marchi diversi, piattaforme elettriche, motorizzazioni ibride e collaborazioni industriali in più continenti. Servono tempi rapidi, investimenti e una catena decisionale più corta. È su questo terreno che si misurerà il nuovo assetto guidato da Andy An e Jerry Gan.
Export in forte crescita e obiettivo quasi un milione di auto fuori dalla Cina
La spinta più evidente arriva dall’estero. Le esportazioni verso i mercati fuori dalla Cina hanno raggiunto 474.000 unità, con una crescita del 158%. Un salto che ha portato il gruppo ad alzare il target export per il 2026: non più 640.000 veicoli, ma 920.000, con l’ambizione dichiarata di avvicinarsi a un milione di unità nell’intero anno.
Il piano poggia su una presenza ormai ampia: Geely Auto afferma di operare in 114 mercati internazionali, con una rete di vendita e assistenza superiore a 2.000 punti. Sono numeri che raccontano un’espansione già avanzata, anche se la sfida resta la stessa per tutti i costruttori cinesi: trasformare la crescita commerciale in radicamento stabile, soprattutto dove consumatori e regolatori sono più esigenti.
L’Europa è una delle direttrici principali. Nel semestre, secondo quanto comunicato dal gruppo, il marchio è entrato in sette mercati europei e ha rafforzato partnership con Volvo Cars, Proton, Renault Group e Ford su produzione locale, ricerca e sviluppo e supply chain. Non solo accordi di facciata: la partita, qui, riguarda tempi di consegna, adattamento dei modelli e costi industriali.
Elettriche, ibride e nuovi modelli: la strategia per la seconda metà dell’anno
Accanto all’espansione geografica, Geely Auto punta sui veicoli a nuova energia, categoria che comprende elettriche e ibride. Il gruppo ha riunito i team di ingegneria in Svezia e Germania per ridurre i tempi di lancio dei prodotti tra la Cina e i mercati internazionali. Un passaggio tecnico, ma decisivo: progettare un’auto per più aree del mondo significa rispettare standard diversi, gusti diversi, normative diverse.
Per il secondo semestre del 2026, la società prevede di lanciare la Geely TT, berlina sportiva elettrica di segmento C con funzioni di intelligenza artificiale, e di entrare nel segmento dei fuoristrada con la Geely Zhanjian 700. Nomi ancora da verificare sul piano della risposta commerciale, ma indicativi della direzione: più tecnologia, più segmenti coperti, più modelli pensati anche per l’estero.
Resta centrale anche l’evoluzione delle motorizzazioni tradizionali. Geely vuole accelerare l’elettrificazione della gamma ICE, cioè con motore a combustione interna, attraverso tecnologie HEV avanzate. L’obiettivo indicato è superare 30.000 unità i-HEV vendute al mese entro la fine dell’anno e raggiungere un milione di unità annue per la gamma Geely ICE, preparando il lancio internazionale degli i-HEV nel 2027. Una strategia doppia, elettrico e ibrido insieme. Per ora, è lì che passa la crescita.





